La storia di Enzo, arrivato in Sicilia grazie alla mappa di Italia Che Cambia
Restauratore, ristoratore, appassionato di fotografia e progetti sociali, Enzo ha scelto di lasciare la sua vita in Toscana per trasferirsi in Sicilia. Un cambiamento nato da un desiderio profondo e dall’incontro con una realtà scoperta sulla mappa di Italia Che Cambia.
Una tavola imbandita per un pranzo tra amici. Alfio, il padrone di casa, invita una decina di persone che fino a poche ore prima non si conoscevano tra loro e che, nel giro di un pomeriggio, si ritrovano a condividere intrecci di vita e percorsi impensabili. Succede così che, alla domanda “come mai vivi in Sicilia?”, Enzo risponda: «Grazie a Italia Che Cambia, che forse voi non conoscete!».
In quel preciso momento non ero seduta a tavola, ma in cucina. È Alfio, ridendo, a richiamare la mia attenzione: «Hai sentito cosa ha detto? Dice che forse non conosciamo Italia Che Cambia». Ignara di ciò che Enzo avesse appena raccontato, rispondo semplicemente: «Certo che sì!». Solo qualche minuto dopo, con un certo stupore, metto insieme i pezzi e capisco che io ed Enzo siamo legati da qualcosa di speciale: Italia Che Cambia.
Non sto più nella pelle. Aspetto che il pranzo finisca e gli chiedo di raccontarmi tutto, per filo e per segno. Enzo – Crescenzo è il suo vero nome, scelto in onore del nonno, ma come diceva Troisi “con i nomi lunghi si fa fatica a intercettare le persone” – è originario della provincia di Napoli, dove ha vissuto fino ai ventisette anni. Grazie al suo lavoro di restauratore si è poi trasferito in Toscana, dando inizio a un nuovo capitolo della sua vita.
Scopre nuove passioni, coltiva interessi diversi e avvia ad Arezzo, insieme alla compagna di allora, il bistrot Biolento, un nome che richiama la filosofia slow food. Un locale quasi senza fuochi dove si cucinava il minimo indispensabile. Piatti semplici e creativi realizzati con attenzione e cura, all’interno di uno spazio costruito con materiali di recupero, colorato, dall’atmosfera quasi berlinese e dall’energia inconfondibile.

Biolento non era soltanto un locale: collaborava con associazioni e realtà sociali del territorio, dagli orti coltivati da ex detenuti o ex tossicodipendenti ai prodotti che lavorano all’interno delle carceri. Al suo interno esisteva anche uno “spazio socialmente libero”, aperto a chiunque volesse organizzare una riunione, presentare un libro o dare vita a un progetto.
Un’attività intensa, capace di coniugare lavoro e impegno sociale, che Enzo e la compagna decidono a un certo punto di lasciare, vendendola a dei clienti. Da Arezzo si trasferiscono a Roma, dove alcuni frequentatori del bistrot li avevano invitati a replicarne il modello nella capitale. Dopo questa esperienza è il tempo di un nuovo trasferimento, tra Livorno e Firenze, fino a quando si fa strada la necessità di un cambiamento più radicale. Nel frattempo arriva la pandemia.
Dalla Toscana alla Sicilia grazie a una mappa che apre nuove possibilità
«Stavo cercando informazioni su cambi di vita, ecovillaggi e progetti alternativi quando mi sono imbattuto nel sito di Italia Che Cambia. Non guardo la televisione né il telegiornale, preferisco informarmi attraverso i social, la radio e le relazioni umane. La cronaca quotidiana mi interessa poco perché spesso finisce per appesantire, mentre io ho bisogno di contenuti che mi aiutino a riflettere, creare e sviluppare nuove idee», racconta Enzo. È da quel momento, ormai quasi sei anni fa, che prende forma una nuova vita. Una vita in Sicilia, nata dall’incontro tra un desiderio personale e la mappa di Italia Che Cambia.
Uno dei sogni di Enzo era infatti vivere su un’isola. Dopo tanti anni trascorsi ad Arezzo, nel cuore della penisola e circondato dalle montagne, sentiva il bisogno del mare. Sulla mappa aveva individuato numerosi progetti interessanti, spesso situati in borghi abbandonati o in zone montane, ma nessuno rispondeva davvero alle sue esigenze. Finché non scopre Bagol’Area, una realtà siciliana profondamente affine alla sua filosofia di vita, fondata sul rispetto della natura e delle persone. Lo stesso approccio che lui stesso aveva maturato nel corso degli anni. Inizia così la sua esperienza siciliana come wwoofer. Fino al luglio del 2021 si occupa della terra, della vigna, della cantina e dell’accoglienza.

