17 Gen 2023

Sottosopra: abitare collaborativo, il co-housing contro la povertà abitativa

A Catania, nel quartiere di San Berillo, si sperimenta un nuovo modello di "abitare" che parla di inclusione sociale per le categorie più fragili. Il progetto Sottosopra: abitare collaborativo, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD, mira a proporre modelli di contrasto alla povertà abitativa e coinvolge vari partner locali e nazionale: Oxfam Italia, Trame di Quartiere, Diaconia Valdese, Sunia Catania, Impact Hub e altri attori del mondo istituzionale e imprenditoriale.

Catania - Avere un tetto sopra la testa, un riparo dove sentirsi al sicuro, una residenza che rende visibile chi è a rischio di esclusione è un diritto di tutti e un dovere di uno Stato civile. L’emergenza abitativa è una questione sociale dai numeri imponenti su tutto il territorio nazionale e verso cui, sempre più spesso, si rivolgono le attività e i progetti di associazioni e fondazioni nazionali. Tra i progetti di successo, c’è sicuramente il catanese Sottosopra: abitare collaborativo sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD nel cuore del quartiere San Berillo di Catania.

Si tratta di un progetto avviato due anni fa e realizzato da Oxfam Italia, movimento globale che combatte la disuguaglianza e l’ingiustizia della povertà, in collaborazione con Trame di Quartiere, Diaconia Valdese, Sunia Catania, Impact Hub e Comune di Catania grazie al sostegno di IKEA Italia. Lo scopo è offrire a nove persone in emergenza abitativa, selezionate da un team di esperti, la possibilità di intraprendere un percorso di autonomia che, proprio a partire dall’assegnazione di una casa dignitosa, possa dare alle persone la possibilità di valorizzare le proprie capacità.

PALAZZO DE GAETANI, CUORE PULSANTE DI SOTTOSOPRA: ABITARE COLLABORATIVO

Cuore pulsante del progetto è, nel pieno del quartiere di San Berillo, Palazzo de Gaetani, sede di Trame di Quartiere – gruppo di lavoro interdisciplinare, oggi divenuto cooperativa – e oggi sede dei primi alloggi nell’ambito dell’ambizioso progetto di social housing che ha già raggiunto i primi grandiosi risultati: nove persone a rischio di marginalità ed esclusione lavorano con un regolare contratto d’assunzione, grazie al percorso di reinserimento sociale ed economico e orientato all’autonomia abitativa realizzato in questi anni.

Appartamento Sottosopra: abitare collaborativo
Appartamento Sottosopra: abitare collaborativo

Tra loro c’è Ojebor Onyemaechi, muratore di origini nigeriane arrivato in Italia dodici anni fa che in questi anni ha avuto mille difficoltà per trovare un’abitazione per sé e la sua famiglia. «Avevo già trovato un lavoro da muratore a Catania, mentre la mia famiglia si trovava a Foggia. Ma in quattro mesi di ricerca non ero riuscito a trovare casa. È stata molto dura. Grazie al progetto Sottosopra da sette mesi vivo in un appartamento che da poco condivido con mia moglie e i miei due figli e posso pensare a trovare una casa tutta per noi». 

Ma andiamo con ordine per capire meglio che cos’è esattamente questo modello di social housing replicabile su più ampia scala. Sottosopra abitare collaborativo è un progetto che vuole contrastare la povertà abitativa e relazionale proponendo un modello innovativo di abitare che cerca di rendere le persone consapevoli e attive nella creazione del proprio contesto abitativo. E questo modello non poteva che svilupparsi a San Berillo che, dopo lo smembramento degli anni ’60, vive problemi legati all’abbandono degli immobili (circa il 60% del patrimonio immobiliare del quartiere) e la diffusione dell’abitare informale da parte di popolazione a rischio esclusione.

Sottosopra: abitare collaborativo fa parte di un modello di rinascita rigenerazione, avviato ormai da anni, attraverso l’inclusione e la collaborazione di chi San Berillo lo abita davvero

DALLA CAFFETTERIA SOCIALE AI SERVIZI DI INCLUSIONE

Fondamentale è stato l’apporto dell’associazione Trame di Quartiere che, proprio nel palazzo de Gaetani – antico palazzo che, grazie alla lungimiranza del suo proprietario, già da qualche anno era tornato a vivere, diventando il simbolo della coabitazioni tra le attività dell’associazione e gli occupanti – ha il suo quartier generale. Un luogo che oggi è sede delle attività della cooperativa, nonché di una “caffetteria sociale” dove lavorano quattro persone e che è ormai un nuovo centro d’incontro dove convergono attività di carattere sociale e culturale.

