14 Giu 2022

Un antico palazzo di Mazzarino rinasce: ecco The Embassy of Farm, un luogo di rigenerazione, cultura e socialità

Un’ambasciata culturale per approfondire relazioni umane e attivare nuovi processi di rigenerazione culturale e urbana, con focus particolari su ambiti come i giovani e le tematiche di genere. A gennaio 2022 Farm Cultural Park ha inaugurato una nuova sede a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta.

Caltanissetta - Anno nuovo ambasciata nuova. Così Farm Cultural Park ha iniziato il 2022, inaugurando una nuova sede – The Embassy of Farm – a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. L’obiettivo è il solito – si fa per dire – ovvero continuare a lavorare sull’immaginario e sulla mentalità delle nuove generazioni attraverso processi di rigenerazione culturale e urbana.

Mazzarino è la città originaria di Andrea Bartoli, che ha ereditato dalla famiglia un antico palazzo un tempo abitato dal principe Carlo Maria Carafa, un uomo illuminato che aveva voluto all’interno di questo grande spazio anche un teatro e una chiesa. Andrea e sua moglie Florinda Saieva hanno immaginato il palazzo con una nuova funzione che rispecchiasse in qualche modo l’antica valenza culturale. Una residenza dove accogliere artisti, fotografi, pittori, creativi, scienziati, politici, diplomatici, giornalisti ospiti di Farm Cultural Park.

Un’ambasciata culturale insomma, dove tessere e approfondire relazioni umane con maggiore intimità. Sono diverse le stanze restaurate e riallestite a tal proposito, mescolando opere d’arte contemporanea con una vena pop e decorazioni vegetali che si riallacciano all’esperienza della Human Forest allestita a Favara, presso Palazzo Miccichè.

embassy farm

Un cortile d’onore, una serie di padiglioni – quelli dell’accoglienza, della consapevolezza, del desiderio e della speranza, il salotto della città proibita, la biblioteca del tempo, la piccola cappella – e altre stanze con affreschi e arredi antichi che si mescolano con opere d’arte contemporanea.

Una porzione del complesso, palazzo Tortorici, è di proprietà del Comune ed è chiusa da circa vent’anni, ma grazie a un accordo tra pubblico e privato, Farm Cultural Park ha ottenuto una concessione ventennale e sta progettando un polmone urbano per la città. Uno spazio che prenderà il nome di Plurals e che sarà dedicato interamente ai giovani.

«Abbiamo raccolto più di 600 questionari per capire quali potessero essere le attività da fare all’interno di questa struttura. Abbiamo progettato come spazio centrale una emeroteca per i ragazzi. Loro hanno ormai a disposizione internet, uno strumento potentissimo che, se non usato bene, non porta a nessuna nuova conoscenza. In questo luogo confortevole ci saranno diversi abbonamenti a riviste di arte, musica, design, tecnologia, così da poter fare nuovi tipi di ricerche. Ci sarà un laboratorio dedicata alla proiezione di cortometraggi e un altro in cui poter ascoltare e scaricare gratuitamente musica», racconta Florinda.

Mazzarino non vede l’ora di mostrarsi nella sua bellezza e continuare a migliorarsi e rinnovarsi

L’immobile è su tre livelli: il pianterreno è stato dato in concessione a una radio locale, mentre al primo piano si trova lo spazio per le attività espositive culturali aperte al pubblico, dove si terranno una serie di mostre che si inseriscono nel circuito delle attività di Farm Cultural Park. Radical She, Comizi d’amore, Mama, Misantrarchia sono i titoli delle esposizioni visitabili la prossima estate a Mazzarino. Al centro il tema della parità di genere e del femminile attraverso cui affrontare e proporre un cambio di paradigma culturale per interpretare e immaginare una visione del futuro più equa sotto diversi aspetti.

Mazzarino sembra pronta a questa rivoluzione culturale: «Ci sono circa 11mila abitanti già in fermento nonostante dall’inaugurazione a oggi abbiamo fatto pochissimi eventi e non sempre aperti al pubblico. In borghi piccoli come Mazzarino, le azioni culturali che vogliamo proporre coinvolgono l’intera comunità. Tutti sanno cosa succede. Nelle grandi città accadono tante cose che arrivano solo alla “solita” cerchia di interessati. Qui è diverso, arriva a tutti. Speriamo di non deludere le aspettative», continua Florinda.

Nomi importanti, cultura, progetti innovativi: Mazzarino non vede l’ora di mostrarsi nella sua bellezza e continuare a migliorarsi e rinnovarsi. È una delle città barocche della Sicilia orientale, a 553 metri d’altezza, con numerose testimonianze della storia e della cultura di un tempo ancora vivo.

mazzarino
Il castello di Mazzarino

Florinda racconta di una diversa consapevolezza tra Favara e Mazzarino. «Favara è un grande paese con tante persone, ancora c’è tanto lavoro da fare, ma molti cambiamenti sono in atto, anche se si tratta di processi molto lunghi. C’è una differenza sostanziale rispetto agli anni passati. A volte ci affacciamo da palazzo Miccichè, dove si vede buona parte del paese, e scherzando contiamo le facciate nuove dei palazzi. Un segnale forte. Sono tante le attività che portiamo avanti, per non parlare della ricaduta positiva economica che il paese vive da quando esiste Farm».

Favara in passato era ricordata dalle cronache locali e non per eventi di mafia, oggi è la seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi grazie a Farm Cultural Park. La sua naturale prosecuzione non poteva non essere la costruzione di una ambasciata che, attraverso una strategia di diplomazia culturale, creatività e promozione sociale, prosegue e promuove processi attraverso cui risvegliare la consapevolezza e la coscienza di chi vive i territori.

Un motore di sviluppo culturale, sociale ed economico che adesso interesserà anche la città di Mazzarino, ma che – ne siamo certi – prestò rivitalizzerà anche altri centri urbani minori: le parole di Florinda non lasciano spazio a dubbi. Un investimento culturale e sociale per affrontare questioni del presente e immaginare un futuro migliore per il nostro pianeta.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Industrie Culturali, l’associazione che ha piantato un seme di rinascita ad Aci Catena
Industrie Culturali, l’associazione che ha piantato un seme di rinascita ad Aci Catena

Nomadi d’Occidente, storie di viaggiatori che cambiano la vita
Nomadi d’Occidente, storie di viaggiatori che cambiano la vita

Circ’Opificio: disciplina, impegno e condivisione arrivano nei quartieri più emarginati grazie alle arti circensi
Circ’Opificio: disciplina, impegno e condivisione arrivano nei quartieri più emarginati grazie alle arti circensi

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

L’Intelligenza artificiale è fra noi – #634

|

Tutto quello che devi sapere sulle rivolte in Iran

|

Dal porto di Genova stanno transitando sempre più armamenti: cosa sta succedendo?

|

Una Talent House per coltivare il capitale umano e riscrivere la narrazione delle aree interne – Io Faccio Così #349

|

Coca-Cola è la regina dei rifiuti plastici: cosa fare per fermare le multinazionali inquinanti?

|

Cosa porta sofferenza e cosa porta felicità? Alcune riflessioni sulla ricerca spirituale

|

Tra falafel e cultura, a Palermo Fateh Hamdan si batte per la Palestina e i diritti civili

|

RECUP Roma: “Ridiamo un valore sociale a quel cibo che ha perso valore economico”