Scenica Festival, a Vittoria con l’associazione Santa Briganti la cultura resiste e costruisce comunità
Da un gruppo di amici a un festival riconosciuto a livello nazionale: Scenica Festival, nato a Vittoria dall’esperienza di Santa Briganti, è oggi una delle realtà culturali più interessanti del Sud Italia.
Nel cuore della Sicilia sud-orientale, apparentemente lontano dai grandi circuiti culturali nazionali, c’è una realtà che da oltre vent’anni costruisce possibilità. Si chiama Associazione Culturale Santa Briganti ed è, prima di tutto, un atto di resistenza. Siamo a Vittoria, in provincia di Ragusa, un territorio complesso, attraversato da contraddizioni sociali ed economiche, ma anche da una forte vitalità sotterranea. È qui che nel 2007 nasce formalmente l’associazione anche se il gruppo di persone che la anima lavora insieme già dal 2002.
Un gruppo di amici, artisti e operatori culturali con esperienze maturate anche fuori dalla Sicilia che, a un certo punto, fa una scelta controcorrente, quella di provare a “far succedere qualcosa anche qui”. Il nome Santa Briganti deriva da “Roy Briganti”, un produttore immaginario inventato dal gruppo per firmare i primi spettacoli, in particolare un varietà di arti sceniche chiamato Openstage portato avanti per quasi vent’anni, tra Ragusa e Vittoria, e interrotto solo dalla pandemia. Quando servì costituire l’associazione si scelse di darle un’identità coerente con quella narrazione: Santa Briganti diventa così, simbolicamente, la “figlia” di questo produttore fittizio.
L’associazione, che a Vittoria è arrivata quasi per caso – serviva un teatro più ampio che potesse accogliere un pubblico sempre più numeroso e interessato a Openstage – nel frattempo ha promosso altre iniziative per la città, dai primi laboratori teatrali sparsi sul territorio a Scenica Festival. Nato quasi per gioco, oggi Scenica è uno dei festival più interessanti del Sud Italia grazie alla proposta multidisciplinare che, tra teatro, danza, musica e circo contemporaneo, porta a Vittoria artisti da tutta Italia e non solo.

Scenica Festival trasforma Vittoria in un palcoscenico diffuso
«Nasce come progetto pilota nel 2009 in un unico weekend con sei compagnie di amici. L’accoglienza è stata talmente positiva che, anche senza sostegno pubblico, siamo stati subito invitati dall’amministrazione di Vittoria a riproporlo l’anno dopo. Da lì è nata anche l’idea di una vera e propria stagione di teatro contemporaneo, “Teatro Aperto”, che negli anni è diventata un piccolo caso regionale, proseguendo fino alla pandemia e registrando sempre una grande partecipazione», racconta Andrea Burrafato, socio di Santa Briganti e direttore artistico di Scenica Festival.
«Tra il 2010 e il 2019 – continua Burrafato – abbiamo ospitato artisti come Oscar De Summa, Marta Cuscunà, Giuliana Musso ed Emma Dante, insieme a tutte le principali compagnie siciliane, come Scimone Sframeli, Tino Caspanello e Vincenzo Pirrotta. Anche sul piano nazionale abbiamo avuto nomi importanti come Roberta Torre e compagnie come Santasangre e Mutamenti».
La svolta arriva nel 2018 quando Scenica viene riconosciuto dal Ministero ed entra nel FUS, il Fondo unico per lo spettacolo, ricevendo finanziamenti triennali che permettono di programmare con largo anticipo e di dare al festival un respiro più ampio fino a diventare un punto di riferimento nel panorama artistico pur restando in provincia.
La prossima edizione andrà in scena tra poco più di un mese, dal 22 al 31 maggio, e sarà l’edizione XVIII. 31 compagnie coinvolte, 61 repliche tra cui diverse prime nazionali e regionali, quasi 100 artisti per un festival che cresce nel pubblico – l’edizione del 2025 ha registrato circa 10.000 partecipanti – e rafforza la sua identità multidisciplinare e urbana.
Un progetto culturale che diventa comunità
L’associazione Santa Briganti tiene molto al rapporto con il pubblico, sempre più ampio e trasversale, ma anche al territorio in cui opera, portando avanti numerosi progetti inclusivi. “Raccordi”, ad esempio, è stato pensato per coinvolgere le comunità migranti presenti a Vittoria e impegnati nei lavori agricoli. L’intenzione non è solo “fare spettacolo”, ma costruire pubblico, creare consapevolezza e attivare la cittadinanza.

