16 Ott 2020

La Giornata Mondiale della Metà della Terra si celebra nel Parco delle Foreste Casentinesi

Il 22 ottobre si terrà la Giornata Mondiale della Metà della Terra, ospitata dalle Officine Capodarno di Pratovecchio Stia e trasmessa in diretta YouTube sui canali del Parco Nazionale Foreste Casentinesi e dell'Università della Tuscia. Il giorno successivo è prevista un'escursione nella Riserva Biogenetica di Badia Prataglia.

- Sancire un patto tra Uomo e Natura, lasciando metà della Terra alla Natura e ai suoi processi e l’altra metà alle attività antropiche. È la proposta lanciata dal biologo ed ecologo americano Edward O. Wilson nel suo libro “Half Earth”. Utopia? Forse sì, ma diffondere questo concetto potrebbe essere il primo passo per una rivoluzione culturale capace di riappacificare il burrascoso rapporto fra l’uomo e un pianeta troppo spesso considerato un mero possedimento, niente più che una riserva di risorse da sfruttare.

La proposta di Wilson è stata formulata sulla base di solide ricerche scientifiche che testimoniano come la stessa permanenza e la sopravvivenza dell’uomo sulla Terra siano messe in discussione dal processo di antropizzazione e dai suoi effetti, che stanno portando alla distruzione della capacità di sopportare la vita da parte del pianeta su cui viviamo.

L’Half Hearth Day – previsto per giovedì 22 ottobre, qui il programma – sarà un evento virtuale e globale che avrà come scopo quello di sensibilizzare e spingere a un cambiamento individuale e collettivo. Alla chiamata ha risposto anche il Casentino, con un grande evento targato Parco Nazionale Foreste Casentinesi, che vedrà la partecipazione di personalità del mondo della ricerca scientifica e della gestione delle risorse.

La discussione servirà a costruire un ragionamento critico su tale paradigma, per ripensare l’uso del territorio lasciando spazio alla Natura, come elemento di quel patto intergenerazionale necessario per lo sviluppo sostenibile, per conservare la biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici e fornire preziosi benefici ecologici.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

L’appuntamento è per giovedì 22 ottobre a partire dalle 15:30 con il saluto di benvenuto da parte del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, del presidente del parco Luca Santini, del direttore Alessandro Bottacci e di Fabio Clauser, fondatore delle Riserva Integrale di Sasso Fratino. Seguirà la tavola rotonda dal titolo “Più spazio e più tempo per le foreste”. Tutti gli interventi saranno visibili in diretta streaming sui canali YouTube del Parco Nazionale Foreste Casentinesi e dell’Università della Tuscia. Venerdì 23 ottobre si terrà un evento dedicato alle guide ambientali escursionistiche, che potranno partecipare – previa prenotazione – a un’escursione nella Riserva Biogenetica di Badia Prataglia.

Giornata Mondiale della Meta della Terra

Il tema della tavola rotonda non è stato scelto casualmente: le attività umane hanno determinato una inaccettabile riduzione degli spazi a disposizione degli ecosistemi e hanno contemporaneamente ridotto il tempo disponibile per lo svolgimento dei processi naturali. Gli ecosistemi forestali sono stati tra quelli più colpiti in ogni parte della Terra, con la grave conseguenza di uno squilibrio tra emissione e assorbimento di anidride carbonica, nonché sulla riduzione della biocomplessità anche a causa di estinzioni di specie e di habitat.

Da questa e da tutte le iniziative che si terranno nell’ambito della Giornata Mondiale della Metà della Terra auspichiamo dunque che si diffonda maggiore consapevolezza rispetto al pericolo che l’uomo rappresenta per il suo habitat e per sé stesso e, al tempo stesso, che emergano proposte concrete affinché la teoria di Wilson trovi applicazione.

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