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27 Giu 2019

Oltre ciò che dicono

Scritto da: Redazione

Pubblichiamo l’elaborato realizzato dai ragazzi della classe 3AL dell’Istituto di Istruzione Superiori V. Floriani di Vimercate nell’ambito del progetto di educazione alla legalità “Facci Caso!”, realizzato da Co2 Crisis Opportunity Onlus in collaborazione con Italia che Cambia e Cross – Osservatorio sulla Criminalità Organizzata Università degli studi di Milano; con il supporto di Assolombarda Confindustria Milano, Monza, Brianza e Lodi.

Al di là delle apparenze e dei pregiudizi, pur tra mille difficoltà nascono oggi numerose associazioni che combattono la mafia e la disoccupazione. Fin da piccolo ogni italiano ha la percezione che il paese in cui vive sia caratterizzato principalmente da aspetti negativi, quali ad esempio mafia, corruzione, criminalità, disoccupazione.

 

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Ciò che contribuisce a dare negatività all’immaginario comune viene trasmesso da ogni tipo di realtà: da quella familiare a quella più ampia dei media e della televisione. Molto spesso queste realtà vengono però presentate in modo distorto e non completo ed esaustivo.
Facendo delle interviste alla popolazione italiana e chiedendogli dove sia situata la Mafia sul territorio, essi indicherebbero con molta probabilità il sud Italia.

 

E se venisse detto loro che la Mafia è presente in tutta la penisola? Probabilmente la maggioranza degli intervistati tenderà comunque a pensare che così non sia, perché non essendo mai entrati a contatto con questa realtà, continueranno a pensare che il loro paese sia “pulito” da ogni tipo di criminalità e disonestà. Ma non è così. Ci è sempre stato sottolineato che la Mafia è tipica delle regioni meridionali, ma in pochi hanno denunciato ad esempio, la Mafia Milanese.

 

È sicuramente vero che il tasso di criminalità è notevolmente minore al nord rispetto che al sud; ma questo non cambia le cose: è proprio questa mancanza di consapevolezza che aggrava la situazione. La maggior parte dei cittadini milanesi è convinta di non essersi mai avvicinata a questa realtà ed è proprio questa maggioranza che si sbaglia. Se si è ignoranti sull’argomento è facile cadere in errore. Non bisogna pensare alla Mafia come qualcosa di lontano. Si può infatti entrare facilmente in contatto comprando dei banali pomodori al supermercato, che nascondono provenienza mafiosa; giocando alle slot-machine che si trovano nei bar o acquistando opere d’arte che derivano da denaro riciclato.

 

La Mafia è dunque sotto gli occhi di tutti, ma non ci si accorge di essa se non viene denunciata. A questo scopo, come vedremo più avanti, in Brianza, come nel resto d’Italia, sono sorte numerose associazioni che mirano a raccogliere e presentare iniziative sui temi della legalità.

 

Inoltre, al problema della Mafia, si affianca quello della disoccupazione. Anche in questo caso i mass media tendono a sottolineare esclusivamente i lati negativi, non focalizzandosi sugli innumerevoli progetti nati per far fronte a queste situazioni, influenzando così il pensiero di tutti.

 

Raramente si sente parlare di realtà che creano lavoro da situazioni di difficoltà e perciò difficilmente si arriva ad una soluzione concreta, ma in realtà l’Italia è costellata di progetti di rinnovamento sociale. Detto ciò possiamo dire che l’immaginario della popolazione è stato gravemente distorto; basti pensare al falso immaginario che prevede un mondo diviso, nel quale al nord non si ha presenza di alcun tipo di criminalità organizzata e meno disoccupazione, mentre al sud ci sia una notevole presenza di criminalità, organizzazioni di stampo mafioso e più disoccupazione.

 

Prima di giudicare, bisogna dunque informarsi, mediante delle ricerche, delle associazioni, dei mezzi mediante i quali si riescano a trovare delle soluzioni a tutto questo.

 

Anche la Brianza contro la mafia: Noi studenti dalla parte della legalità per costruire un nuovo immaginario collettivo
Come abbiamo visto uno dei miti da sfatare è che la mafia sia presente in Italia solo al Sud, quando invece risiede anche al Nord. Per fronteggiarla, tra le altre cose, sono nati molti progetti sulla legalità che mirano alla sensibilizzazione degli studenti attraverso l’educazione scolastica per fargli conoscere realtà che vengono sempre più sottovalutate.

 

Con una semplice ricerca quattro studentesse (che hanno scritto questo articolo) hanno trovato molte associazioni promotrici della legalità tra cui:

 

– “Cittadinanza, Legalità, Sviluppo”​ a Seregno. In seguito a determinati eventi che hanno condotto alle dimissioni del sindaco e del Consiglio comunale di Seregno, una quindicina di associazioni seregnesi della sinistra e dell’area cattolica (Acli, Anpi, Casa della Sinistra, Cgil, Cisl, Agesci…) hanno costituito una Rete Seregnese delle Associazioni per “sollecitare la società civile e promuovere legalità, condizione necessaria per lo sviluppo”. Una rete per​ la giustizia sociale, la tutela dei diritti, la politica trasparente, l’essere cittadini all’altezza dello spirito e dei principi della costituzione. Una rete contro​ le mafie e la corruzione, i fenomeni di criminalità e collusione;

