7 Gen 2022

Ex Ilva: “Il Governo agisca subito su decarbonizzazione e bonifica”

Scritto da: Legambiente

La città di Taranto fatica a trovare pace. Lo operazioni di bonifica non sono ancora partite, le pressioni per allentare le misure di sicurezza aumentano d'intensità e il Governo tentenna, nonostante l'ex Ilva rimanga ancora una ferita aperta e pericolosa per il capoluogo pugliese.

Taranto, Puglia - La vicenda dell’ex Ilva di Taranto sembra gestita come il gioco delle tre carte in cui un ciarlatano da fiera truffa ingenui passanti con un gioco in cui il banco vince sempre. Peccato che in questo caso il banco sia lo Stato italiano che, di fatto, gestisce lo stabilimento ex Ilva insieme alla multinazionale anglo-indiana Arcelor Mittal e che dovrebbe, attraverso commissari governativi, gestire anche le bonifiche interne ed esterne allo stabilimento.

Il gioco delle tre carte è quello in cui il ciarlatano sposta abilmente le carte cambiandole velocemente di posto per dare l’illusione ai partecipanti di poter vincere mentre fa in modo, viceversa, di far vincere sempre le carte in suo possesso. Le carte in gioco sono i 450 milioni rivenienti dal sequestro effettuato dal tribunale di Milano nei confronti dei Riva e destinati alle bonifiche delle aree ex Ilva, che col decreto milleproroghe verrebbero “spostati” sui lavori di adeguamento ambientale e sanitario dello stabilimento.

«Va immediatamente stralciato dal decreto milleproroghe l’inaccettabile spostamento delle risorse dedicate alle bonifiche – hanno dichiarato con fermezza Stefano Ciafani, presidenze nazionale di Legambiente, Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia, e Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto – perché la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico deve andare di pari passo col risanamento ambientale dei siti inquinati».

Le bonifiche del Sito di interesse Nazionale di Taranto e in particolare del Mar Piccolo continuano a non vedere l’inizio nonostante le decine di milioni di euro già stanziati a tale scopo, con un Commissario straordinario alle bonifiche di Taranto che a tre mesi dal termine del suo mandato non è stato ancora sostituito.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Ti interessa questo articolo? Aiutaci a costruirne di nuovi!

Dal 2013 raccontiamo, mappiamo e mettiamo in rete chi si attiva per cambiare l’Italia, in una direzione di maggiore sostenibilità ed equità economica, sociale, ambientale e culturale. 

Lo facciamo grazie al contributo dei nostri lettori. Se ritieni che il nostro lavoro sia importante, aiutaci a costruire e diffondere un’informazione sempre più approfondita.

ex ilva

Altrettanto incomprensibile è la richiesta rivolta dal Ministero della transizione ecologica al Ministero della Salute di rivedere i parametri epidemiologici con i quali Arpa Puglia, Aress Puglia e Asl Taranto hanno effettuato la valutazione di impatto sanitario relativa a una produzione dello stabilimento siderurgico ex Ilva pari a 6 milioni di tonnellate annue di acciaio, evidenziando la presenza in tale scenario di rischi inaccettabili per la salute.

«Ancora una volta viene anteposto il profitto all’indispensabile risanamento ambientale della città di Taranto attraverso le bonifiche e alle esigenze di garantire la salute dei cittadini e dei lavoratori dello stabilimento siderurgico», sottolineano Ciafani, Ronzulli e Franco. «Con queste politiche le bonifiche continueranno a “rimanere al palo” e la speranza che in futuro lo stabilimento siderurgico possa produrre senza creare danni alla salute è destinata a restare lettera morta».

Legambiente chiede con urgenza al Governo di tornare a dedicare al risanamento ambientale e alla tutela della salute degli abitanti di Taranto l’attenzione dovuta a una città che continua a contare i morti causati da anni di inquinamento fuori controllo.

Si nomini subito, senza ulteriore indugio, il nuovo Commissario Straordinario per le bonifiche del SIN di Taranto e si imprima finalmente una decisa accelerazione alla bonifica del territorio e in particolare del Mar Piccolo, utilizzando da subito le risorse già stanziate e disponibili. Si cancellino le norme inserite nel decreto milleproroghe e si faccia trasparenza sulla gestione delle ingenti risorse rivenienti dalla famiglia Riva, sia in ordine alle somme già spese che a quelle impegnate, rendendo noto il cronoprogramma relativo alle bonifiche delle aree gestite dai commissari di Ilva.

Il Ministero della transizione ecologica respinga al mittente l’assurda richiesta di Acciaierie d’Italia di “annacquare” l’autorizzazione integrata ambientale in vigore riducendo i tempi di distillazione del coke e piuttosto agisca in modo da concluderne nel più breve tempo possibile il riesame, proprio sulla scorta della Valutazione del Danno Sanitario in suo possesso.

Senza che prima tutto vengano compiuti questi passaggi le promesse di decarbonizzazione e l’evocazione di scenari in cui l’acciaieria sarà convertita a idrogeno sono soltanto parole. Parole su cui queste vicende gettano un’ombra sinistra, quella di un’ennesima, imperdonabile presa in giro.

Articoli simili
Goletta Verde sulle coste siciliane: 10 siti su 26 con tracce forti di inquinamento
Goletta Verde sulle coste siciliane: 10 siti su 26 con tracce forti di inquinamento

A Monterosso un gruppo di giovanissimi “spazzini marini” ha deciso di passare l’estate pulendo il mare
A Monterosso un gruppo di giovanissimi “spazzini marini” ha deciso di passare l’estate pulendo il mare

Che aria tira? I risultati della campagna di monitoraggio dell’aria a Torino
Che aria tira? I risultati della campagna di monitoraggio dell’aria a Torino

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Cosa succedeva nel 2012? Dieci cose che sono cambiate (in meglio) negli ultimi dieci anni

|

Da psicologa a Torino a operatrice olistica in val di Vara: la storia di Fulvia

|

Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

|

Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per un rilancio delle aree interne e montane

|

Vi spieghiamo la filosofia di NaturaSì, dalla biodinamica al giusto prezzo per i contadini – Io Faccio Così #341

|

Parti con noi alla scoperta della Palermo che Cambia

|

Acqua bene comune, pubblico e sicuro: è ora di agire, prima che sia troppo tardi