20 Set 2022

Banca Etica: ambiente e finanza etica grandi assenti nella campagna elettorale

A pochi giorni dal voto, Banca Etica analizza i contenuti della campagna elettorale emersi sin qui, rilevando come temi chiave quali ambiente e finanza etica siano quasi o del tutto assenti e proponendo una serie di input da sottoporre al prossimo Governo. Il tutto sena dimenticare lo sciopero per il clima di venerdì 23 settembre, a cui la banca aderisce.

Il 25 settembre, data delle prossime elezioni politiche italiane, è sempre più vicino. Campagna elettorale, comizi, talk televisivi, tribune politiche, interviste ai leader dei diversi poli impazzano sui giornali e su tutte le reti televisive. Cuneo fiscale, sanità, pensioni, taglio delle tasse sono i temi più affrontati. Altri, come l’ambiente, non vengono ancora trattati con l’attenzione che richiedono. Altri ancora, come la finanza, sono completamente assenti dal dibattito pre-elettorale e dalla maggior parte dei programmi dei partiti.

Eppure si sa: le banche, le società di investimento, le assicurazioni, l’economia in genere hanno un grande potere e riescono a influenzare fortemente la società in cui viviamo, con impatti sul tessuto produttivo, sull’ambiente e sulla tutela dei diritti sociali. I nostri lettori conoscono molto bene Banca Etica: da anni raccontiamo l’impegno profuso, insieme alla finanza etica internazionale, per lo sviluppo di modelli di business che riescono a coniugare il rendimento economico con la tutela dell’ambiente, il contrasto ai cambiamenti climatici, i diritti sociali. Un sistema finanziario più sano, equo e sostenibile. 

campagna elettorale

Ma come ha dichiarato la presidente di Banca Etica, Anna Fasano, «benché negli ultimi anni si sia verificato un importante sforzo normativo a livello europeo e nazionale per regolamentare la cosiddetta finanza sostenibile, a oggi l’esito di tale sforzo è un quadro iper-complesso che non fissa paletti precisi, concentrato prevalentemente sugli impatti ambientali e poco su quelli sociali dei prodotti finanziari, trascurando sostanzialmente altre tematiche, come ad esempio il contrasto alla speculazione finanziaria». 

Banca Etica spera che il nuovo Governo possa dare un impulso importante, anche a livello europeo, per una politica finanziaria in linea con gli impegni stabiliti dall’Agenda ONU 2030, tanto nell’ambito della sostenibilità ambientale – secondo gli accordi di Parigi contro i cambiamenti climatici – quanto in quello dell’economia sociale, come voluto dall’Action Plan, per una visione olistica e coordinata. 

Anna Fasano Ferrara
Anna Fasano

Secondo Banca Etica i punti su cui discutere e creare un dibattito costruttivo riguardano:

  • Finanza per la transizione energetica: Banca Etica propone di introdurre il “green o social supporting factor”, che permette di ridurre gli assorbimenti patrimoniali sui finanziamenti con orientamento ESG. Propone anche un “brown punishing factor” che, al contrario, richiede maggiori assorbimenti patrimoniali per i finanziamenti ad attività con impatti ambientali e sociali negativi. Tra gli intenti di Banca Etica anche la possibilità di modificare la decisione dell’Ue che ha permesso di includere l’estrazione di gas e l’energia nucleare tra gli investimenti definiti sostenibili.  
  • Inclusione finanziaria per l’inclusione sociale: con la fusione di più gruppi bancari molte più persone sono soggette a una esclusione finanziaria, soprattutto nelle aree fragili e al Sud. Secondo Banca Etica serve difendere la biodiversità del sistema bancario – perché, come dimostrato i dati, le banche cooperative e di territorio permettono di mantenere un rapporto e una maggiore conoscenza dei bisogni del territorio e della clientela – nonostante la politica spinga verso un sistema bancario sempre più concentrato nelle mani di poche grandi società. Si assiste spesso a una esclusione di chi avrebbe più bisogno di un accesso al credito e, dall’altro lato, a uno spostamento di capitali verso attività speculative, meno regolate e meno soggette a controlli. 
  • Terzo Settore: il mondo del non profit e dell’associazionismo per svilupparsi pienamente ha bisogno di nuove regole per la concessione di credito. Le banche, che come Banca Etica, vogliono dare credito alle realtà non profit non devono più essere penalizzate sul piano degli assorbimenti patrimoniali. Banca Etica propone anche di definire strumenti di garanzia pubblica sul credito al Terzo Settore. 
  • Speculazione finanziaria: la speculazione finanziaria impatta enormemente sui prezzi dei beni primari come il cibo e l’energia. La politica deve e può contrastare la speculazione finanziaria, ad esempio studiando forme di tassazione sulle transazioni finanziarie, come la Tobin Tax, e introducendo limiti e regole sui derivati. 
  • Paradisi fiscali: Banca Etica contrasta da sempre i paradisi fiscali. Grazie alla nuova direttiva UE e all’accordo Ocse del 2021 le multinazionali sono obbligate a dichiarare quante tasse pagano in ciascun paese in cui operano, ma non è ancora sufficiente.

Tutte queste proposte rientrano nell’impegno di Banca Etica, che dal 1999 impiega i risparmi del propri clienti per dar credito all’economia reale che rispetta l’ambiente e le persone. E, come abbiamo visto in un articolo precedente, non ha paura di metterci la faccia ed esporsi. 

Banche, società di investimento, assicurazioni e l’economia in genere hanno un grande potere e riescono a influenzare fortemente la società

Il prossimo 23 settembre, ad esempio, Banca Etica si mobiliterà per il clima insieme al movimento globale Friday For Future proprio per cercare di attenzionare sempre di più il tema dell’emergenza climatica in atto e delle conseguenze drammatiche che ne derivano. Banca Etica sarà a fianco dei giovani e di tutti coloro che scenderanno in piazza. Gli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici che aderiranno alla mobilitazione saranno devoluti alle campagne in difesa del clima di Greenpeace, ai movimenti Fridays for Future ed Extinction Rebellion.

Scegliere uno dei prodotti di Banca Etica, scegliere la finanza etica, aiuta a modificare quel sistema economico che ha contribuito a distruggere il pianeta e che alimenta ingiustizie e disuguaglianze. Milioni di persone in tutto il mondo e più di 500mila in Italia hanno fatto questa scelta. Non servono a nulla le operazioni di greenwashing di banche, aziende e istituzioni, serve, per il bene di tutti, un cambio radicale di sistema, di mentalità politica e di scelte quotidiane. E scegliere la finanza etica può fare la differenza!

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