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2 Gen 2018

Investimenti sostenibili e responsabili

Scritto da: Domenico Villano

L’investimento sostenibile e responsabile è una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso.

Qui di seguito troverete un estratto di uno dei moduli di educazione critica alla finanza realizzati dalla fondazione finanza etica, nell’ambito del progetto EducarCi: si tratta di una piattaforma multimediale per la formazione, gratuita e accessibile a tutti, il cui lancio è previsto per l’inizio del prossimo anno. Sulla piattaforma potrete vedere dei brevi video, realizzati in collaborazione con esperti e professori, scaricare un kit pronto all’uso (slide, video, canovacci, testi, link) per l’organizzazione di seminari e discussioni, approfondire i temi trattati, leggendo brevi schede riassuntive e continuare il percorso con collegamenti ipertestuali alle più svariate pubblicazioni e organizzazioni.

 

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Nella definizione del forum per la finanza sostenibile “l’investimento sostenibile e responsabile è una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso”.

 

Elemento fondamentale degli investimenti responsabili è in primo luogo l’orizzonte temporale, ovvero il lungo periodo: l’investitore responsabile cerca dunque quelle aziende che hanno un modello di business che consente loro di sopravvivere a qualsiasi condizione di mercato; per fare questo non dimentica di analizzare dati societari di più breve periodo ma considera tutti i dati in un orizzonte temporale più lungo.

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Quali dati vengono presi in considerazione per decidere in quali settori o società investire?
Per un investitore sostenibile e responsabile sono fondamentali tutti i dati economico-finanziari presi in considerazione dalle analisi più tradizionali, ma essi vengono integrati con dati aggiuntivi che riguardano le dimensioni ambientali, sociali e di governance  (in gergo ESG). L’idea dell’investimento responsabile è che l’analisi dei dati sopracitati sia necessaria per recepire informazioni rilevanti volte a identificare se una azienda sia esposta a rischi socio-ambientali e di governance e quanto sia in grado di gestirli; Integrare l’analisi tradizionale con queste informazioni consente all’investitore responsabile di prendere scelte di investimento migliori poiché basate sull’acquisizione di un numero maggiore di dati rilevanti.

 

Qual è l’obiettivo degli investimenti responsabili?
Creare valore sostenibile per l’investitore: ovvero creare performance aggiustate per il rischio in linea con quelle di mercato se non superiori ad esse seguendo nella scelta dell’universo investibile rigorosi criteri sociali e ambientali. Va quindi sfatato il mito che l’investimento responsabile sia un investimento di nicchia per persone che vogliono fare beneficenza. I fondi sostenibili hanno infatti performance in linea con quelle dei loro competitor di mercato.

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Oltre ai criteri ESG, quali sono le principali strategie per fare investimenti responsabili?

– Esclusione di settori e attività controverse: ad esempio produzione di armi, gioco d’azzardo, tabacco.
– Esclusione di società coinvolte in violazioni di norme e convenzioni internazionali: ad esempio violazioni dei diritti umani, dei diritti lavoratori, produzione di bombe a grappolo.
– ESG best in class: partendo dall’analisi ESG delle performance aziendali, a ogni società viene dato un voto, una volta raggruppate le società per settori omogenei (automobili, abbigliamento ecc. ) vengono incluse nell’universo investibile le aziende con punteggio ESG più alto per ciascuno dei settori.
– Investimenti tematici: si concentrano gli investimenti in società coinvolte in determinati settori coerenti con il concetto di sviluppo sostenibile: ad esempio la gestione dell’acqua, il cambiamento climatico, la produzione di energie rinnovabili.
– Engagement: dall’universo di partenza non si esclude a priori alcuna azienda, poiché l’obiettivo in questo caso è dialogare con le amministrazioni societarie o votare nelle assemblee sui temi ESG per favorire l’introduzione di pratiche virtuose.
– Impact investing: l’obiettivo in questo caso è generare un impatto sociale, con il vincolo di avere un ritorno economico di mercato almeno pari al tasso d’inflazione:  esempi di questo tipo sono gli investimenti in microfinanza o social housing.

 

È dunque possibile affermare che società di gestione del risparmio che attuino una o una combinazione di queste strategie facciano investimenti sostenibili e responsabili.

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La Società leader nel nostro Paese nel settore degli investimenti responsabili è Etica Sgr del gruppo Banca Etica, con una quota di mercato che secondo le ultime rilevazioni di Assogestioni1 è pari al 48%. Etica Sgr è una società di gestione del risparmio operativa dal febbraio del 2003, che istituisce, promuove e gestisce esclusivamente fondi comuni d’investimento socialmente responsabili con lo scopo di “rappresentare i valori della finanza etica nei mercati finanziari, sensibilizzando il pubblico e gli operatori finanziari nei confronti degli investimenti socialmente responsabili e della responsabilità sociale d’impresa”.

 

La somma delle attività di finanza etica e sostenibile in Europa è oggi pari a 715 miliardi di euro: quasi il 5% in rapporto al prodotto interno lordo totale dell’Unione europea; questa è la grande notizia che emerge dalla prima ricerca2 sulla finanza sostenibile in Europa, presentata da Fondazione Finanza Etica il 27 novembre a Montecitorio. Questi risultati sono stati raggiunti grazie alla partecipazione di migliaia di cittadine e cittadini che hanno creduto nella possibilità di costruire insieme una finanza diversa, orientata al bene comune.

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