21 Nov 2022

Ecosistema Urbano 2022: Palermo e Catania agli ultimi posti, Agrigento premiata per la mobilità sostenibile

Secondo il nuovo report Ecosistema Urbano 2022, la classifica sulle performance ambientali delle città capoluogo italiane, Palermo e Catania sono i fanalini di coda. In generale serve accelerare la transizione ecologica urbana. Agrigento invece è stata premiata tra le buone pratiche di sostenibilità con il progetto ARCS (Agrigento Rete Ciclabile Strategica).

Ultimamente capita spesso di ritrovare la Sicilia agli ultimi posti di diverse classifiche. Questa tendenza purtroppo non viene smentita neanche dal quadro stilato dalla classifica di Ecosistema Urbano 2022, il report di Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, sulla situazione ambientale di 105 Comuni capoluogo. Il report si basa su 18 indicatori per 6 aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. 

Quello che viene fuori è un quadro che dipinge molti capoluoghi in affanno anche rispetto alla fase post pandemia. Poche città sono riuscite a riscattarsi puntando sulla sostenibilità. Tra queste Bolzano che, dal sesto posto dell’anno passato, si ritrova a occupare la prima posizione del podio, seguita da Trento e Belluno, che passa dall’ottavo al terzo posto, e da Reggio Emilia e Cosenza, unica città del sud a rientrare nella top ten. E le città siciliane?

mobilita sostenibile

I capoluoghi più grandi, Palermo e Catania, sono nelle ultime posizioni, rispettivamente 104esima e 105esima, confermando l’andamento dell’anno passato e la difficoltà a invertire marcia. Non è una consolazione notare anche che le grandi città come Firenze, Milano e Roma mostrano una tendenza in negativo rispetto agli anni passati.

Il 2021 doveva essere l’anno di una lenta ripresa post Covid e l’anno in cui mettere in pratica interventi mirati e concreti per un nuovo futuro. Secondo il report non è stato ovunque così. Le percentuali di smog nell’aria sono tornate lentamente a crescere nelle città da sempre caratterizzate da un’aria malsana. Pochi sono stati i miglioramenti sul fronte del trasporto urbano, l’Italia in genere è ancora indietro rispetto ad altri paesi europei. È risalita anche la produzione di rifiuti prodotti – il valore medio arriva a 526 chili pro capite, quasi ai livelli pre-pandemia – nonostante la raccolta differenziata stia migliorando e abbia scavalcato la soglia media del 60%.

«Dalla fotografia di Ecosistema Urbano 2022 – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – non vediamo quel cambio di passo repentino che impone l’emergenza energetica, ambientale e sociale. La transizione ecologica dei capoluoghi italiani dipende dalle scelte dei Comuni, ma soprattutto da quelle che verranno fatte a livello nazionale dall’esecutivo. Da parte nostra ci auguriamo di non perdere tempo a discutere di progetti inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, ma daremo il nostro contributo per dare concretezza alle opere pubbliche e agli impianti per la transizione ecologica che serve al Paese».

 Il cambiamento è possibile se c’è davvero voglia di creare discontinuità con il passato

Durante il lockdown del 2020 tra le espressioni più comuni si sentiva dire “nulla tornerà come prima”; secondo il report invece è stato così. Servirebbe anche ridisegnare le città, ripensare gli spazi comuni, gli interventi di rigenerazione urbana puntando anche su un nuovo programma di edilizia sociale attento ai bisogni dei giovani e fondato sull’innovazione ambientale. «Le città – spiega Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano – devono essere protagoniste di una nuova ripartenza capace di ripensare l’organizzazione, la forma e le funzioni dei quartieri, il modo con cui le persone si muovono nei centri urbani, garantendo insediamenti multifunzionali e inclusivi».

Ci sono urgenza e necessità di città ben pianificate, che combinino spazi residenziali, commerciali, spazi pubblici e alloggi a prezzi accessibili, per un maggior benessere delle comunità. Le aree urbane che riescono a garantire salute, alloggi e sicurezza ai gruppi più fragili possono contribuire al new normal, affrontando la povertà e le disuguaglianze, ricostruendo un’economia urbana, rendendo più chiare legislazione urbana e governance».

Piccoli segni positivi arrivano, per fortuna, dalla crescita della ciclabilità e dalla diffusione del solare termico o fotovoltaico installato su edifici pubblici, il cui valore medio tocca i 5,41 kW/1.000 abitanti. Per quanto riguarda le perdite idriche rimangono all’incirca costanti le città dove più del 30% dell’acqua viene dispersa (passando da 53 del 2020 a 52 nel 2021), mentre il valore medio dell’acqua che viene dispersa si conferma al 36,0%. Nel 2021 sono sei le città virtuose (erano 5 nel 2020) che riescono a contenere le perdite entro il 15% (Livorno, Macerata, Mantova, Milano, Pavia e Pordenone). 

PISTA CICLABILE
Pista ciclabile. Pixabay.

Una notizia positiva proviene anche dalla Sicilia. Una buona pratica che è stata premiata da Ecosistema Urbano 2022 e che ha al centro i temi della mobilità sostenibile, il verde urbano e i percorsi partecipati. Ad Agrigento la mobilità sostenibile diventa Strategica con il progetto ARCS (Agrigento Rete Ciclabile Strategica) del Comune del capoluogo, finanziato attraverso Agenda Urbana della Regione Sicilia con 3 milioni 550 mila euro comprendenti anche fondi europei. Si tratta di una rete ciclabile che permetterà di muoversi in modo sostenibile e sicuro nel centro urbano.

Il percorso parte dalla frazione di San Leone, lungo un tracciato stradale già esistente, e su un secondo tracciato sterrato che attraverserà tratti naturalistici di grande interesse connessi all’area del Parco archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. Giungerà fino al Parco dell’Addolorata percorrendo a valle la città e risalendo anche fino al futuro parcheggio di interscambio nei pressi di piazzale La Malfa. Il Comune di Agrigento ha già acquistato 60 bici a pedalata assistita per il servizio di bike sharing. Con il parcheggio di interscambio sarà possibile avviare un rivoluzionario sistema integrato che consentirà, per la prima volta, di fermare fuori città i bus turistici, riducendo smog e traffico

Trasformazioni ed esperienze riproducibili che dimostrano che il cambiamento è possibile se c’è davvero voglia di creare discontinuità con il passato e mettere in campo azioni per ridurre impatti ambientali e migliorare la vivibilità delle città e la qualità di vita. Nonostante le emergenze segnalate nel report, per fortuna sono già in atto degli esempi concreti di impegno, ingegno e volontà di cambiamento di cittadini e amministrazioni.  

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