«Avere a disposizione una mappa che ti mostra concretamente le alternative possibili è stato importantissimo. Avrei potuto fare questa esperienza anche altrove, ma la vicinanza al mare è stata determinante. Per me è fantastico avere campagna, montagna e mare a disposizione nel giro di pochi minuti. Con Italia Che Cambia ho trovato quello che cercavo in termini di qualità della vita: essere immerso nella natura e, allo stesso tempo, vicino a una città come Catania, capace di offrire stimoli e relazioni».
Una nuova vita tra mare, natura, lavoro e nuovi progetti
Oggi Enzo lavora nella ristorazione e ha ripreso anche il suo mestiere originario di restauratore, occupandosi di pulitura, consolidamento e interventi su intonaci, affreschi e superfici lapidee. Trova anche il tempo per coltivare le sue passioni: la fotografia, i dj set e l’organizzazione di eventi. È un vulcano di idee ed energia. Durante il pranzo racconta di un progetto che vorrebbe sviluppare a Catania, il Critical Wine. Un’iniziativa ideata da Luigi Veronelli per sostenere i piccoli produttori e promuovere vini naturali, privi di chimica di sintesi in vigna e, possibilmente, anche in cantina. Un movimento che negli anni si è sviluppato soprattutto nell’ambito dei centri sociali e che, secondo lui, manca ancora nel capoluogo etneo.
«Non è facile perché non sono del posto, ma spesso le idee più folli riesci a realizzarle proprio quando vieni da fuori e non sei intrappolato nelle dinamiche locali. Mettere insieme le persone non è semplice. A volte percepisco una certa chiusura culturale. Non so se dipenda dalla storia, dall’orgoglio o dalle difficoltà del periodo che stiamo vivendo, ma può emergere una certa diffidenza. Io però cerco sempre di costruire e di mettere sul tavolo elementi positivi. Quando incontri le persone giuste, gli ostacoli diventano molto più facili da superare», continua Enzo.
Avere a disposizione una mappa che ti mostra concretamente le alternative possibili è stato importantissimo
E nonostante le difficoltà, è ancora qui, immerso tra politica, agricoltura, vino, musica ed eventi sociali. Passioni che si intrecciano e continuano a generare nuove opportunità di scoperta. «Penso che, se una persona vuole davvero cambiare, gli ostacoli si possano superare. Certo, una famiglia e dei figli comportano maggiori responsabilità, ma spesso diventano anche un alibi. Quando il disagio diventa troppo forte, il cambiamento può essere necessario».
«Io stesso oggi faccio due lavori e lavoro sette giorni su sette, ma quando fai ciò che ti piace la fatica ha un altro significato. La vera difficoltà è uscire dalla propria comfort zone. Se non sei felice, a un certo punto devi trovare il coraggio di rompere certe catene, altrimenti rischi di lasciarti vivere invece di vivere davvero». E alla domanda “dove ti immagini tra qualche anno?”, Enzo non ha molti dubbi: «Il mio sogno rimane quello di vivere su un’isola, magari ancora più piccola della Sicilia, ma rischierei forse di isolarmi troppo».
Per ora però sta bene qui: «Mi piace l’energia di questa terra fertile, dove è facile che le cose nascano, in senso concreto e metaforico. La vera ricchezza di questo posto è la biodiversità. La qualità e la varietà dei prodotti che si trovano qui sono uniche. La Sicilia custodisce un patrimonio incredibile, una straordinaria varietà agricola e culturale. Io sono una persona che cerca la bellezza. Anche quando mi trovo in contesti non perfetti provo sempre a cercarla e spesso riesco a trovarla. E qui l’ho trovata», conclude Enzo.









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