7 Lug 2021

CleaNap: i giovani napoletani scendono in piazza per pulire la loro città

Una decina di giovani napoletani non ci stava a vedere i propri concittadini additati come incivili e disinteressati alla pulizia e alla salubrità dell'ambiente urbano. Così nel 2011, in piena emergenza rifiuti, ha lanciato un'iniziativa che dal basso ha attivato centinaia di persone e ancora oggi contribuisce a diffondere consapevolezza e coscienza ambientale.

Napoli, Campania - Corre l’anno 2011 quando a Napoli un gruppo di ragazzi decide di lanciare un evento Facebook volto a ripulire Piazza Bellini. È proprio a partire da quest’evento che nascerà e si svilupperà CleaNap, un’associazione situata sul territorio napoletano avente scopi sostenibili e sociali. Ne parliamo con Laura, Cristiano ed Emiliana, tre dei dieci ragazzi che si occupano di gestire CleaNap e che hanno accettato di esporre al meglio il loro progetto.

Come, quando e dove è nata CleaNap?

CleaNap nasce a Napoli dieci anni fa. In quel periodo la nostra città viveva un momento complesso: era in piena emergenza rifiuti, una crisi durata molto tempo e ancora oggi non completamente superata. Era su tutte le pagine nazionali e internazionali per questi tristi avvenimenti e spesso passava un messaggio sbagliato: i cittadini sono incivili. Ovviamente questo aspetto era totalmente infondato, in quanto la crisi era sistemica e aveva implicazioni molto più complesse. Eppure la responsabilità ricadeva a livello mediatico sui napoletani. Mossi da questo sdegno, decidemmo di creare un evento su Facebook dal nome “Andiamo a pulire piazza Bellini”, un’area in pieno centro storico, simbolo per i più giovani e per gli universitari della città. Quell’evento fece il giro del web e ritrovammo in piazza centinaia di persone con scope, guanti e piantine da interrare per rimpossessarsi di un luogo che ci era stato sottratto dalla cattiva gestione e per dimostrare che la cittadinanza attiva poteva innescare un cambiamento e un’inversione di rotta. Da quel momento, abbiamo dato luogo a cinque “smart mob” di pulizia nelle aree del centro storico di Napoli, riuscendo a coinvolgere migliaia di cittadini.

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Chi gestisce attualmente CleaNap?

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Oggi, dopo circa dieci anni dal momento della fondazione, CleaNap è diventata un’associazione di promozione sociale che si occupa di sostenibilità e inclusione della cittadinanza attiva. A gestirla è un gruppo fluido di dieci persone che partecipano alle attività dell’associazione curandone gli aspetti di coordinamento e organizzativi, ma l’obiettivo è far partecipare chiunque si senta in linea con i nostri valori e la nostra visione: tutti i cittadini sono chiamati a unirsi a noi e a partecipare attivamente alle iniziative e i nostri progetti. Specifichiamo che CleaNap non è il nostro lavoro, lo facciamo con passione ed è la nostra scommessa per contribuire al miglioramento della nostra città a cui ci dedichiamo nel nostro tempo libero. Siamo sempre aperti e felici di allargare le nostre basi e avere nuovi volontari per l’associazione.

Di cosa vi occupate e che progetti avete per il futuro?

Attualmente abbiamo all’attivo un po’ di iniziative e sempre tante idee! Sul nostro sito potete dare un’occhiata alla sezione Progetti e Idee. Con l’avvento della pandemia, una delle maggiori sfide di questo periodo per chi si occupa di partecipazione civica in ambito sociale è trasferire e/o convertire online eventi e progettualità che nella vita normale si sarebbero tenute offline, dal vivo. Eppure abbiamo dovuto fare di necessità virtù: lo scorso ottobre abbiamo lanciato l’iniziativa “AcquaMat”, una sfida di attivazione: ciascuno può contribuire alla costruzione della mappa collettiva, in modo indipendente, rispettando il distanziamento sociale, ma continuando a lavorare collettivamente per l’arricchimento della mappa delle fontanelle funzionanti di Napoli (e non solo!). Se incrociate fontanelle e vi va di mapparle potete aiutarci segnalandole qui.

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Abbiamo anche dato il via a un palinsesto di appuntamenti online, i web meeting di CleaNap, chiamati “50 sfumature di…munnezza” per indagare, volta per volta, le tante tipologie di rifiuti con cui facciamo i conti ogni giorno, imparare a riconoscerle, evitarli e vivere provando a minimizzarne l’impatto. Infine, CleaNap, come molte associazioni, prova a ottenere fondi per progetti più strutturati attraverso il ricorso a bandi pubblici o privati e opportunità. Siamo tra i beneficiari del primo bando di “Quartieri dell’Innovazione”, il programma delI’Assessorato alle Politiche Sociali e al Lavoro del Comune di Napoli che nasce per sostenere nuovi progetti e servizi che siano in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle comunità di alcune aree della città metropolitana di Napoli. Abbiamo dunque beneficiato, insieme ad altri sessanta progetti, di un percorso di formazione e accompagnamento che si è concluso a marzo e ora attendiamo la nuova graduatoria per conoscere l’esito della nostra proposta.

Qual è stato il riscontro da parte del pubblico?

Il riscontro dei cittadini nei nostri confronti è sempre stato positivo: in occasione delle giornate di pulizia passate, siamo arrivati ad avere centinaia di partecipanti. Anche in occasione di flashmob, la cittadinanza si è subito unita a noi in molte occasioni e ha partecipato attivamente. Tra i nostri progetti più significativi ricordiamo quello di ricerca “Bike Sharing Napoli” (2012-2015), che si è avvalso di una componente sperimentale durata circa un anno, ovvero l’installazione di 10 ciclostazioni e la dotazione di 100 biciclette. La partecipazione da parte dei cittadini è stata grandiosa: oltre 51.000 sessioni, per un tempo complessivo di 12.451 ore e 39 minuti. Per rendere l’idea, è stato fatto circa tre volte il giro del mondo in bicicletta! 14.614 persone hanno dato fiducia al progetto, si sono iscritte alla sperimentazione e la loro partecipazione (in termini di feedback, suggerimenti, criticità, risoluzione bug) è stata al di là di ogni aspettativa.

Porta Capuana, 2011

Questo contributo è stato realizzato dagli studenti e dalla studentesse delle scuole secondarie di secondo a conclusione dell’attività “Un giornalista in classe”, percorso di giornalismo ambientale condotto dalle giornaliste e giornalisti di Italia che Cambia all’interno del progetto SOStenibilmente. #SOStenibilmente è un progetto nazionale di educazione ambientale promosso da CIFA ONLUS e co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, volto a costruire una cultura basata sul rispetto dell’ambiente e sui principi dello sviluppo sostenibile, promuovendo il protagonismo giovanile e l’integrazione da parte di cittadini e rappresentanti delle istituzioni di una prospettiva rispettosa dell’ambiente nelle proprie scelte quotidiane.

Articolo scritto da Alessia Orlando, Ciro Marra, Gabriele Finiello e Miriam Aristarco dell’ITI Marie Curie di Napoli.

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