16 Apr 2018

Greenpeace: “Dimezzare carne e latticini entro il 2050”

Scritto da: Greenpeace

Se vogliamo salvare il clima, la natura e la nostra salute è necessario dimezzare entro il 2050 la produzione di carne e di prodotti lattiero caseari. È quanto afferma Greenpeace nel rapporto “Meno è meglio”.

Se vogliamo evitare gli impatti più devastanti dei cambiamenti climatici e rispettare l’Accordo di Parigi dobbiamo dimezzare produzione e consumo globale di carne e prodotti lattiero caseari entro il 2050. Lo afferma il rapporto di Greenpeace “Meno è meglio”

 

In Europa la riforma della PAC (Politica Agricola Comune) deve facilitare la transizione dal modello degli allevamenti intensivi a forme di agricoltura e di allevamento ecologiche. “La Politica Agricola Comune ci sta spingendo verso un baratro di insostenibilità. Gli allevamenti intensivi sono una grande fonte di emissioni di CO2, di inquinamento dell’aria e dell’acqua e possono causare seri problemi alla salute tra cui lo sviluppo della resistenza agli antibiotici” afferma Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.

 

“L’Italia e l’Unione europea devono garantire che l’imminente riforma della PAC acceleri il passaggio a una produzione sostenibile di ortaggi e verdure e a ridurre gli allevamenti industriali, ritirando il sostegno della produzione intensiva di animali”.

dimezzare-carne

Tre animali su quattro allevati in Europa sono tenuti in un ristretto numero di grandi allevamenti intensivi, mentre i piccoli produttori hanno ridotto il loro bestiame del 50 per cento. Se non affrontiamo rapidamente la questione, il contributo dell’agricoltura alle emissioni di gas serra nel 2050 potrebbe arrivare al 52 per cento delle emissioni totali. Il 70 per cento di questo contributo è previsto proprio dai settori della produzione di carne e prodotti lattiero-caseari. In Europa gli allevamenti contribuiscono già alle emissioni di gas serra per il 12-17 per cento. Inoltre gli allevamenti contribuiscono all’inquinamento dell’acqua, in particolare con azoto e fosforo, e dell’aria, soprattutto con emissioni di ammoniaca e polveri sottili (PM2.5).

 

Non meno gravi gli impatti sanitari: per l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), l’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) la resistenza agli antibiotici è “una delle maggiori minacce alla salute umana”. Un rapporto congiunto EFSA/ECDC conferma la presenza negli animali allevati di batteri che hanno sviluppato resistenza ad antibiotici di importanza cruciale. E l’Italia è seconda solo alla Spagna in Unione europea per uso di antibiotici negli allevamenti.

 

“La necessità di ridurre domanda e offerta di prodotti di origine animale è ormai il pensiero dominante nella comunità scientifica. Solo una significativa riduzione del consumo di carne e latticini ci garantirà un sistema agroalimentare adatto per il futuro, a beneficio degli esseri umani e del Pianeta” afferma il professor Pete Smith, Università di Aberdeen, che ha preso parte ai lavori dell’IPCC (Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici).

 

 

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
I polpi, animali sorprendenti per le capacità senzienti e intellettive, corrono un grave pericolo
I polpi, animali sorprendenti per le capacità senzienti e intellettive, corrono un grave pericolo

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”
I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”

Anche le grandi aziende alimentari contro le gabbie negli allevamenti
Anche le grandi aziende alimentari contro le gabbie negli allevamenti

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Il problema della siccità non è scomparso – #661

|

Mouloud, la bottega tessile nata sulle isole Eolie tra tradizione e sostenibilità ambientale e sociale

|

Baskin, il basket più bello e più inclusivo in cui atleti disabili e non giocano insieme

|

Ashoka fellow: è aperta la chiamata per innovatori e innovatrici sociali da inserire nella rete

|

La scuola condivisa che esce dalle mura scolastiche: a Chieri un nuovo patto di collaborazione

|

È tutto pronto per il Carnevale di Scampia, fra fermento sociale e ingiustizie burocratiche

|

Capire l’India contemporanea

|

Dalla sintesi fra oriente e occidente alla rivoluzione dell’educazione: il futuro secondo Sujith Ravindran – Meme! #43