9 Lug 2020

Il teatro dell’albero, un simbolo di rinascita artistica e comunitaria nell’imperiese

Scritto da: Chiara Gnocchi

Fare cultura sul territorio e promuovere la rinascita del paese anche attraverso l'arte. È questa la missione del Teatro dell'Albero di San Lorenzo al Mare. Un luogo unico nel suo genere che ospita un rigogliosissimo albero simbolo di vita, così come è l’arte.

Il luogo di cui vi parliamo mi ha fatto pensare al romanzo “L’uomo che piantava gli alberi” ovvero a quanto la semplicità di piantare un albero possa rivelarsi sorprendente, se le sue radici affondano in uno spazio in cui si esprime la più perfetta tra le forme d’arte, il teatro.

Il Teatro dell’Albero di San Lorenzo al Mare è un luogo unico nel suo genere. Oltre ad essere palco calcato da attori di alto livello della prosa italiana, ha come custode vero e proprio della Sala Beckett il Ficus Nitida Retusa, piantato al suo interno.

La nascita dell’associazione culturale “Il Teatro dell’Albero” avviene dopo un incontro ispiratore, come mi racconta Franco La Sacra – attore, socio fondatore e direttore artistico: «Ebbi l’occasione di incontrare l’allora sindaco di San Lorenzo al Mare, Franco Bianchi, nel 2002 quando il paese era reduce da una bruttissima alluvione che lo aveva distrutto. Questo sindaco filosofo, amante dell’arte e soprattutto del teatro, decise di ricostruire il Comune con in seno uno spazio che fosse di aggregazione, un’Agorà. Al suo interno fece piantare l’albero con il significato di rinascita del paese anche attraverso l’arte e la cultura».

Il progetto teatrale si fonda così con l’obiettivo di fare cultura sul territorio: «Noi all’epoca eravamo tutti attori che collaboravano con altre compagnie, per noi è stato davvero magnifico poter formare un gruppo, una compagnia, e avere la sede in un teatro vero e proprio».

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Franco La Sacra con Loredana De Flaviis e Paolo Paolino

In questi anni la Compagnia dell’Albero si è aperta a molte collaborazioni e scambi, andando a colmare il vuoto di spazi teatrali della zona (escludendo il già famoso Teatro Ariston, ndr). «Spesso – prosegue La Sacra – abbiamo ospitato realtà locali, per dar loro modo di potersi esprimere in un teatro, abbiamo organizzato rassegne dialettali, abbiamo dato spazio alla musica con rassegne musicali, per i bambini A teatro per merenda e laboratori con le scuole superiori». L’anno scorso hanno ideato insieme all’attrice Cloris Brosca “Percorsi dell’Anima”, uno spettacolo commissionato dal Parco delle Alpi Liguri per il progetto Edumob, riuscendo ad affrontare attraverso il linguaggio teatrale il tema dell’educazione alla mobilità sostenibile.

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Il bellissimo ficus all’interno della Sala Beckett

Fiore all’occhiello del Teatro è la rassegna “L’Albero in prosa”, con spettacoli che parlano anche del sociale. Quest’anno sarebbe stata la 17esima edizione, ma la Sala Beckett si è scontrata con le norme restrittive anti-covid: «La cosa triste è che, secondo le norme attuali, il nostro spazio di 100 posti non possiamo utilizzarlo e dovremo ripensare a forme di spettacolo e fruizione diverse, non sarà possibile ospitare più di 35 persone. Abbiamo sperato fino all’ultimo di poterla recuperare in autunno, poi un mese fa ho comunicato il rinvio all’anno prossimo».

L’importanza vitale del teatro è nella relazione tra attori e spettatori: «Teniamo duro perché vogliamo continuare a far vivere questo spazio: noi non ci fermiamo, abbiamo già delle date estive all’aperto a Ospedaletti, Taggia e Dolceacqua, dove ci esibiremo in repliche di spettacoli che hanno avuto successo, dei reading teatralizzati con musicisti, in cui possiamo rispettare le distanze gli uni dagli altri».

Quale sarà il prossimo futuro del Teatro dell’Albero? «Il nostro albero in questi 18 anni è cresciuto rigoglioso, vive della magia del teatro, finché dà questi segni di vita, vuol dire che il teatro continua a vivere, nonostante questo brutto periodo».

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