12 Mag 2015

Scambio di cibo e altre strategie per una comunità senza sprechi

Scritto da: Redazione

Ogni famiglia italiana spreca in media 400 euro all’anno di spesa. Uno studio di un centro di ricerca milanese analizza questo […]

sharing-healthy-foodOgni famiglia italiana spreca in media 400 euro all’anno di spesa. Uno studio di un centro di ricerca milanese analizza questo dato e cerca soluzioni a livello istituzionale. Anche dal basso ci si muove contro gli sprechi: dalla realizzazione di piattaforme online di “scambio di cibo” a libri illustrati di denuncia.

 

Un’indagine sul sistema alimentare della città di Milano è la prima fase della costruzione di una “Food Policy”, uno strumento per gestire e migliorare lo stile di vita dei cittadini.

 

A portare avanti questo ambizioso progetto è il centro di ricerca “Economia e sostenibilità”, attivo sulle tematiche della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

 

“Stiamo portando avanti un lavoro strutturato e complesso che ci terrà impegnati a lungo” spiega Andrea Calori, tra i responsabili del progetto “iniziando da un’analisi delle abitudini alimentari dei milanesi e del sistema di produzione, distribuzione e consumo. La nostra ricerca è terminata con l’individuazione di dieci questioni chiave su cui lavorare. L’obiettivo finale è quello di trovare strategie e politiche per migliorare i meccanismi sottesi a questo sistema e metterle a disposizione delle istituzioni”.

 

 

 

Tra i punti individuati da Economia e sostenibilità vi è quello relativo agli sprechi alimentari: secondo la ricerca gli italiani spendono circa 500 euro al mese per i prodotti alimentari e ogni anno ne sprecano 454. Nella direzione di contingentare gli sprechi alimentari va il progetto “I food share”, una piattaforma online che consente da un lato di donare il cibo e dall’altro di riceverlo gratuitamente.

 

Di sprechi e consumo si occupa il delizioso libretto illustrato “I due pappagalli pigliatutto” , edito da Terra Nuova Edizioni. Realizzato dall’autore colombiano Dipacho il lavoro è una allegoria per immagini sui pericoli del consumismo.

 

 

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