«I laboratori annuali, i laboratori organizzati di sabato, la creazione e l’adesione a reti territoriali promosse anche da altri organismi, i progetti con le scuole come “Colpi di mantice”– un percorso di lettura ad alta voce adattato per fasce d’età e realizzato all’interno delle classi che ha coinvolto negli anni numerose scuole di Vittoria – danno l’idea del nostro lavoro che esiste e resiste nel tessuto sociale. Che nasce qui e si nutre di ciò che accade intorno a noi. Sarebbe altrimenti un intervento calato dall’alto, senza reale aderenza alla realtà», continua Andrea Burrafato.
I partecipanti alle attività annuali superano il centinaio, segno di un interesse consolidato, l’associazione sottolinea come non si tratti di un punto di arrivo, l’obiettivo infatti è continuare ad ampliare il coinvolgimento. Un lavoro lento, quotidiano, spesso invisibile, uno spazio privato in affitto – dal 2024, dopo anni di nomadismo, hanno anche un teatro tutto loro, il Wunder Casa Teatro – completamente ripensato e adattato per ospitare spettacoli, concerti, attività culturali e anche funzioni organizzative.
Un presidio culturale permanente dove incontrarsi e sperimentare. «Un progetto ambizioso, forse più grande delle forze iniziali, ma portato avanti con entusiasmo e determinazione. Nonostante sia ancora una realtà recente, rappresenta già una delle esperienze più significative del percorso», sottolinea Burrafato. E in un momento storico che vede spesso chiudere gli spazi culturali, aprirne uno è un gesto politico forte.
La svolta arriva nel 2018 quando Scenica viene riconosciuto dal Ministero ed entra nel FUS, il Fondo unico per lo spettacolo, ricevendo finanziamenti triennali
L’impatto (anche economico) della cultura
Santa Briganti è composta da circa venti persone che nel tempo hanno sostenuto e fatto crescere il progetto, si tratta in gran parte di professionisti che svolgono altri lavori – insegnanti, operatori culturali e figure provenienti da ambiti diversi – e che partecipano alle attività dell’associazione in modo stabile.
Con la crescita delle attività, però, è stato necessario superare la dimensione del volontariato occasionale e del lavoro “a chiamata”. È così che si è formato un nucleo operativo più ristretto, composto da circa tre-cinque persone, che lavora continuativamente per l’associazione durante tutto l’anno. Durante il festival, invece, la struttura si amplia ulteriormente fino a coinvolgere circa cinquanta persone a dimostrazione dell’impatto organizzativo e produttivo delle attività. Ogni evento attiva poi un indotto specifico che varia a seconda dei progetti.
Spesso si sottovaluta la portata economica che la cultura può generare nei territori. Eventi come Scenica Festival convogliano a Vittoria decine di artisti e centinaia di spettatori, generando un indotto che coinvolge ospitalità, ristorazione, servizi tecnici, comunicazione. E una cultura che al Sud genera lavoro assume un valore ancora più significativo. Non si tratta di eventi a richiamo immediato, ma di un percorso di avvicinamento a linguaggi artistici e culturali specifici che richiede tempo e continuità.
«Le sfide sono tante, una costante riguarda il rapporto con le istituzioni locali, non sempre c’è una piena comprensione di ciò che viene realizzato e questo richiede un lavoro continuo di confronto e mediazione. Nonostante le difficoltà, siamo qui pronti a rilanciare ogni anno una nuova edizione. La motivazione nasce anche dalla consapevolezza di avere una responsabilità sul territorio, essere tra le poche realtà che a Vittoria operano in modo strutturato nel settore culturale. Questa responsabilità, insieme al sostegno delle famiglie, dei giovani coinvolti e del pubblico, diventa uno stimolo costante a proseguire e non fermarsi», conclude Andrea Burrafato.
Informazioni chiave
La cultura può essere un presidio permanente
Anche in un contesto complesso e lontano dai grandi circuiti nazionali si può costruire nel tempo uno spazio culturale vivo, stabile e capace di generare partecipazione.
Continuità e radicamento trasformano un festival in comunità
Scenica non è solo una rassegna di spettacoli: è il risultato di un lavoro quotidiano fatto di laboratori, scuole, reti territoriali e relazione con il pubblico, che nel tempo ha reso la cultura un’esperienza condivisa e accessibile.
Investire in cultura produce impatto sociale ed economico
La cultura non crea solo valore simbolico, ma anche lavoro, indotto economico e nuove opportunità, soprattutto in aree dove gli spazi culturali strutturati sono pochi.









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