16 Apr 2020

Calitri e le aree interne: verso un modello di comunità sostenibile

Grazie soprattutto all'impegno del suo sindaco, la cittadina di Calitri è divenuta negli ultimi anni un laboratorio di sperimentazione di buone pratiche per cui le è stato attribuito il riconoscimento di “comunità sostenibile”. Questo piccolo borgo nell'Alta Irpinia rientra tra quelle aree interne italiane che alcune amministrazioni virtuose e movimenti dal basso stanno cercando di rilanciare e valorizzare per delineare un futuro diverso per tutto il Paese.

Campania - Quando l’attuale emergenza sanitaria finirà dovremo scegliere come ricostruire il nostro tessuto sociale, relazionale, economico. Sceglieremo una comoda “patina di green” o piuttosto ripenseremo l’interazione tra uomo e Natura, l’impronta degli spazi insediativi e la loro fruizione, l’impatto e non la semplice sostenibilità delle attività economiche da privilegiare?

Tra le piccole comunità delle aree interne sparse sul territorio italiano, alcune possono essere un modello di resistenza e, probabilmente, quando tutto sarà finito, si troveranno in una posizione di “vantaggio culturale”, abituate come sono a ricostruzioni post emergenza, a sopravvivere con risorse esigue, ad organizzarsi con poco. Soprattutto, avranno Spazio, Natura, Relazioni sociali da cui ripartire.

L’esperienza di Calitri (AV), un piccolo comune dell’Alta Irpinia di 4.500 anime, può essere un esempio di come, nelle terre dell’osso, in quei paesini presepe devastati dal terremoto dell’’80 e, successivamente, dai meccanismi fagocitanti della ricostruzione, si è sopravvissuti prima alla distruzione dell’economia agricola e al miraggio delle aree industriali in montagna, poi alle ondate di abbandono ed emigrazione. Calitri, con una perdita secca in 15 anni di 2.000 persone, prosegue inesorabile nel suo calo demografico. 100.80 km di estensione, densità abitativa 45 abitanti per Kmq, ai confini tra Basilicata e Irpinia: siamo nel cuore delle aree interne.


«13 milioni e mezzo di abitanti, il 23% della popolazione italiana – afferma il Sindaco Michele Di Maio – vivono l’incubo dello spopolamento. Il 54% dei Comuni italiani sono nelle aree interne e i confini spesso disegnano il patrimonio naturale italiano, sono serbatoi di acqua, aria e terra delle nostre montagne e colline. Cinque anni fa il governo nazionale lanciò il progetto “Aree interne” e Calitri fa parte del Progetto pilota a 25 che unisce Terminio Cervialto e Alta Irpinia.

Qualcosa è stato recuperato sulla sanità, ma su scuola e mobilità ben poco. Noi, però – insiste il primo cittadino – abbiamo bisogno di creare posti di lavoro. Non bisogna investire 200 milioni nei prossimi tre anni, come preventivato, bisogna investire miliardi, e i settori sono l’agricoltura biologica a valore aggiunto, l’artigianato di qualità, riconversione alla blue economy nelle aree industriali e nei PIP, turismo ecosostenibile».

Calitri, lo scorso giugno, è stata sede del “Primo Forum Scientifico Internazionale verso la costruzione di una rete territoriale per la coesione sociale”. Sono state analizzate 600 delibere e determine rilevando una percentuale altissima di buone pratiche in particolare per quanto riguarda la difesa dell’ambiente e la promozione della cultura e delle risorse territoriali. Al Forum mondiale di Barcellona Calitri dovrebbe essere presentata come modello di Comunità sostenibile a livello internazionale. È stato rilevato, tra l’altro, che la percentuale di atti non dovuti, cioè atti non di ordinaria amministrazione è nettamente superiore alla media delle delibere degli altri Comuni italiani.

calitri

In questi anni l’attività dell’Amministrazione presieduta dal sindaco Di Maio, ha ricevuto molteplici riconoscimenti: Premio Angelo Vassallo, Premio Pasquale Campanello, Premio piccoli comuni Medaglia di bronzo 2019, per le best practice, Premio Sindaci d’Italia di Poste Italiane 2019, tra i sei sindaci a parlare a cinquemila piccoli comuni; Sindaco nominato tra i 100 Ambasciatori d’Italia nel 2020.

