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23 Giu 2020

Forest Therapy: il bagno nella foresta che rigenera corpo, mente e spirito

Scritto da: Davide Artusi

Un’immersione totale nella natura può aiutare a ritrovare il benessere e riequilibrare corpo, mente e spirito. È il principio alla base dalla Forest Therapy, pratica orientale che negli ultimi tempi ha preso piede anche in Italia. Eugenio Berardi per primo ha avuto l’idea di promuovere questa pratica a Torino dopo aver scoperto un particolare bosco in città.

Forest Therapy o Shinrin-Yoku è una pratica nata nel 1982 in Giappone, come parte di un programma sanitario nazionale progettato per ridurre i livelli di stress della popolazione. Si tratta di una immersione totale e totalizzante nella natura che unisce scienza e spiritualità, i cui benefici sono stati studiati da ricercatori di tutto il mondo e molti sono stati gli studi realizzati per dimostrare scientificamente come questa pratica potesse realmente portare alla riduzione di stress, dell’adrenalina, contrastare l’iperattività, stimolare il sistema parasimpatico, deputato al rilassamento, andando a ridurre le reazioni di quello simpatico adibito alla funzione di lotta-fuga, andare a lavorare sulla pressione sanguigna e portare a una serie di altri effetti positivi per l’uomo.

Una pratica che può prendere vita in un parco, in un luogo caratterizzato da molto verde, ma che trova la sua dimensione più vera e autentica nel bosco, nella foresta, dove le vere protagoniste sono le foglie degli alberi, grazie al rilascio di sostanze che producono effetti benefici atti a lavorare proprio sul sistema immunitario, ed è stato inoltre dimostrato che l’attività delle cellule NK (Natural Killer), adibite alla protezione di quest’ultimo, dopo del tempo passato nella foresta, aumenta: ad esempio dopo tre notti si ha un incremento dal 17% al 27%. In Italia si è iniziato a parlare di più negli ultimi tempi relativamente a questa terapia, prendendo piede a poco a poco; uno dei massimi esponenti del campo è Marco Nieri, i cui studi si sono concentrati soprattutto sull’elettromagnetismo degli alberi, mentre una delle più grandi esperte che ha dato un forte contributo allo sviluppo di questa realtà è Selene Calloni Williams.

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«Nella nostra penisola ci sono varie zone dove poter vivere a 360 gradi questa pratica, in particolare in Piemonte e a Torino, dove ho scoperto esserci un bosco nella città, nella zona collinare, con la presenza di molti sentieri raggiungibili da tutti, che la rende un territorio dalle caratteristiche molto particolari in cui stiamo cercando di portare un progetto ecosostenibile al cui centro porre la natura come perno della vita delle persone, che trasporti con sé un pensiero e un’azione ecologica, fondata sull’importanza della realtà ambientale in cui siamo immersi, vista come fulcro, polmone pulsante della nostra società. In tutto questo ritengo però che l’uomo dovrebbe abbandonare questa tipica visione duale, contraddistinta da un Io e un Tu, quando invece dovrebbe percepire questa connessione con il Tutto, sentendosi parte di un ambiente Terra, con cui dovrebbe riconciliarsi per stare meglio, e non separarsi come invece da troppo tempo sta cercando di fare; è infatti attraverso la collaborazione che ci si riesce a unire, a percepire questo Noi, mentre con la competizione ci si tende ad allontanare, a separare senza costruire qualcosa di grande valore assieme. In questo periodo infatti siamo stati contattati da varie altre realtà, in maniera un po’ inaspettata, che ci hanno chiesto di dar vita a collaborazioni».

Sono queste le parole di Eugenio Berardi, che per primo ha avuto l’idea di dar vita in Piemonte, nella zona di Torino, a questa Forest Therapy; nel 2020 ha intrapreso il percorso per conseguire la qualifica di Forest Therapy Guide presso AISCON -Associazione Italo-Svizzera di Counseling, e ha frequentato il corso di “Bioenergetic Landscapes” ideato dal bioricercatore Marco Nieri. A Eugenio si è aggiunto anche Fabio Castello, dal 2020 Forest Therapy Guide qualificato professionalmente.

La funzione della guida in questa realtà è quella di condurre il gruppo, che parteciperà all’esperienza, verso le pratiche di meditazione in armonia con la natura circostante, in modo tale da poter procurare ai partecipanti un’attività in grado di far abbandonare l’ansia e lo stress accumulato, favorendo un benessere psico-fisico raro da trovare nella società veloce e dinamica in cui troppe volte ci lasciamo affogare.

«La prima esperienza all’aperto di Forest Therapy l’abbiamo realizzata Domenica 14 Giugno; si tratta di quattro ore totalmente immersi nel bosco, dove il gruppo si può sentire totalmente a contatto con l’ambiente circostante. Un esercizio prima di tutto sensoriale che mette in gioco tutti e cinque i sensi, con attenzione particolare all’udito, all’ascolto, in quanto siamo sempre meno abituati a percepire i suoni della natura, troppo attratti da quelli del cellulare, dei rumori della città e di tutta quella tecnologia che ha deviato il nostro sentire. Abbiamo varie attività da proporre e mettere in atto in futuro, che stiamo organizzando e cercando di dar vita, come ad esempio gruppi di meditazione post lavoro/ufficio».

Durante il periodo di quarantena, Eugenio e Fabio hanno preso parte a corsi online inerenti a questa realtà e si sono presi del tempo per pianificare il lavoro, dando vita a un programma che si sta evolvendo, crescendo piano piano, passo dopo passo. È proprio grazie al contatto con la madre Terra incontaminata e a questa pratica che l’uomo può prendersi un momento per sé, per separarsi, anche solo momentaneamente, dallo stress che ci si porta dietro. Forest Therapy ha dunque una funzione analoga a un bagno rinfrescante che consente di togliersi di dosso le tensioni accumulate, inoltre, permette di stimolare la concentrazione e la memoria, aiutando anche a dormire meglio, mitigando la depressione. Ci troviamo quindi di fronte all’ennesimo caso in cui la natura e il suo contatto ci concedono di stare meglio, non solo con noi stessi, ma anche in relazione con gli altri.

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