Israele è l’unico Stato al mondo ad avere ufficialmente riconosciuto la Repubblica del Somaliland. Ma dove si trova quest’area, qual è la sua storia e perché è così importante per il Governo di Netanyahu?
Israele è l’unico Stato al mondo ad avere ufficialmente riconosciuto la Repubblica del Somaliland. Ma dove si trova quest’area, qual è la sua storia e perché è così importante per il Governo di Netanyahu?
Dai colpi di Stato militari al genocidio “dimenticato” dei Rohingya, sin dalla sua fondazione il Myanmar è caratterizzato da scontri e conflitti. Ma forse la svolta si sta avvicinando.
Dalla partizione britannica alla disputa sul Kashmir, ripercorriamo le tappe che hanno portato la regione fra India e Pakistan a essere una delle più instabili e militarizzate al mondo.
Carestie, lotte tribali e guerra per le risorse hanno scatenato una crisi senza precedenti, da molti osservatori ritenuta fra le più gravi in atto, nello stato africano del Sudan e in particolare nella zona del Darfur.
Dal 1° aprile del 2024 il ruolo di Primo Ministro della Repubblica Democratica del Congo è stato affidato a una donna. La speranza è che questo avvenimento, inedito nella storia africana, rappresenti una svolta anche nella storia di questo paese, gravata da lotte intestine e da un processo di colonizzazione particolarmente violento che hanno portato alla situazione attuale, di cui si parla ancora troppo poco.
La tragedia di Gaza è solo l’ultima atto della questione palestinese, che si trascina da più di un secolo con guerre, accordi, tentativi di mediazione che si sedimentano. Il tutto in un’area strategica da molti punti di vista, che richiama quindi interessi e ingerenze da parte di molti attori dello scenario geopolitico globale. Ma il prezzo da pagare in termini di sofferenza e diritti negati è davvero troppo alto.
L’Africa sta cambiando. È un cambiamento di cui si vedono appena i primi germogli, ma alcune interessanti novità – dal rifiuto delle ingerenze occidentali nella politica interna ai flussi migratori di rientro, fino al caso virtuoso del Senegal – testimoniano come il continente si stia preparando a riscattarsi, emanciparsi e voltare pagina. Il mondo occidentale come reagirà?
Dagli interessi turchi, russi e americani alle tribù locali, passando per mercenari africani e l’egemonico gruppo Wagner. La Libia è sempre stata un territorio instabile, ma dal 2011 è alla completa mercé di forze opposte che stanno dilaniando il paese, pedina strategica dello scacchiere mediterraneo in cui l’unica cosa che sembra non contare sono i diritti umani basilari.
Dopo più di vent’anni di guerra civile, nel 2011 sembrava arrivata la fine delle tribolazioni per il crogiolo di popoli che abita il Sudan del Sud. Ma l’indipendenza dichiarata quell’anno non è stata che una tappa intermedia di un lungo cammino di guerre tribali e instabilità politica che dura ancora oggi in questo giovanissimo Stato dell’Africa centrale.
Il Sahara Occidentale è la terra dei Saharawi – cioè i sahariani –, anche se non ufficialmente. La regione è infatti oggetto di contese geopolitiche e di pressioni anche violente da parte del vicino Marocco. Una delicata situazione che la comunità internazionale, salvo piccole eccezioni, continua a trascurare, alimentando la condizione sociale ed economica precaria di chi vive qui.
Una sottile striscia di terra collega la Cina con l’Afghanistan e altre zone strategiche come i porti pakistani. È il Corridoio del Wakhan, da anni oggetto di interessi geopolitici e militari che però hanno conseguenze disastrose sulle minoranze etniche e religiose della regione, che vengono represse e scacciate.
L’Economist ha relegato il Tagikistan al 157° posto della classifica di democraticità dei governi mondiali. In effetti, la situazione di questa giovane repubblica dell’Asia centrale è molto complicata, profondamente influenzata da diversi vicini molto scomodi – la Russia, la Cina e l’Afghanistan dei Talebani – ma anche da tendenze interne contrastanti, come il sovietismo e il radicalismo islamico.
In una posizione strategica dell’estremo oriente si trova Timor Est, una giovane e fragile repubblica che ha conquistato l’indipendenza dopo secoli di dominio straniero. Dai coloni portoghesi alla Chiesa cattolica, passando per Stati Uniti e la vicina Indonesia, sono tante le potenze internazionali che nel corso dei secoli hanno cercato di sfruttare questo territorio, provocando una situazione che ancora oggi lo rende povero e instabile.
Una giovane repubblica uscita dalla disgregazione dell’Unione Sovietica è un interessante indicatore degli equilibri geopolitici della zona caucasica. Ma non solo: l’Abcasia è anche un territorio di grande bellezza che cerca il suo posto nel mondo, provando a emanciparsi da un’eredità di violenza e corruzione. Conosciamolo meglio.
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Buongiorno sono Vincenzo ho 49 anni, uso il condizionale, verso metà aprile fino a settembre mi dovrei spostare verso i […]
Tra il 21 e il 23 gennaio il ciclone Harry ha colpito duramente Sicilia e Calabria, lasciando danni per oltre 2 miliardi di euro. Legacoop lancia una campagna di raccolta fondi.
Dal 21 al 23 marzo il Green Days Festival porta a Saluzzo la rassegna “Cinema e Green Days”, con 26 ore di proiezioni gratuite tra classici restaurati, documentari e film sperimentali che affrontano i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Cultura, filosofia, etica sono concetti che, nell’ambito dello sviluppo sociale, sono spesso sacrificati nel nome del progresso economico. Secondo lo sviluppatore sociale Francesco Bernabei è ora di invertire questa tendenza.