Visi sorridenti, musici itineranti, striscioni colorati, bambini e gente di ogni età presenti in un corteo gioioso e fiero. La voglia […]
Visi sorridenti, musici itineranti, striscioni colorati, bambini e gente di ogni età presenti in un corteo gioioso e fiero. La voglia […]
L’educazione libertaria ribalta molti paradigmi che l’approccio scolastico formale e istituzionalizzato ha dato per assodati. Ne parliamo con Francesco Codello, pedagogista e insegnante, che si occupa da anni di questo approccio educativo.
Approvata in via definitiva la nuova legge elettorale; si è più che dimezzata la colonia di pinguini dell’isola di Zavodovski; è morta a Madrid Maricarmen Abascal, simbolo della lotta per il diritto alla casa.
Per Debora T. Stenta, ricercatrice e attivista su amore ed eros, intimità significa tornare ad ascoltare sé stessi: il corpo, i propri confini, i desideri e la propria vulnerabilità. Ne abbiamo parlato in occasione del ritiro sul tema, in programma a novembre alla Fattoria dell’Autosufficienza.
Nella classe di una scuola nel ragusano il crollo di una porzione di soffitto ha ferito due ragazze. Una tragedia sfiorata che ha riaperto il dibattito sui gravi problemi di edilizia scolastica, sui ritardi e sui tagli dei fondi.
Per due settimane la nostra Daniela Bartolini ha partecipato a VIHTA, una residenza temporanea in Valle Soana, in Piemonte. Un’occasione per conoscere un territorio che prova a contrastare lo spopolamento attraverso nuove imprese, servizi, collaborazione e comunità. Ecco com’è andata.
In Francia proseguono le proteste studentesche contro le condizioni delle scuole, tra scontri, migliaia di fermi e narrazioni mediatiche contrapposte; la Camera approva gli ultimi articoli della nuova legge elettorale.
Il giardiniere Stefano Passerotti racconta il giardino edibile: uno spazio in cui fiori, foglie e frutti tornano a essere anche nutrimento, senza separare bellezza e utilità.
Domenica 11 ottobre a Ronco Canavese un nuovo appuntamento di “Insieme per la Montagna Sacra”, il progetto che propone di lasciare volontariamente inviolata la cima del Monveso di Forzo. Una scelta di limite, libera e simbolica, per cambiare sguardo sulla montagna.