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14 Lug 2020

Capitale Sociale, nasce una scuola per imparare a riprogettare il futuro

Fare formazione attraverso metodi partecipativi, proponendo pratiche e saperi integrati in tutti i settori della società civile. Con questo obiettivo sta per nascere la Scuola Capitale Sociale, dedicata a chi vuole realizzare un progetto di trasformazione e a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, con gli altri, nella politica, nelle amministrazioni pubbliche, nelle istituzioni, nelle imprese, nella società civile.

Esistono varie forme di capitale. C’è il capitale economico, che in finanza indica il patrimonio di una società o di un individuo, forse il primo a cui tendiamo a pensare, immersi come siamo in una cultura economica individualista. C’è poi il capitale naturale, composto dalle risorse e dagli ecosistemi che noi umani stiamo sempre di più consumando e deteriorando. C’è infine il capitale sociale, fatto di relazioni, di cultura, di governo, di visioni e di spiritualità.

Se vogliamo provare a trasformare il modo in cui trattiamo la natura, la società e l’economia – intesa nel suo significato etimologico di «oikos nomos», regola della casa, ovvero di modo in cui suddividiamo fra di noi i compiti e le risorse, è proprio dal capitale sociale che dobbiamo partire.

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Con questa consapevolezza, a febbraio di quest’anno sono stati mossi i primi passi per la costruzione della Scuola Capitale Sociale: una scuola atipica, all’insegna delle competenze pratiche, nata per connettere le esperienze, i saperi, le sensibilità e le visioni, valorizzando il lavoro di coloro che sono attivi nella realizzazione di un cambiamento.

«Il nostro paese, come sanno i lettori di Italia che Cambia, è già costellato da numerose iniziative, esperienze e pratiche virtuose. La Scuola Capitale Sociale si propone di diffonderle e di consolidarle sia individuando dei docenti caratterizzati da un forte interesse per la collettività, che abbiano dimostrato l’efficacia pratica delle proprie attività, sia proponendo una modalità di insegnamento partecipativa, induttiva ed esperienziale, perché abbiamo avuto esperienza del fatto che le lezioni frontali non sono sufficienti», ha spiegato Ugo Biggeri, presidente di Etica sgr. e promotore della scuola assieme a Iolanda Romano, mediatrice dei conflitti pubblici e Lorenzo Fazio, direttore di Chiarelettere.

Ugo Biggeri, Iolanda Romano, Lorenzo Fazio

La Scuola Capitale Sociale sarà aperta a tutti coloro che avranno voglia di mettersi in gioco assieme agli altri nella politica, nelle amministrazioni pubbliche, nelle istituzioni, nelle imprese e nella società. Sono dunque benvenuti i professionisti che già lavorano in ambito pubblico o privato e desiderano ampliare/rafforzare le proprie competenze, i giovani diplomati o neolaureati e i cittadini attivi, che non hanno mai smesso di interrogarsi.

I corsi, variegati e differenziati tenendo conto del titolo di studio come dell’esperienza professionale dei partecipanti, partiranno da settembre. Il primissimo corso in programma, che verrà avviato gratuitamente, è “La condivisione sociale del lutto da Coronavirus”, nel quale la filosofa e tanatologa Marina Sozzi si rivolgerà ai cittadini in lutto da Covid, ma anche a caregiver, volontari, infermieri, medici, OSS, dirigenti e operatori delle aziende sanitarie. Il secondo corso, per cui saranno rese disponibili 10 borse di studio per i giovani neolaureati, è “Strumenti e pratiche della finanza etica”, condotto da Ugo Biggeri e ricolto a imprese, associazioni e cittadini attivi interessati ad approfondire i temi della finanza etica.

Seguiranno poi ulteriori corsi pilota, come “L’innovazione sociale ad impatto collettivo come strumento per costruire il benessere degli abitanti di Luogo, a cura della psicologa sociale Tiziana Ciampolini, “Interazioni di qualità anche online: lavorare e progettare insieme nella nuova normalità post corona virus” a cura dell’esperto di facilitazione Gerardo de Luzenberger, “Come ripensare allo sviluppo della propria azienda dopo l’emergenza per riprogettare il futuro in modo equo e sostenibile” a cura del manager di sviluppo sostenibile Alessandro Vezzil e “Interazione di qualità a scuola, al tempo della didattica a distanza” a cura dell’insegnante ed esperta di didattica digitale Enrica Bricchetto.

«Attualmente il Comitato promotore di Capitale Sociale sta operando per garantire che l’avviamento della scuola avvenga secondo i criteri per cui è nata: la formazione attraverso metodi partecipativi, insieme alle pratiche e ai saperi integrati in tutti i settori della società civile», ha chiarito Ugo Biggeri. «Siamo tuttavia aperti e interessati all’arrivo di nuovi compagni di viaggio, di persone che abbiano voglia si sostenere e di costruire questo progetto assieme a noi, sia apportando un contributo economico – per esempio al nostro crowdfunding sulla piattaforma produzionidalbasso – sia apportando la propria professionalità e le proprie idee».

Un passo decisivo in questa fase di formazione della Scuola sarà costituito dall’electronic Town Meeting del 25 settembre, il grande evento partecipativo online nel quale coloro che si sentiranno chiamati ad entrare a far parte di questo progetto daranno vita collettivamente al Manifesto dei Valori della Scuola. «A dicembre il Comitato promotore si scioglierà per dare vita alla Scuola. Fino ad allora ci auguriamo di trovare gli stimoli e i contributi per innescare, attraverso questo progetto, un’azione politica e avviare insieme un cambiamento collettivo verso la sostenibilità».

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