3 Mag 2021

Informazione costruttiva? La facciamo ogni giorno raccontando il cambiamento!

Scritto da: Daniel Tarozzi

Partendo dalla definizione di "notizia", il nostro direttore responsabile riflette sulle enormi potenzialità che risiedono nel mondo dell'informazione se solo tale definizione venisse compresa e rispettata. Senza esagerare, il volto del paese si trasformerebbe, poiché troverebbero finalmente spazio nella narrazione quotidiana le migliaia di progetti, persone, iniziative che stanno cambiando in meglio l'Italia.

Questo articolo è stato scritto per la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva 2021″ #GNIC2021

Oggi è la “giornata per la libertà di stampa” e gli amici di Mezzopieno ci hanno proposto di partecipare a una loro iniziativa mirata a portare l’attenzione sul giornalismo costruttivo. Cosa fosse il giornalismo costruttivo io l’ho scoperto da poco. O meglio, ho scoperto da poco che esisteva una rete, un movimento oserei dire, che cerca di proporre un diverso modo di fare il nostro mestiere.

Personalmente, come giornalista e come Direttore Responsabile di Italia che Cambia, ho sempre ritenuto che ci fosse un solo tipo di giornalismo, ma non sapevo che si chiamasse così. In una giornata legata alla libertà di stampa, mi viene da chiedermi cosa significhi giornalismo. O meglio, me lo chiedo ogni giorno, dal ’96, quando ho iniziato a studiarlo e praticarlo.

La definizione di notizia è qualcosa che mi è entrato nel cervello, quasi un’ossessione. Una notizia è un fatto che le persone non conoscono e che è utile per la loro vita. Se solo le mie colleghe e i miei colleghi seguissero questa definizione, verrebbe spazzato via gran parte del chiacchiericcio che costella i media. Fatti (non dichiarazioni, idee, promesse), che le persone non sanno (quindi non cose che già sanno…) utili per la loro, la nostra, vita.

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informazione costruttiva

Cosa mi è utile in un’epoca di decadenza, pandemie, crisi ambientali, crisi economiche? La risposta è semplice, quasi banale: scoprire quali sono le soluzioni a questi problemi, evidenziare chi in piena crisi economica crea economia, raccontare chi in piena crisi ambientale offre soluzioni realmente ecologiche, valorizzare chi – in piena pandemia – porta un diverso approccio alla salute e alla consapevolezza del proprio corpo e della propria alimentazione.

Sono dieci anni che giriamo l’Italia. Abbiamo incontrato letteralmente migliaia di persone che stanno realizzando progetti degni di rispondere alla definizione di notizia. Migliaia di esempi di soluzioni ecologiche, economiche, sociali. Realtà che non chiudono nonostante tutto. Realtà che sconfiggono le mafie. Insegnanti e presidi che creano modelli di scuola realmente moderni, che combattono l’abbandono scolastico (e ce la fanno). Soluzioni edilizie realmente sostenibili. Banche e assicurazioni etiche, compagnie energetiche rinnovabili e diffuse, donne che creano imprese, facilitatrici e facilitatori, reti di economia per il bene comune, per il mondo delle B-Corp, per monete davvero complementari. Cultura, arte, intelligenze. Non manca niente.

E allora cosa ci facciamo con una giornata del giornalismo costruttivo? Niente, ci serve un giornalismo costruttivo quotidiano. Da oggi, da sempre e per sempre. Per facilitare e rendere replicabili i cambiamenti positivi in atto nel Paese e nel mondo. Per porre l’attenzione su ciò che non funziona andando a ricercare le soluzioni e le proposte di chi quei problemi combatte. Per spingere le persone ad assumersi la responsabilità della propria vita. Dietro a ogni problema si può chiedersi “se” o “come”. “Se” posso risolverlo – e risponderò no – o “come” posso risolverlo. Se mi chiedo come, il no come risposta non è previsto. E il cambiamento (positivo) è in arrivo.

Buon giornalismo costruttivo (tutti i giorni). Su Italia che Cambia e altrove. E buon Cambiamento!

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