«Il programma dell’Amministrazione – esordisce Di Maio – si è incentrato su quattro Gruppi di Lavoro: Bilancio, Cultura e Salute, Ambiente e Legalità, Attività produttive. Il primo step, nel 2015, è stato il Bilancio partecipato per quantificare le proposte e decidere insieme le priorità misurandosi con le risorse a disposizione. I cittadini, bilancio alla mano, sono stati chiamati a dirottare le spese già preventivate, molte inutili, sulla Cultura. Siamo, poi, entrati in rete con cinque Comuni ampliando gli eventi dello “Sponz fest”, riconosciuto a livello internazionale e ideato e diretto da Vinicio Capossela, cantautore originario di Calitri. Dal 2017 abbiamo una convenzione con la Facoltà di Architettura di Matera che ci ha fornito una progettazione esecutiva utile ad avere nuovi finanziamenti nel centro storico. Infine Calitri è stato l’unico comune fuori della Basilicata ad ottenere il riconoscimento Capitale della Cultura per un giorno, il 24 agosto 2019».

Per quanto riguarda le Attività Produttive, l’attuale Amministrazione ottiene la certificazione Mise per Calitri Città della Ceramica, istituisce il Professionale Agrario, il Corso serale Agrario e Ceramisti, ottiene un finanziamento per l’ex scuola d’arte nel centro storico per la valorizzazione della Mostra della Ceramica. Qui, nel centro antico, 50 famiglie inglesi hanno acquistato negli anni, ma non basta.

«A marzo 2019 – continua Di Maio – abbiamo presentato il lavoro di sei mesi sull’analisi della radioattività di acque, suolo, aria, con risultati confortanti. Per capire il perché si stia abbassando la soglia d’età per determinate patologie tumorali abbiamo, quindi, affidato un nuovo incarico all’Università del Sannio per l’analisi sui materiali utilizzati dopo il terremoto. Analisi non solo sul cemento, ma anche sulle scorie di magnesio mischiate con il cemento che per alcuni mesi, durante la ricostruzione post sisma ‘80, sono arrivate da Bolzano nonché sulle mattonelle dall’Emilia; due anni fa, infatti, durante un sopralluogo, rilevammo la presenza di Cesio 137 in una singola mattonella di un’abitazione».

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calitri ritratto
Virginiano Spiniello che intervista il sindaco Di Maio (ritratto di Giovanni Spiniello)

«Mi sono trovato da subito – conclude Di Maio – a gestire la questione di tre parchi eolici su cui già erano stati avviati gli espropri, ma attraverso relazioni tecniche siamo riusciti a fermarli ottenendo, in collaborazione con una rete di comitati, prima una Moratoria di sei mesi e poi la Legge Regionale del 2016 che finalmente fissava i primi divieti identificando 18 Comuni in aree sature in cui non si possono impiantare altre pale eoliche. Ora è vietato installare nei Parchi Regionali, nei SIC di Rete natura 2000, nelle ZPS, e nelle aree di coltivazione e di pregio naturale. E delle aree interessate a Calitri una è un SIC, le altre due sono aree di coltivazione e pregio naturale: 22 coltivatori diretti hanno convertito la produzione in biologico. Tra questi, alcuni hanno recuperato il grano storico Senatore Cappelli, altri hanno impiantato vigne in alta collina con marchi anche importanti come il Fiano Don Chisciotte».

Calitri, quindi, ha già avviato da tempo la sua ricostruzione, puntando tutto sulla cultura, l’identità, la difesa ambientale, l’agricoltura sostenibile, la rinascita dell’artigianato. Se, a livello centrale, si opterà per scelte coraggiose su servizi e infrastrutture di rete, sulla defiscalizzazione, su istruzione e presidi sanitari migliori per le aree interne, forse le piccole grandi esperienze potranno far rinascere le realtà di confine. Perché, come si dice dalle nostre parti, “ogni ntoppamiento è giovamiento”.

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