17 Mar 2020

Cento artisti per recitare il Decamerone: l’iniziativa di due libraie torinesi

Scritto da: Lorena Di Maria

Ilaria di Meo e Silvia Giuliano sono le titolari della libreria indipendente Luna’s Torta di Torino. Proprio in questi giorni hanno avuto l'idea originale di condividere sui social l'intero Decamerone coinvolgendo nella narrazione e nell'interpretazione più di cento tra attori, artisti, librai, gestori di locali e performers. Un modo per superare la distanza che ci separa a causa dello stato di quarantena e per sostenere la cultura e tutte le persone che lavorano in questo settore.

Torino - Dalla Torino di oggi alla Firenze del 1300, dalla diffusione del coronavirus all’epidemia della peste nera: è un viaggio nel tempo quello che hanno intrapreso Ilaria di Meo e Silvia Giuliano, titolari della libreria indipendente Luna’s Torta che, a Torino, hanno dato vita all’iniziativa “Decamerone 2020” per portare la lettura nelle case di tutti, come stimolo per reagire allo stato di isolamento… a suon di cultura.

L’iniziativa nasce dalla necessità di rispondere in modo creativo e condiviso alla forte crisi del settore culturale legata all’emergenza coronavirus: per la totale soppressione di ogni evento e la chiusura dei musei e delle scuole sono tantissimi gli operatori che, a vari livelli, sono stati fortemente danneggiati. Così le due libraie torinesi hanno trovato un modo per coinvolgere più di cento persone in una lettura collettiva dell’intero Decamerone del Boccaccio, come rimedio per affrontare insieme la chiusura dei luoghi legati alla cultura.

Come ci raccontano Silvia e Ilaria, l’iniziativa è stata pensata per interpretare una novella che è stata pubblicata in un video sulla pagina fb e trasformata in un racconto continuativo in modo da accompagnare i lunghi giorni di quarantena.

Perchè proprio il Decameron? Perché l’opera, ambientata durante la peste scoppiata a Firenze nel 1348, racconta la storia di dieci giovani che, per sfuggire al contagio, trascorrono il tempo raccontandosi a turno delle novelle, ricostruendo le relazioni e i valori di una società scossa dall’epidemia.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Come ci raccontano le libraie, «Ognuno di noi il Decamerone se l’è vissuto in modo unico e personalizzato. Lo abbiamo preso, rimaneggiato, interpretato, cantato. Abbiamo quindi lasciato totale libertà di espressione: c’è chi lo ha semplicemente letto come nel caso di molti librai, chi, come alcuni artisti, ha realizzato video surreali, chi lo ha spiegato, chi ha scritto una lunghissima canzone, chi lo recitato. Così abbiamo ridato vita al Decamerone, attraverso centoventi interpretazioni che mostrassero il lavoro di chi tutti i giorni si impegna con passione a fare cultura».

E il successo dell’iniziativa non si è fatto attendere. «Siamo diventate più virali del virus» ci hanno raccontato ironicamente Silvia e Ilaria. La verità è che in tantissimi hanno aderito alla chiamata, scegliendo di raccontare l’opera in maniera originale, insolita e divertente. Centoventi persone in totale (nonostante abbiano risposto alla chiamata in numero ben maggiore) tra performers, organizzatori, artisti, attori, semplici spettatori, operatori culturali, gestori di locali a vari livelli provenienti da diverse città. Uniti, per diffondere cultura.

E proprio come il Decameron che, in lingua greca, significa letteralmente “di dieci giorni”, per lo stesso periodo di tempo la celebre opera di Boccaccio è giunta in tutte le case d’Italia, suscitando curiosità anche all’estero come nel caso di Barcellona e di un’università negli Stati Uniti.

«Il momento più emozionante per noi è stato quando uno dei “protagonisti” lo ha definito “Il nostro Decamerone”. E proprio in quel momento ci siamo rese conto che l’opera che abbiamo creato è di tutti: non solo nostra ma anche di ogni persona che ne ha preso parte, di coloro che non sono riusciti a partecipare, delle persone che da casa l’hanno potuta assaporare giorno per giorno».

Decamerone3

Ciò che Silvia e Ilaria chiedono attraverso quest’iniziativa è che venga predisposto un fondo di emergenza per tutti coloro che in questi lunghi giorni hanno visto azzerare o ridurre drasticamente i propri introiti e che questo fondo resti attivo, per evitare e prevenire altre situazioni di simile gravità.

«L’augurio che possiamo farci è che quest’emergenza possa accendere una luce sul numero enorme di persone che lavorano senza tutele e riconoscimento. Sappiamo di non essere l’unico settore in cui questo accade e ci auguriamo che questa lunghissima maratona possa servire da stimolo per far conoscere la nostra situazione. In fondo quest’esperienza ci ha aiutato a riscoprire un senso di appartenenza fortissimo. E proprio qui risiede il vero senso di comunità, che ci rende uniti nonostante tutto».

Articoli simili
Volontariato nel Parco… Verso il nuovo anno
Volontariato nel Parco… Verso il nuovo anno

A Cuneo arriva il primo programma di accelerazione territoriale
A Cuneo arriva il primo programma di accelerazione territoriale

Collateral102: a Torino il cinema si fa indipendente

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Germania, un governo “semaforo”? – #417

|

Il diritto dei bambini all’aria pulita: le strade scolastiche come antidoto a traffico e inquinamento

|

Fuga dalla città. Una seconda vita sulle colline piacentine

|

Assamil: una delle comunità più giovani d’Italia cresce e cerca una nuova casa

|

Re-sisters: l’arte e la cultura per dire no alla violenza sulle donne

|

Il primo Asilo nel Bosco altoatesino, dove le maestre sono la neve e la pioggia

|

La storia di Esma, il musicista che ha lasciato la città per vivere e cantare la campagna

|

Camilla Rossi, educatrice: “Attivismo quotidiano, educazione e messa in discussione per combattere la violenza contro le donne”