Contro il piano di metanizzazione della Sardegna, Fridays For Future Italia e Greenpeace Italia organizzano per oggi, venerdì 6 settembre, il primo grande social bombing del nostro Paese. L’hastag scelto per la mobilitazione è #metaNO.
Fatti che le persone Non sanno Utili per la propria vita. Questa definizione, semplice e banale, spesso viene dimenticata. Eppure - se applicata - aiuta a discernere. In questa sezione vi proponiamo fatti UTILI davvero per cambiare noi stessi e il mondo
Contro il piano di metanizzazione della Sardegna, Fridays For Future Italia e Greenpeace Italia organizzano per oggi, venerdì 6 settembre, il primo grande social bombing del nostro Paese. L’hastag scelto per la mobilitazione è #metaNO.
Grandi opere, ecofemminismi e migrazioni. Intorno a questi tre grandi temi si articolerà il confronto che prenderà vita a partire da domani al Venice Climate Camp, un campeggio internazionale per la giustizia climatica organizzato a Venezia in concomitanza con la Mostra del Cinema dal Comitato No Grandi Navi e Fridays for Future. Dopo tre giorni di dibattiti e approfondimenti, il 7 settembre gli attivisti raggiungeranno il red carpet con una marcia climatica per ricordare che il cambiamento climatico non è un film di fantascienza ma la realtà che stiamo vivendo.
In occasione della 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia i grandi classici del cinema sono stati reinterpretati sotto gli effetti dei cambiamenti climatici da dodici noti fumettisti e illustratori italiani. La mostra è stata curata dal Centro internazionale del fumetto di Cagliari diretto da Bepi Vigna e le opere saranno presentate da Green Cross Italia, in occasione del Green Drop Award, il premio assegnato al film in gara che meglio interpreta le tematiche dell’ecologia, della sostenibilità e della cooperazione tra popoli.
Da settimane le fiamme stanno devastando diversi Paesi africani mettendo a rischio la foresta pluviale del Congo che ospita milioni di indigeni, custodisce migliaia di specie animali e vegetali e immagazzina 115 miliardi di tonnellate di CO2. Dopo gli incendi in Siberia e Amazzonia, Greenpeace rilancia l’allarme: “Se non proteggiamo le foreste, non saremo in grado di affrontare la crisi climatica che stiamo attraversando”.
Né nel Parlamento italiano, né nelle manovre per formare un nuovo governo c’è alcun riflesso della crisi climatica i cui effetti sono oggi sotto gli occhi di tutti, ovunque. Eppure c’è in Italia e nel mondo intero un “popolo” che quei fatti li ha messi al centro dell’attenzione, delle sue preoccupazioni e della sua iniziativa.
Quattrocento attivisti e attiviste di Fridays for Future, provenienti da 38 diverse nazioni, si sono incontrati dal 5 al 9 agosto 2019 e hanno redatto la Dichiarazione di Losanna sul Clima, un documento comune che esprime un’unità di intenti e tre richieste principali per contrastare l’emergenza climatica.
Molti la considerano una paladina dell’ambiente e si affidano a lei, molti altri la criticano accusandola di falsità e opportunismo. Un dibattito a ben vedere sterile, mentre nell’ombra migliaia di giovani stanno cambiando il mondo dal basso e concretamente.
Che si tratti di casa o di viaggi, di moda o di cucina, i millenial e la generazione Z sono sempre più interessati alla sostenibilità e all’adozione di comportamenti responsabili. È quanto emerge dalle ricerche fatte sul social network Pinterest.
È finita a mezzanotte di mercoledì 10 luglio la prima campagna di crowdfunding che Italia Che Cambia ha attivato per finanziare il suo documentario su Fridays For Future Italia. Ci siamo fermati al 38%, ma siamo riusciti con un prestito infruttifero interno ad arrivare lo stesso al 100% per riscattare i vostri contributi, che altrimenti sarebbero andati perduti. A settembre partirà la seconda campagna: vogliamo fare questo film e non abbiamo intenzione di mollare.
