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30 Gen 2019

Una babele di semi: uno scambio all’insegna dell’autoproduzione e degli antichi saperi

Scritto da: Lorena Di Maria

Semi, marze, piantini, bulbi, pasta madre e saperi. Domenica 3 febbraio a Cascina Roccafranca avrà luogo “Una Babele di semi”, l’evento dedicato allo scambio reciproco di semi autoprodotti, una giornata di festa all’insegna di nuove conoscenze ed esperienze. Giunta alla sua ottava stagione, avrà luogo a Torino a Cascina Roccafranca, nel nome della biodiversità agricola e dell’economia locale.

Mani aperte che donano e ricevono semi, mani forti che coltivano la terra, mani che raccolgono i frutti di un lavoro faticoso e pieno di passione. Le mani del contadino e dell’agricoltore raccontano di storie e saperi antichi che guardano al passato della nostra tradizione e al futuro della nostra evoluzione.

 

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Una Babele di Semi è la fiera che, quest’anno per l’ottava edizione, riunisce agricoltori, contadini, curiosi ed appassionati che arrivano da tutt’Italia per incontrarsi e vivere una giornata all’insegna dello scambio.
L’evento avrà luogo domenica 3 febbraio a Torino negli spazi interni ed esterni di Cascina Roccafranca a Mirafiori sud. Protagonista dell’incontro sarà la condivisione di semi e sementi, così come l’esperienza reciproca delle tradizioni che ci legano da secoli alla terra e alla nostra storia.

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Perché i semi?
“Da sempre il seme è legato alla terra ed al territorio in cui cresce e si evolve. Altrettanto, almeno negli ultimi dodici mila anni, anche agli individui che se ne cibano, che lo coltivano e che lo portano con sè durante i loro spostamenti. Culture, abitudini, tradizioni, comunità sono cresciute e si sono modellate attorno al frutto dei semi, in un legame reciproco ed indissolubile” afferma Asci Piemonte.

 

Celebrare la biodiversità e l’agricoltura contadina in tutte le sue forme, in una giornata all’insegna del libero scambio, in cui il baratto fa da sostituto al denaro. Lo scambio di semi antichi rappresenta una pratica fondamentale in quanto rende possibile il ritorno ad un modello di agricoltura sostenibile e libero dalle logiche di mercato.

 

L’evento mette in luce la salvaguardia della biodiversità locale e la coltivazione della diversità e qualità alimentare, “il tutto dentro una giornata di festa e di scambio di semi autoprodotti e saperi. Perché siano i semi del futuro, per dare un valore tangibile alla biodiversità agricola in campo ed all’agricoltura contadina senza veleni nel nostro quotidiano, per una risposta concreta, nel nostro piccolo”.

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“Semi locali e localismi”, il tema di quest’anno.
“Chilometro zero, prodotti tradizionali, mercati di produzioni locali sono le parole oggi più ricorrenti che evocano quel legame. Ma assieme alla valorizzazione delle produzioni locali e del territorio si corre il rischio di prestare il fianco ai vari localismi ed identitarismi che creano muri divisori e barriere? Che senso ha dunque per il mondo rurale lo sforzo di recupero e di favorire l’adattamento in campo di vecchie varietà?”

 

Uno scambio di stimoli ed esperienze che ci farà riflettere sulla biodiversità che stiamo perdendo e che ci accompagnerà in un percorso inverso a partire dal quale ricreare questa biodiversità.

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Programma
h 9.30 apertura fiera dello scambio semi
Laboratori dei saperi
h 10.00: tavola rotonda aperta “Semi locali e localismi” con il contributo di Stefano Capello, Paola Migliorini, Filippo Barbera, Luca Ferrero
h 12.00: cuciniamo con cibi senza frontiere
h 14.30: laboratorio pratico di ulivocoltura: coltivazione in piemonte, innesti e potature
h 15.00: laboratorio bimbi (4-6anni) Piccoli Semi
h 10.30-15.30: La Piccola Mostra di mele coltivate in Piemonte
– Mostra di grani teneri antichi
Spazio bimbi durante tutta la giornata.

 

Pranzo autogestito e condiviso al Tavolo dell’Abbondanza. Portare vivande, piatto/bicchiere/posate, zero denaro.

 

Per partecipare allo scambio sarà necessario munirsi di un tavolino di 1 metro e compilare la scheda dei semi presente sul sito della “Rete Semi Rurali“.

 

 

Foto copertina
Didascalia: Sementi
Autore: Unsplash
Licenza: CCO Creative Commons

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia

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