«La riuscita del progetto – spiega il presidente di Trame di Quartiere Luca Lo Re, che proprio a dicembre ha presentato insieme con gli altri partner del progetto il bilancio di questi due anni – dipendeva anche dalla capacità di creare sinergia tra i diversi attori, sia pubblici che del privato sociale. La riattivazione di uno spazio abbandonato è stata un’occasione per innescare processi collaborativi tra abitanti e cittadini. È chiaro che la ristrutturazione non è legata a un mero meccanismo turistico, ma a un modello di soluzione per un grave problema sociale della città».

«La ristrutturazione del palazzo – continua Luca –, che grazie al progetto è tornato al suo antico splendore, e la partecipazione sincera e attiva dei beneficiari al percorso di recupero degli spazi pubblici, sono la vera vittoria. La grande conquista figlia di questa esperienza è stata vedere gli ospiti realmente partecipi alla ricostruzione del cortile, alla ristrutturazione di un nuovo appartamento di fronte al Palazzo che funge da alloggio di transizione per coloro, tra i beneficiari, che devono ricongiungersi con le famiglie. Ma anche agli allestimenti curati da IKEA e a tutti i laboratori di abitare attivo. Non a caso parliamo di abitare collaborativo. Pensiamo davvero che da queste dinamiche possa nascere il vero sviluppo del territorio».

Cortile Palazzo de Gaetani - Sottosopra: Abitare collaborativo
Cortile Palazzo de Gaetani – Sottosopra: Abitare collaborativo
I PARTNER DEL PROGETTO SOTTOSOPRA: ABITARE COLLABORATIVO

Il bilancio dei due anni del progetto è tutto in positivo per i partner del progetto, che sottolineano quanto questo modello collaborativo e lungimirante di co-housing e contrasto alla povertà abitativa possa essere replicato e rappresentare una fonte d’ispirazione per altre realtà nazionali.

«L’uscita dalla povertà e da condizioni di marginalità passa dalla possibilità di contare su una casa e su un percorso di inclusione che offra l’opportunità di trovare un lavoro. Un risultato di cui siamo molto orgogliosi e che si inserisce nel lavoro che Oxfam realizza ogni giorno in molte “periferie” delle nostre città», ha spiegato Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia.

Veronica Massabò di Diaconia Valdese racconta il contributo degli sportelli territoriali al progetto: «Abbiamo offerto un affiancamento ai beneficiari attraverso azioni di orientamento socio lavorativo, nonché l’avvio di percorsi di inclusione lavorativa». Mentre Giusi Milazzo, segretaria di SUNIA Sicilia, definisce l’esperienza come «emblematica. Pensiamo che possa essere utilizzata come modello utile per ulteriori interventi, ovviamente anche con l’input del Comune».  

Presentazione del bilancio del progetto Sottosopra: abitare collaborativo
Presentazione del bilancio del progetto Sottosopra: abitare collaborativo
IL PROGETTO SOTTOSOPRA: ABITARE COLLABORATIVO NON PUÒ LAVORARE IN ISOLAMENTO

Per Rosario Sapienza, presidente di Impact Hub Sicilia, «Sottosopra è un progetto di piccola scala ma con un grande modello che si ingaggia in un processo integrato, dove il problema casa è giustamente inserito in un contesto socio-economico. Il progetto ha dimostrato di essere una cartina di tornasole della fragilità del nostro sistema, non solo di housing, ma anche di accoglienza nei servizi di bassa soglia».

«In una zona così difficile, si lavora per rispondere all’emergenza abitativa e si offrono servizi capaci di rispondere ai bisogni delle persone e si coinvolge la comunità in prima persona, creando e rafforzando le relazioni, scommettendo sulla coesione sociale, punto di partenza imprescindibile per dare vita al cambiamento e generare sviluppo», ha aggiunto Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione CON IL SUD.

«Migliorare la vita quotidiana della persone è la visione che ci guida da sempre e lo facciamo a partire da quello che per noi è il posto più importante al mondo, la casa. Crediamo infatti che tutti meritino un posto da chiamare casa, in cui sentirsi accolti, protetti e valorizzati», ha concluso Stefania Mastroeni, Sustainability Business Partner di IKEA Italia.

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