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1 Ott 2020

Elena e Guglielmo, al fianco dei più deboli nei villaggi congolesi

Scritto da: Redazione

Guglielmo Rapino ed Elena Merlo sono due giovani professionisti che hanno lasciato i loro percorsi lavorativi e sono partiti verso la Repubblica Democratica del Congo al fianco dell’associazione AMKA Onlus per aiutare le popolazioni locali a superare gli effetti devastanti della pandemia.

Negli ultimi mesi in Italia abbiamo sperimentato fragilità inaspettate ed enormi sofferenze. In questo periodo difficile abbiamo anche capito quanto sia importante garantire i più alti standard igienici e sanitari in maniera gratuita, così da proteggere soprattutto i più deboli.

In paesi come la Repubblica Democratica del Congo la normalità significa convivere con epidemie terribili all’interno di un contesto in cui l’assistenza sanitaria statale è pressoché assente. La pandemia da Covid-19 ha ulteriormente aggravato questa situazione già estremamente precaria.

Associazioni come AMKA Onlus, che dal 2001 porta avanti progetti nella zona per offrire cure mediche adeguate e gratuite attraverso il lavoro di personale sanitario locale, rappresentano l’unica salvezza in un contesto incredibilmente povero e martoriato.

In questo periodo di enorme difficoltà, due ragazzi di 29 anni hanno deciso di lasciare i propri percorsi professionali e dedicarsi sul campo al lavoro che AMKA porta avanti nei villaggi della zona di Mabaya. Elena Merlo, di San Donà di Piave (VE), è esperta di comunicazione nei settori dell’innovazione sociale e culturale; Guglielmo Rapino, di Chieti (CH), è un legale che ha lasciato la vita comoda degli studi milanesi per dedicarsi ai progetti di cooperazione.

La pandemia ha scombussolato i loro piani. Sarebbero dovuti partire a marzo 2020: nell’attesa hanno continuato a lavorare dedicando il tempo a disposizione alla gestione dei progetti da remoto. Ora, finalmente, sono riusciti a raggiungere la terra rossa del Katanga e hanno iniziato la loro missione al fianco di AMKA.

Appena arrivati tra i villaggi si sono resi conto di quanto sia difficile la situazione socio-sanitaria in questa zona e degli effetti devastanti che il lockdown ha causato nell’economia dell’area, abituata a vivere soprattutto di piccolo commercio. Così hanno deciso di associare alla loro attività di cooperazione una campagna di raccolta fondi straordinaria.

Il centro di salute e l’unità nutrizionale di AMKA a Kanyaka ogni anno offrono cure a più di duemila persone, soprattutto donne e bambini. In questo periodo, il numero di pazienti è cresciuto sensibilmente e la mancanza di acqua corrente disponibile direttamente nelle sale operatorie, nelle sale parto e nei locali di degenza, rappresenta un pericolo di contagio enorme e costante tanto per i pazienti quanto per il personale sanitario.

Ora, ancora più di ieri, è importante intervenire per garantire al centro di salute e all’unità nutrizionale standard igienici e sanitari ottimali. Da oltre due mesi AMKA sta raccogliendo i fondi necessari per procedere con i lavori di potenziamento dell’impianto idrico e allestire una pompa elettrica alimentata a pannelli solari nel pozzo del villaggio. La pompa servirebbe sia l’area di salute di Kanyaka che le oltre 300 famiglie che vivono nella zona.

Manca un ultimo sforzo per raggiungere la copertura totale dei costi relativi ai lavori. La pompa verrebbe spedita dall’Italia e potrebbe entrare in funziona già entro la fine dell’anno. Per questo Elena e Guglielmo hanno lanciato la campagna di raccolta fondi “Agire per proteggere: acqua corrente per il centro di salute di Kanyaka” sulla piattaforma Produzioni Dal Basso e chiedono di aiutarli a realizzare il grande sogno di garantire agli abitanti dei villaggi dell’area di Mabaya, in Congo, la possibilità di curarsi ed avere accesso ad acqua potabile corrente.

«La pandemia ci ha mostrato in maniera chiara quanto sia fondamentale, per proteggere soprattutto i più deboli, garantire prestazioni sanitarie di livello e gratuite – spiega Guglielmo –, AMKA in Congo si impegna dal 2001 ad offrire cure e assistenza a circa 9000 persone tra i villaggi della zona di Mabaya. Essere qui significa credere in un cambiamento positivo da generare insieme, significa lottare per costruire questo cambiamento ogni giorno, un pezzo alla volta. Elena ed io abbiamo lanciato la campagna “Agire per proteggere: acqua corrente per il centro di salute di Kanyaka” per offrire in primis alle donne e ai bambini del posto uno strumento in più per proteggersi dai rischi del contagio. Quello che per noi in Italia è scontato, l’accesso all’acqua potabile corrente, qui in Congo è troppo spesso un sogno irrealizzabile. Noi vogliamo farci ambasciatori di questo sogno. Aiutateci a realizzarlo».

Per sostenere questa campagna è possibile donare direttamente online da questo link oppure contribuire con bonifico bancario: IBAN IT66K0200803284000102700123 – causale: sostegno alla campagna “Agire per proteggere”.

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