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10 Feb 2021

Pet Forest Therapy: passeggiare nei boschi con i nostri amici animali curando noi e loro

Scritto da: Brunella Bonetti

Una pratica proposta dall'Associazione Italiana di Medicina Forestale è la Pet Forest Therapy, che unisce appunto la pet therapy, ovvero curarsi grazie agli animali, con i cosiddetti “bagni di foresta”. Questa pratica concede benefici non solo agli esseri umani che accompagnano gli animali, ma anche agli animali stessi, sempre più affetti da patologie analoghe a quelle di cui soffriamo noi bipedi.

È ormai noto a molti che, di fronte a disturbi e malesseri di varia origine, spesso il miglior farmaco sia la natura. E, viceversa, è noto anche come molte patologie legate alla “Sindrome da Deficit di Natura”1 scaturiscano proprio dalla sua mancanza.

Detto ciò, se disturbi quali diabete, ipertensione, depressione, ansia, deficit di memoria, malattie neurodegenerative e soprattutto stress affliggono noi uomini, perché non dovrebbero influenzare anche i nostri amici animali che condividono la vita e le abitudini dei loro compagni bipedi? Perciò, se a causa di uno stile di vita malsano, noi uomini andiamo incontro a un aggravamento della salute mentale e fisica, anche quella degli animali ne soffrirà.

I gatti e i cani che vivono con noi, infatti, essendo molto empatici e trovandosi quotidianamente a stretto contatto con i nostri stati d’animo e le nostre abitudini, sono spesso soggetti a una vita sedentaria, un’alimentazione dallo scarso valore nutrizionale, un aumento della glicemia e altre patologie a cui, però, si fa fronte per lo più con i farmaci.

La ricerca medico-scientifica prova che molte delle patologie considerate di livello pandemico fra gli umani – come l’obesità, il diabete mellito, l’ipertensione, il cancro e altre – si stanno diffondendo anche fra gli animali. A tal proposito, nel 2016 è stato pubblicato il rapporto di Salute Animale2 in cui si decreta un significativo aumento di malattie, soprattutto il diabete. Il report spiega che “in cinque anni la prevalenza del diabete è aumentata dell’80%, riscontrando un aumento del 32% del diabete canino e del 16% del diabete felino”. In particolare, il diabete mellito di tipo 2, che rappresenta circa il 90% dei casi in Italia, è fortemente legato all’eccesso ponderale, dunque a un’alimentazione sregolata, scarsa attività fisica e mancanza del contatto diretto con la natura.

Un altro studio scientifico3 ha dimostrato che lo stato psicologico del proprietario influenza quello del proprio cane. In particolare, sono stati analizzati e comparati i livelli di cortisone nel pelo del cane e nel capello del proprietario dimostrando che i livelli del cortisolo umano sono molto correlati con quelli del cane, il quale rischia di venir contagiato dal nostro stress. Altre ricerche ancora hanno trovato una stretta relazione tra l’obesità nei cani e quella nei loro proprietari4.

Dunque, ciò che è importante ricordare è quanto il nostro modo di fare, di mangiare, vivere e pensare possa recare danno non solo a noi stessi, ma anche i nostri amati animali. Per non parlare, poi, degli effetti disastrosi sull’ambiente.

Che fare, allora, per assumersi la piena responsabilità della nostra salute e del mondo in cui viviamo? Siamo o non siamo tutti esseri viventi connessi in un’unica realtà? Le risposte sono molte e complesse, certo, ma qualcosa si potrebbe fare, per esempio, praticare la Pet Forest Therapy, ovvero Immersioni in Natura insieme ai nostri compagni di vita animali. Ciò al fine di riconquistare un equilibrio di vita sano e far fronte alle molte patologie fisiche e psicologiche derivate dal Deficit di natura, che fa soffrire noi e i nostri amici animali.

La Pet Forest Therapy nasce grazie agli stimoli e alle ricerche condotte da Francesca Laiacona, veterinaria diplomata in Medicina Forestale e esperta dell’Associazione Italiana di Medicina Forestale, che si pone come obiettivo primario il far conoscere a più persone possibile il potenziale terapeutico di un bagno in foresta, nonché tutelare e proteggere il patrimonio boschivo italiano.

Quando passeggiamo insieme agli amici a quattro zampe nel verde osservandone i comportamenti, potremmo perfino imparare a immergerci interamente nella meraviglia del momento presente lasciandoci guidare dai sensi nel percorso di consapevolezza e apprezzamento del mondo circostante. Gli animali, per primi, dall’istinto di certo più spiccato del nostro, ci possono insegnare come interagire e assecondare gli stimoli della foresta lasciandoci guidare dai nostri sensi.

Durante un’uscita di Pet Forest Therapy, uomini e animali vengono iniziati dagli esperti facilitatori di Medicina Forestale a una passeggiata rilassante e consapevole, una sorta di meditazione camminata senza stress né obblighi di alcun genere. Prestando attenzione all’ambiente circostante e alle sensazioni interiori che nascono spontaneamente dalla vicinanza con il bosco, si rallenta il ritmo interiore, di solito frenetico, e si apre la mente a una percezione più attenta e profonda. Saranno i nostri compagni di cammino a quattro zampe, che ci mostreranno come stare in Natura, e ci guideranno ad un apprezzamento totale e profondo del qui ed ora. Gli animali sono una fonte inesauribile di affetto e amore incondizionato; sono presenze affidabili sempre al nostro fianco con cui evolvere passo dopo passo.

Perciò, forza! Accettiamo l’invito della Natura a vagare nel suo splendido regno e a essere in relazione con il Tutto! Pratichiamo delle immersioni di Medicina Forestale e di Pet Forest Therapy! Ciò ci aiuterà a conoscere meglio noi stessi e a prenderci la responsabilità della nostra salute e di quella degli esseri viventi che confidano in noi. Abbiamo la possibilità beneficiare tutti del potere curativo della Natura. Perché non approfittarne per tutelare la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi e del pianeta? In fondo, la Madre è la stessa, anzi “noi stessi siamo natura!”.

NOTE

1 -Richard Louv. Last Child in the Woods: Saving Our Children from Nature-Deficit Disorder 2005;

2 – Report del Banfield Pet Hospital, una rete composta da 925 cliniche veterinarie americane che dal 2011 ad oggi ha analizzato i dati sanitari derivanti da un indotto di pazienti pari a 2,5 milioni di cani e 500.000 gatti;

3 – “Long-term stress levels are synchronized in dogs and their owners “Ann-Sofie Sundman et all, 2019;

4 – Mason 1970, Kienzle et all., 1998; Colliard et all., 2006, Nijland et all., 2010;

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