Termina fra pochissimi giorni la campagna di crowdfunding che abbiamo attivato per finanziare il documentario su Fridays For Future Italia diretto da Ezio Maisto e coprodotto da Italia che Cambia. C’è tempo solo fino al 10 luglio per aiutarci a raggiungere almeno il 50% dell’obiettivo!
Emergenza climatica. Sempre più città si stanno risvegliando da un letargo durato troppo a lungo e ora anche la città di Torino, in una mozione proposta grazie all’impegno dei ragazzi e delle ragazze del gruppo torinese di Fridays For Future ed approvata dalla giunta comunale all’unanimità, dichiara la sua volontà ad agire concretamente contro l’emergenza climatica e ambientale.
Si parla tanto del caso Sea Watch, ma troppo poco degli effetti del cambiamento climatico, che nei prossimi decenni spingeranno decine di milioni di persone a emigrare. Intanto, nel giorno più caldo della storia francese recente, la gendarmeria spruzza lacrimogeni in faccia ai manifestanti per l’ambiente. Ecco alcune riflessioni del movimento Fridays For Future.
“Le due lotte, quella per un pianeta vivibile e quella per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, sono intimamente connesse, anzi: inscindibili”. Le ragazze ed i ragazzi di Fridays for Future scrivono una lettera aperta ai lavoratori e a tutte le organizzazioni sindacali, interlocutori ineludibili in questa emergenza planetaria in atto.
Chi sono i ragazzi che in Italia seguono l’esempio di Greta Thunberg e organizzano gli scioperi della scuola per il clima? Quali sono i valori che li smuovono, i loro obiettivi, le loro contraddizioni? Dove possono arrivare? Con quali forme e azioni? Italia Che Cambia lo sta scoprendo seguendo alcuni di loro, per un documentario dal titolo provocatorio diviso in più capitoli ambientati in diverse città.
Due domeniche al mese negli spazi pubblici concessi dal comune di Jesi le persone lasciano vestiti e oggetti che non usano più a disposizione di chi ne ha bisogno. Ispirata dalla mobilitazione per il clima di Fridays for Future e da un viaggio a Berlino, l’iniziativa basata sullo scambio, il recupero e la condivisione ha preso il nome di Sharing For Future ed è stata lanciata da Caterina Solustri, giovane donna marchigiana che abbiamo intervistato.
Il freddo di queste ultime settimane ha delle solide spiegazioni scientifiche e così come gli altri eventi metereologici estremi cui sempre più spesso assistiamo – alluvioni, siccità, grandine e neve fuori stagione – è proprio conseguenza dei cambiamenti climatici. Un concetto molto semplice che però, commenta Greenpeace, sembra non essere molto chiaro ad importanti esponenti del governo.
Il giorno dopo la seconda mobilitazione globale per il clima, una delegazione di attivisti di Fridays For Future ha occupato il Parlamento Europeo a Bruxelles e piantato tende e striscioni all’interno della sede dell’Assemblea elettiva europea proprio nel weekend in cui si tengono le elezioni per la nuova rappresentanza.
Da mesi diamo voce alla mobilitazione mondiale ispirata da Greta Thunberg. Più volte siamo scesi in piazza per ascoltare le testimonianze dei giovani attivisti. Oggi parteciperemo al secondo sciopero mondiale per il clima indetto da Fridays for Future. Sempre, come fatto in questi anni, daremo voce e sosterremo chi si attiva per un cambiamento positivo in una direzione di maggiore sostenibilità ambientale, economica, sociale e culturale.
Una “rete di valore aperto” per promuovere progetti, eventi e buone pratiche volti alla riduzione dell’impronta ecologica individuale in Friuli-Venezia Giulia. Abbiamo intervistato Francesco, che dopo un’esperienza da cervello in fuga in giro per il mondo, è rientrato in Italia per raccontare e diffondere la filosofia Zero Waste attraverso una comunità virtuale territoriale.
“Noi insegnanti ed educatori italiani e tutti i sottoscrittori di questo appello riconosciamo come il collasso climatico e del mondo naturale di origine antropica costituisca con tutta evidenza una emergenza mondiale non più procrastinabile”. Gli insegnanti per il futuro – Teachers for future trasmettono a tutti i dirigenti scolastici le Linee guida utili per la Dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica.