15 Feb 2021

Lucia Berdini: “Per stare vicini ai nostri figli impariamo a lottare con loro grazie al Playfight”

Scritto da: Paolo Cignini

In seguito al drammatico evento che, dopo una sfida partita su TikTok, ha portato alla morte di una bambina di dieci anni a Palermo, Lucia Berdini propone un seminario online con la formula dell’Economia del Dono sul Playfight e sull’arte della lotta tra genitori e bambini. Ovviamente con consapevolezza, rispetto e in sicurezza. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Alla faccia del giornalismo anglosassone, che spesso richiede distacco e “giusta distanza” rispetto ai fatti raccontati, io mi prendo una deroga da questa regola (di buon senso, sia chiaro): io adoro Lucia Berdini.

È un’amica, una delle (detto senza spocchia: tantissime) persone che ho incontrato in questi anni con una cultura così vasta e profonda rispetto agli argomenti che tratta, con una poliedricità di approccio che ha quasi del sorprendente. Lei, naturalmente, non ve lo dirà mai, perciò ve lo dico io. Potrei dire tanto altro, ma vi dico solo una considerazione finale: Lucia ha un cuore gigante.

playfight

Un paio di giorni fa mi chiama, turbatissima: «Pà, io dopo questo avvenimento devo fare qualcosa, non ce la faccio a starmene con le mani in mano». Si riferiva ad un fatto tragico: la morte della bambina di Palermo, di soli dieci anni, dopo aver partecipato alla “Black out challenge”, una nuova assurda “sfida” che si è diffusa sul social network Tik Tok, utilizzato soprattutto da bambini e adolescenti. La bambina si è legata al collo una cintura di accappatoio, per cercare di resistere il più possibile come richiede questa “sfida”. Poche ore dopo è morta per soffocamento.

«Nella mia testa il mio primo pensiero è stato: e se succedesse anche a mio figlio?», mi racconta Lucia. «Voglio contribuire per cercare di re-incentivare un contatto fisico sano tra genitori e figli, per sviluppare la consapevolezza del corpo umano». Il contributo di Lucia è il “Seminario Playfight Genitori-figli / Giocare alla lotta per connettersi”, un evento online che si terrà Sabato 20 Febbraio dalle ore 18 alle ore 19.30, offerto in Economia del Dono.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

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Il Playfight è un’interazione che unisce il gioco alla lotta consapevole e giocosa, per conoscere se stessi attraverso l’uso responsabile della propria forza per superare conflitti, limiti e paure. Esiste tra adulti e si sta diffondendo, con cornici strutturali diverse, anche come modalità di interazione tra genitori e figli. L’esperienza di Playfight di Lucia fa parte del lignaggio “Matteo Tangi” e dopo essersi avvicinata a questa disciplina ha cominciato a sperimentare questa pratica a casa, con suo figlio, aiutando altri genitori a provare i benefici di questa pratica. «Nell’ora e mezza in cui staremo insieme, online, vi racconterò tutto quello che so e vi darò dei consigli per provare voi stessi, in sicurezza, divertendovi».

«È un anno che, complice anche il periodo storico che stiamo vivendo, molto probabilmente l’unico contatto fisico che un bambino ha, quando è presente, è quello con i genitori. E il contatto fisico, sano e consapevole, è fondamentale. Proprio poco prima di chiamarti, stavo leggendo alcuni passi del libro di Eric Berne, “A che gioco giochiamo”, che nell’introduzione parla appunto dell’importanza degli stimoli fisici per creare una sana salute emotiva, fisica e mentale. C’è un passaggio incredibile, nel testo, in cui viene documentato come anche gli assassini seriali temano fortemente la pena dell’isolamento.

Credo che dare uno strumento ai genitori, soprattutto in questa fase, per permettere un sano ed efficace contatto fisico sia necessario. Io faccio solitamente Playfight quotidianamente con mio figlio Noa: ora, quando siamo impossibilitati a farlo, lui insiste nel volerlo fare, perché il Playfight con il bambino offre una cornice narrativa che gli permette di sviluppare un’attitudine al gioco e alla creatività davvero unica».

Per tutti i dettagli su come partecipare potete cliccare qui.

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