 

– Sportelli “Riemergo” ​in Brianza. Gli sportelli riemergo delle camere di commercio lombarde sono una rete di sostegno e di prevenzione sui territori. Sono al fianco degli imprenditori e dei professionisti e dei cittadini nel contrasto ai fenomeni di usura, corruzione e contraffazione. Sono un punto di riferimento di informazione e di sensibilizzazione per chi ha bisogno di supporto o accompagnamento sulle drammatiche realtà che coinvolgono anche il territorio lombardo e rischiano di travolgere un numero sempre più elevato di imprese. Gli sportelli “Riemergo” raccolgono segnalazioni di imprenditori e di cittadini nell’ambito della criminalità economica. Lo fanno in modo anonimo o comunque confidenziale. Gli sportelli mettono a disposizione locali nel caso sia necessario un incontro tra utente e i partner tecnici del progetto. Questi sportelli puntano soprattutto a far si che riemerga la legalità;

 

– “Associazione Bang” ​nata in Brianza. Bang è un’associazione di promozione sociale che punta a promuovere una cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente, basata sui principi della Costituzione: una cultura contro ogni forma di emarginazione, razzismo, xenofobia, intolleranza, disagio, criminalità. Bang vuole essere un punto d’incontro e riferimento per tutti coloro che intendono avvicinarsi ad attività culturali, di informazione e ludiche. L’Associazione Bang è nata da un’idea di giovani brianzoli nel settembre 2014;

 

– Brianza siCura​ è un progetto intercomunale di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso e al fenomeno della corruzione.

L’idea di fondo è quella di opporre la cura collettiva degli interessi generali alla prepotenza del fenomeno criminale mafioso e ai subdoli attacchi della corruzione che impoveriscono il tessuto economico e la qualità dei servizi pubblici. Questo progetto ha avviato un percorso volto a elaborare strumenti di prevenzione efficaci, coltivando in particolar modo la consapevolezza e la conoscenza.

L’obiettivo di queste associazioni è, oltre a quello di proteggere le vittime della mafia, quello di creare un immaginario nuovo e positivo; un immaginario in cui non sia “figo” e normale essere criminale poiché i ragazzi che crescono in quel determinato ambiente coltivano l’idea che quella sia la normalità.

È quindi necessario creare un nuovo immaginario che parta proprio da noi studenti attraverso l’educazione scolastica.

 

 

Come trovare lavoro in Brianza attraverso associazioni che combattono la disoccupazione mediante la legalità.
In Italia, la gente sostiene che non ci sia e che non si trovi facilmente lavoro. Per questo la maggior parte delle persone, in particolar modo i giovani di fronte a determinate situazioni decidono di trasferirsi per cercare lavoro altrove; ad esempio quelli che decidono di spostarsi dal sud verso il nord, o dall’Italia all’estero. Ma così facendo, nella maggior parte dei casi, non risolvono il problema ma lo trasferiscono in un altro luogo: come emerge nello stereotipo dell’immigrato che toglie lavoro all’italiano.

 

La maggior parte delle persone è quindi convinta che il lavoro scarseggi e non si trovi vicino a loro, a causa di molti fattori: in particolare la grande crisi del 2008, nata in seguito a una crisi finanziaria del mercato immobiliare, che ha portato la chiusura di molte aziende e di conseguenza la disoccupazione di migliaia lavoratori.

 

Questo è un effettivo problema, al quale se ne aggiungono altre false convinzioni che alimentano questo luogo comune: come la forte percentuale di immigrazione che ha creato malcontento anche dal punto di vista lavorativo in molte regioni di Italia, tra cui la Lombardia.

 

I mass media, trattano giustamente questi problemi oggettivi, ma stesso tempo non affrontano con la stessa frequenza e cura le relative soluzioni esistenti. Queste ultime sono proposte da associazioni e aziende (non conosciute perché faticano ad emergere )  nate, in molti casi, in virtù di un processo di legalità. Alcune di queste ad esempio; si stabiliscono in edifici confiscati alla mafia e riadattate alla legalità; per far fronte al problema della mancanza di lavoro.

 

Nel nostro territorio possiamo incontrare molte di queste realtà, che si trovano facilmente attraverso un’agile ricerca su Google, ad esempio tra queste:
AFOL: la quale interviene in ambito di intervento pubblico che è in grado di garantire servizi ai cittadini.
GATE BRIDGE: questa si propone l’obbiettivo di favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

 

Nel 2016 nel territorio brianzolo nascono gli sportelli “RiEmergo”, cioè una rete di sostegno e di prevenzione. Oggettivamente oggi si incontrano molte difficoltà nella ricerca di lavoro, è però altrettanto vero che esistono sempre più soluzioni accessibili alla conoscenza di tutti.

 

Realizzato da: Biffi Aurora, Brognoli Ambra, Ceruti Aurora, Premoli Lisa, Viganò Alfredo, Diletta Lusenti, Manal Madani, Margherita Pisano, Irene Vergani, Atena Caselli, Marta Scribani, Lara Lorenzon e Ilaria Giangualano.

 

Leggi l’articolo di Daniel Tarozzi sul progetto Facci Caso!

 

 

#IoNonMiRassegno 17/1/2020

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