25 Maggio 2026 | Tempo lettura: 4 minuti
Guide / Turismo sostenibile in Val Pennavaire

Val Pennavaire, il turismo sostenibile dal basso

Dalla formazione agli eventi aperti alla comunità, fino alla creazione di un manifesto condiviso: il percorso della Val Pennavaire verso un turismo sostenibile.

Autore: Emanuela Sabidussi
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Che cosa significa davvero fare turismo sostenibile in un territorio fragile, abitato e vivo come la Val Pennavaire? È da questa domanda, solo apparentemente semplice, che qualche anno fa è stato avviato un percorso collettivo che ha coinvolto abitanti, operatori turistici, associazioni e realtà del territorio, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa del turismo possibile in valle. Un cammino fatto di incontri, confronti, esperienze concrete e domande aperte, che oggi arriva a una prima conclusione, lasciando però strumenti, contenuti e nuove connessioni destinati a restare.

Una rete che si interroga sul proprio futuro

Il percorso ha coinvolto la rete di valle, composta da persone che vivono e lavorano in Val Pennavaire: gestori di strutture ricettive e ristorative, cittadini, progettualità locali e realtà attive sul territorio. Più che partire da risposte preconfezionate, il lavoro ha scelto di mettere al centro una riflessione condivisa sul significato stesso di sostenibilità. Cosa significa accogliere visitatori senza snaturare un territorio? Come immaginare un turismo capace di generare benessere senza aumentare pressione ambientale o consumo di risorse? Quale ruolo possono avere le comunità locali in questo processo? Domande che hanno guidato gli incontri, alimentando un confronto concreto tra visioni, aspettative e possibilità.

Evento organizzato da Altopia  su Turismo Sostenibile

Aprirsi a esperienze e visioni esterne

Per arricchire il percorso sono state coinvolte anche esperienze esterne, capaci di offrire esempi concreti e stimoli utili. Tra queste, il progetto Sfuso e Diffuso di Calice Ligure, che ha portato una testimonianza su modelli di comunità, consumo consapevole e attivazione locale, mentre Alberto Conte, fondatore di Movimento Lento, ha condiviso riflessioni e opportunità legate al turismo lento e ai cammini, aprendo uno sguardo sulle potenzialità che anche la valle potrebbe sviluppare in questa direzione.

L’obiettivo non era replicare modelli esistenti, ma lasciarsi ispirare da esperienze capaci di generare domande e visioni. Tra i momenti centrali del percorso c’è stata anche una formazione dedicata al turismo sostenibile condotta da Enrico De Luca, che ha condiviso la propria esperienza maturata con Viaggi e Miraggi, realtà attiva nel turismo responsabile, e Richiamo del Bosco, progetto dedicato al rapporto tra natura, educazione e territorio. Un’occasione utile per interrogarsi non solo sui principi della sostenibilità, ma anche su come intercettare in modo più consapevole il pubblico potenzialmente interessato alla valle e comunicarne l’identità in modo coerente, evitando modelli turistici standardizzati e costruendo invece una proposta più autentica e radicata nel territorio.

Dalla riflessione alle esperienze sul territorio

Accanto agli incontri di confronto, il percorso ha dato spazio anche ad attività aperte alla comunità e ai visitatori, pensate per sperimentare concretamente pratiche coerenti con i valori emersi. Tra queste, uno swap party, nato per promuovere il riuso e la condivisione di oggetti ancora utili, e momenti dedicati alla scoperta lenta del territorio, come i trekking per famiglie che hanno coinvolto adulti e bambini in un’esperienza di esplorazione partecipata della valle. Iniziative piccole ma significative, capaci di trasformare concetti astratti in pratiche quotidiane.

Turismo Sostenibile

Un manifesto e strumenti concreti

Uno degli esiti più significativi del percorso è stata la produzione collettiva di alcuni strumenti concreti. Il primo è il Manifesto del turismo sostenibile della Val Pennavaire, un documento che raccoglie principi, desideri e impegni condivisi. Non solo ciò che il territorio si aspetta dai visitatori, ma anche ciò che la rete locale riconosce come responsabilità propria, in un’ottica di miglioramento continuo.

Accanto a questo è nato il Decalogo dell’eco trekker, pensato per accompagnare chi visita la valle con indicazioni semplici ma concrete su come viverla con rispetto e consapevolezza. Sono state inoltre realizzate due brochure con mappe e indicazioni pratiche per permettere anche alle famiglie in visita di ripercorrere in autonomia alcuni degli itinerari sperimentati durante il progetto.

Raccontare la valle con nuovi strumenti

Il percorso non si chiude qui. Nei prossimi giorni prenderà nuova forma attraverso una guida multimediale dedicata al turismo sostenibile in Val Pennavaire – grazie anche al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo -, insieme ad articoli, video e contenuti editoriali pensati per raccontare la valle da prospettive diverse: natura, sport, cultura, sapori, storie e comunità. Perché un turismo più sostenibile non passa solo da regole o buone pratiche, ma anche dalla capacità di costruire nuove narrazioni del territorio. E forse proprio questo è uno dei risultati più importanti di questo anno di lavoro: aver iniziato a immaginare insieme non solo come accogliere chi arriva, ma quale valle si desidera continuare ad abitare.