16 Mag 2017

Kalulu, prodotti locali e genuini alla portata di tutti

Scritto da: Elena Risi

Rendere il consumo di prodotti locali e genuini un fenomeno “di massa” e non un lusso riservato a pochi fortunati. È questo l'obiettivo di Kalulu, il portale che promuove la filiera corta, aiuta i piccoli produttori a raggiungere nuovi clienti e abbatte l'inquinamento dovuto ai trasporti della grande distribuzione.

Mangiare sano in città è possibile, Kalulu  è un modo per farlo. Il portale ha l’obiettivo di promuovere la filiera corta mettendo in contatto diretto chi produce e chi consuma, garantendo la vendita di prodotti di qualità a costi contenuti. Il progetto nasce da un’idea di Emanuel Sabene, poi il team si è ingrandito grazie alla collaborazione di Giorgio Scrocca e Domenico Angilletta che hanno contribuito a lanciare il servizio, fino ad arrivare alla piattaforma che è oggi, con oltre 400 aziende iscritte e 40 mila utenti.

 

Come funziona? Basta iscriversi indicando il proprio indirizzo di residenza, da quel momento Kalulu segnala via e-mail tutte le offerte in corso nei punti di consegna più vicini e all’utente non rimane che prenotare la propria spesa nel giorno e all’orario stabiliti.

basket-of-veggies jpg

Lo strano nome ha un significato ben preciso e richiama gli obiettivi del progetto, “Kalulu è il coniglio protagonista di una serie di favole africane” – racconta Emanuel – “in una di queste, Kalulu convince il re leone a seguire un’alimentazione più sana, a beneficio di tutti gli altri animali della foresta. Metaforicamente, è un po’ quello che cerchiamo di fare anche noi”.

 

Per spiegare l’utilità di questa iniziativa è necessario fare una premessa. I prodotti che arrivano oggi sulle nostre tavole hanno percorso una media di 354 chilometri, consumato 123 litri di benzina e prodotto 948 grammi di emissioni per ogni chilo di merce.

 

“Noi vogliamo proporre un modello che renda il consumo dei prodotti locali un fenomeno di massa e non un lusso riservato a pochi fortunati” – spiega Emanuel – “crediamo che vendere un alimento fresco di giornata e a chilometro zero, possa essere competitivo con il prodotto della grande distribuzione”. E prosegue spiegando il grande paradosso che c’è alla base della GDO:  per fornire la massima scelta garantendo il profitto, si finisce con il privare i clienti della scelta. Puoi decidere se comprare un pomodoro san marzano o un pachino in qualsiasi momento dell’anno, ma non puoi decidere da dove viene.

20160115-things-never-to-but-at-supermarket-

La logica del profitto porta sulle nostre tavole cibo che viene prodotto in luoghi lontani, sempre più spesso fuori dall’Italia se non addirittura fuori dal continente. Se il prezzo finale è ancora conveniente bisogna chiedersi a quale prezzo (fuor di scontrino) si rende possibile tutto questo. Cosa è successo nel luogo di produzione e durante il trasporto? Quante e quali risorse non rinnovabili sono state impiegate per spostarlo e conservarlo? Se nella grande distribuzione, per ogni euro di prodotto che acquistiamo, 80 centesimi vanno ai costi di trasporto, logistica e intermediazione, solo 20 centesimi sono destinati a garantire la qualità di quello che mangiamo. Troppo poco. Grazie a questa piattaforma invece, mangiare sano a un prezzo ragionevole può tornare a essere un diritto.

 

 

“Abbiamo calcolato che ad oggi i nostri utenti hanno contribuito per un taglio complessivo di 1500 tonnellate di CO2 passando dalla grande distribuzione alla vendita diretta” – conclude Emanuel – “un numero enorme che ci rende davvero orgogliosi del nostro lavoro. A noi piace pensare che per ogni cassetta che viene consegnata, compresa nel prezzo c’è un po’ di aria pulita da respirare tutti insieme”.

 

 

Articoli simili
Autosufficienza e consumo critico: ecco come vivere in maniera etica ed ecologica – Un viaggio lungo dieci anni #5
Autosufficienza e consumo critico: ecco come vivere in maniera etica ed ecologica – Un viaggio lungo dieci anni #5

Da Berrino a Lumera, appuntamento al Macrolibrarsi Fest per parlare di stili di vita sostenibili
Da Berrino a Lumera, appuntamento al Macrolibrarsi Fest per parlare di stili di vita sostenibili

Alan e Francesca, due “itineranti della domenica” che riscoprono attivamente le Valli dell’Ossola col progetto Itinerarium
Alan e Francesca, due “itineranti della domenica” che riscoprono attivamente le Valli dell’Ossola col progetto Itinerarium

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

I programmi dei partiti ai raggi X – #585

|

Oggi “sciopero creativo” per il clima e per il futuro!

|

La Sicilia Che Cambia: vi raccontiamo cosa sta succedendo sull’isola!

|

Retake scende in campo per il World Cleanup Day: milioni di persone puliscono il territorio

|

Zō trasforma Catania in un centro internazionale della rivoluzione artistica e musicale

|

Andrea di Nebraie: “Sono tornato in val Borbera per far rinascere il territorio”

|

Impresa che cambia: scopriamo gli esempi virtuosi insieme ai loro protagonisti

|

Italia Che Cambia si presenta! Un viaggio lungo dieci anni per raccontare il cambiamento