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19 Feb 2020

La Fattoria Poggio di Dante, tra nuovi progetti e sogni di vacanze… al contrario!

Scritto da: Paolo Cignini

La Fattoria Poggio di Dante è un progetto di ospitalità e agricoltura naturale creato dalla coppia Lucrezia Ferrari e Francesco Sassoli, di cui vi abbiamo già parlato su Casentino che Cambia. Li abbiamo ri-contattati per capire come vanno le cose, tra nuovi progetti che comprendono un nuovo uliveto, un Rural Lab e… un po’ di vacanza al contrario!

Nel nostro viaggio di qualche anno fa alla scoperta del Casentino in cambiamento, una delle realtà incontrate è stata la splendida cornice della Fattoria Poggio di Dante, una (bellissima) struttura ricettiva ricavata dal recupero di un podere situato a Poppi, nelle valle casentinesi dove nasce il fiume Arno e dove Dante scrisse, in esilio, buona parte della Divina Commedia.

La struttura è gestita da una coppia, Lucrezia Ferrari e Francesco Sassoli, che ci vivono con i loro due figli. Il progetto si basa su due pilastri fondamentali: il cibo (buono, sano e locale) e la cura degli spazi (gli arredi, interni ed esterni, sono realizzati a mano e con prodotti di recupero).

Appoggiata su una collina che gode di un panorama unico sulla valle casentinese intorno Poppi, il Poggio di Dante è anche una storia di viaggi e di ritorni nella propria terra: non per quanto riguarda Francesco, che vive in terra casentinese da sempre, ma quella di Lucrezia. Originaria di queste zone, dopo una lunga esperienza anche fuori dall’Italia e diverse collaborazioni con il mondo del cinema, ha deciso di tornare e rimanere qui, proprio dopo un lavoro cinematografico in terra casentinese.

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Tra i due nasce l’amore e decidono di andare a vivere insieme. La nascita della prima figlia fa crescere la consapevolezza della coppia nell’importanza del cibo e nel rapporto con la terra: Francesco fonda una sua azienda agricola e inizia a coltivare parte del cibo familiare, con metodi naturali e consapevoli.  Su queste basi, Lucrezia e Francesco cominciano a sviluppare anche il discorso dell’accoglienza, che nel corso degli anni gli donerà numerosi soddisfazioni.

Quali sono state le maggiori gioie e le difficoltà del vostro percorso?
Le maggiori gioie ci vengono date dalle persone che vengono a trovarci alla fattoria , ci portano tanta energia , c’è una sorta di scambio di esperienze e di idee che era alla base della nostra visione della Fattoria.
Sono davvero tanti coloro che decidono di tornare a trovarci: quando questo avviene ci riempie davvero di gioia e soddisfazione, e sono proprio queste emozioni che ci sostengono soprattutto nei momenti più duri che viviamo: spesso questi sono legati ai problemi burocratici e organizzativi della nostra Italia, in cui abbiamo scelto di lavorare ma che tante volte, invece di incoraggiare le nostre idee e il nostro percorso, mette un freno molto forte.

Ed i vostri prossimi obiettivi?
Abbiamo obiettivi e desideri. Siccome ci teniamo davvero molto ai nostri ospiti, soprattutto ad avere con loro un legame umano forte, il nostro desiderio sarebbe quello di partire noi con uno zaino in spalla e andarli a trovare uno ad uno. Abbiamo numerosi ospiti che vengono in Casentino da ogni parte del Mondo: creiamo un legame speciale con tutti e spesso ci invitano loro ad andarli a trovare. L’unico problema è che avremmo bisogno di qualche anno di ferie, ma dato il lavoro in aumento diventa davvero difficile. 

Per quanto riguarda obiettivi e progetti nella nostra struttura, stiamo lavorando su diversi versanti: vogliamo sviluppare una oliveta nei nostri terreni, così come un Rural Lab su cui stiamo lavorando. Inoltre ci piacerebbe molto ampliare la scelta delle esperienze che proponiamo ai nostri ospiti, e ci stiamo lavorando. Ci sarebbero anche altri sogni, ma alcuni li teniamo ancora segreti…

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
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