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2 Nov 2020

Puliamo Terlizzi: i cittadini si mobilitano contro i rifiuti e la cultura del degrado

A Terlizzi, in Puglia, è attiva un'associazione nata dal basso che coinvolge decine di cittadini impegnati in prima persona non solo per ripulire la città, ma anche per mettere in atto azioni di sensibilizzazione sul tema dei rifiuti, ancora troppo trascurato in queste zone. Ne abbiamo parlato con Giuseppe De Nicolò, l'attivista più giovane del gruppo.

L’esempio è sempre lo strumento migliore per stimolare il cambiamento culturale. È questo uno dei principi che hanno animato i fondatori di Puliamo Terlizzi, un’associazione che coinvolge quasi 250 cittadini dell’omonimo centro barese, un territorio che ha un grande bisogno tanto di azioni concrete quanto di una profonda opera di sensibilizzazione.

Il giovanissimo Giuseppe è fra i membri più attivi del gruppo e, seguendo un’altra massima – “non si è mai troppo piccoli per fare la differenza” –, guida la pattuglia di Puliamo Terlizzi Giovani in iniziative di raccolta rifiuti, bonifica, piantumazione di alberi e lobbying positiva per fare pressione sull’opinione pubblica e sulle istituzioni terlizzesi.

Com’è nata e quali azioni porta avanti “Puliamo Terlizzi”?

A maggio del 2013 n gruppo informale di cittadini sensibili ha cominciato a svolgere azioni di pulizia lungo la Via Traiana. A febbraio 2015 Puliamo Terlizzi si è poi formalmente costituita in Associazione di Promozione Sociale con oltre 50 soci fondatori. Oltre al gran numero di azioni di bonifica del territorio (siamo a circa 240 in meno di 8 anni), svolge attività di monitoraggio e segnalazione dei roghi tossici, sensibilizza cittadini e amministratori sui principali temi ambientali a cominciare da rifiuti e mobilità sostenibile, ha messo a dimora quasi 400 alberi nelle aree periferiche e recuperate al degrado ed è attiva sui social per coinvolgere un numero sempre maggiore di persone.

Qual è la situazione a Terlizzi rispetto alla gestione dei rifiuti e al degrado urbano e ambientale?

Dal 2016 a Terlizzi è attivo un servizio di raccolta rifiuti porta che se da una parte ha incrementato di molto la frazione di rifiuti differenziati dall’altro ha esacerbato il degrado urbano, periurbano e delle campagne a causa di un numero non trascurabile di cittadini che non segue le regole e finisce per disperdere nell’ambiente o bruciare illecitamente una quantità significativa di rifiuti urbani e speciali, quantificabile intorno alle 2.000 tonnellate/anno. In sette anni e mezzo sono decine le aree trasformate dai volontari che rendono il territorio uno dei più curati, ma la piaga non si arresta a causa delle politiche di prevenzione, repressione e gestione del servizio molto deboli.

Il gruppo dei giovani volontari, di cui fai parte anche tu, è una componente importante dell’associazione: cosa vi ha spinto ad attivarvi in prima persona?

Il gruppo PT giovani, è nato dopo miei molteplici interventi sul territorio, in solitaria, con l’intento di coinvolgere ragazzi della mia stessa età e non. Siamo giovani, la nostra condotta e la voglia di lottare per il nostro futuro costituiscono le basi di un domani migliore. Ci battiamo per la sensibilizzazione ambientale. Nel nostro territorio non c’è confronto, non c’è dialogo con le istituzioni e questo è un modo per farci ascoltare. Non è bello camminare per le strade cittadine, scansare i tanti rifiuti di vario genere, noi abbiamo a cuore la nostra cittadina, ma ci sono persone che non la pensano così.

Come è stato accolto il vostro impegno dalle persone che vi stanno vicino – genitori, amici, insegnanti, altri volontari?

Siamo sostenuti dalla maggior parte dei cittadini terlizzesi, anche dai volontari adulti dai quali riceviamo dritte e consigli. Non mancano gli encomi da parte di tutti.

Cosa pensi di del movimento Fridays For Future e della mobilitazione dei tanti giovani e giovanissimi che si stanno facendo carico di portare alla ribalta la crisi ambientale?

Penso che movimento Fridays For Future sia una giusta causa per smuovere le coscienze dei governi e di quelle multinazionali che continuano ad inquinare e a incidere fortemente sui cambiamenti climatici del pianeta. Ci terrei a precisare che non ritengo che il termine “ambientalismo” sia il più adatto per descrivere il movimento, perché a mio avviso le loro posizioni sono esclusive al cambiamento climatico, non all’ambiente in generale. Puliamo Terlizzi, nata diversi anni prima dei movimenti Fridays For Future, si occupa in maniera estremamente pragmatica delle problematiche ambientali del territorio di appartenenza. Perché è bene sensibilizzare i livelli più alti, ma è altrettanto importante impegnarsi in prima persona e in modo continuativo nel proprio pezzetto di pianeta. L’esempio è l’arma più potente per smuovere le coscienze.

Cosa diresti a un tuo coetaneo che si disinteressa del problema dei rifiuti e, in generale, della crisi ambientale?

Dopo una mia attenta indagine sugli adolescenti della comunità terlizzese, ho potuto purtroppo constatare che quasi il 60% non è interessato alle questioni di attualità, in questo caso, ambientali. Mi è già capitato molte volte di esortarli a preoccuparsi delle problematiche ambientali che ci circondano usando questa espressione: «Aiutateci a costruire il vostro futuro».

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