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21 Ott 2020

Il borgo di Biccari diventa la prima comunità energetica rinnovabile

Scritto da: Redazione

Parte ufficialmente la collaborazione tra l’amministrazione di Biccari, un borgo in provincia di Foggia, e la cooperativa energetica ènostra per la costituzione di una comunità energetica rinnovabile. Sarà il primo progetto pilota per un più ampio percorso di verso una transizione energetica equa e accessibile.

Con la delibera da parte dell’Amministrazione comunale di Biccari, in provincia di Foggia, parte la collaborazione tra il Comune di Biccari e la cooperativa energetica ènostra per la costituzione di una comunità energetica nel borgo foggiano.

“Il Comune di Biccari è costantemente impegnato nella ricerca di nuovi modelli e di soluzioni innovative per favorire benefici ambientali, sociali ed economici per la cittadinanza”, afferma il Sindaco Gianfilippo Mignogna, promotore dell’iniziativa. “Lavorare sulla comunità, sulla partecipazione attiva, sul protagonismo dei cittadini è una scelta che proviamo a declinare in tutte le azioni amministrative. A maggior ragione, per noi, è doveroso farlo nel campo energetico dal momento che la nostra Terra vive il paradosso di essere tra quelle più produttive dal punto di vista energetico ma anche più in difficoltà sotto il profilo socio-economico. Con ènostra condividiamo le stesse speranze e la stessa visione delle cose, perciò lavorare insieme sarà motivo di grande crescita per noi e di fiducia per tutta la nostra comunità”.

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Con l’attivazione di una Comunità energetica in un quartiere del territorio di Biccari ènostra mira a raggiungere una serie di obiettivi, tra cui la risoluzione di alcune criticità tecniche e burocratiche, la modellizzazione di prelievi ed immissioni di energia al fine di poter massimizzare l’autoconsumo istantaneo dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e ottimizzare di conseguenza i benefici economici per chi partecipa alla comunità.

“Siamo ben lieti di poter realizzare questo progetto pilota con il Comune di Biccari”, spiega Sara Capuzzo, presidente di ènostra. “Sarà interessante verificare quali impatti, sociali e ambientali, oltre che economici, si potranno determinare, anche con il coinvolgimento della cooperativa di comunità, che già opera efficacemente in altri settori, e con un occhio di riguardo per i consumatori vulnerabili che risiedono nell’area interessata. Questa iniziativa rappresenta un passo importante verso una transizione energetica maggiormente desiderabile, accessibile ed equa, con la realizzazione di modelli di produzione diffusa e autoconsumo replicabili, che riconoscano ai cittadini il ruolo di protagonisti e rispondano alle esigenze dei territori”.

Il percorso di realizzazione della comunità energeica sarà caratterizzato da quattro fasi principali. La prima prevede uno studio di fattibilità, con l’individuazione del sito per l’installazione del fotovoltaico, la verifica della geografia delle cabine secondarie entro cui sviluppare il progetto e le analisi preliminari per massimizzare il match tra produzione e autoconsumo istantaneo. Nella fase due si effettueranno la raccolta delle adesioni, l’analisi dei dati di consumo reali, la progettazione preliminare dell’impianto fotovoltaico, il perfezionamento di statuto e regolamento. Per poi passare alla fase successiva con la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, il collaudo e la messa in esercizio. L’ultimo step sarà quello relativo all’attivazione della comunità energetica rinnovabile e al percorso di formazione per abilitare le risorse locali alla gestione della comunità energetica, una volta a regime, e per ottimizzare l’uso dell’energia da parte degli aderenti.

L’iniziativa si va ad aggiungere a un’altra esperienza sperimentale promossa da ènostra: il progetto di autoconsumo collettivo presso il social housing Qui Abito, a Padova, selezionato tra i casi oggetto di studio da parte di RSE (v. news).

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