2 Set 2019

Nei comuni italiani nasce l’assessore alla gentilezza

Scritto da: Lorena Di Maria

Sta nascendo in sempre più comuni italiani l’assessore alla gentilezza: una figura che, scelta all’interno dell’amministrazione, si faccia promotrice e portavoce di “atti gentili” e di rispetto in tutte le sue forme, stimolando soluzioni concrete affinchè chiunque possa contribuire a rendere la società più aperta, inclusiva e rispettosa.

“Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso” è un messaggio clandestino che, nelle diverse lingue, ha fatto il giro del mondo giungendo anche sui muri delle nostre città e capace, nella sua semplicità, di darci un insegnamento di rivoluzionaria gentilezza.

 

A chi non è mai capitato di essere vittima di comportamenti scorretti o maleducati? Magari piccoli gesti o semplici parole che, con la loro portata, sono capaci di rovinarci anche la giornata più serena, rendendoci suscettibili o insicuri, a volte nervosi o persino arrabbiati.

 

Talvolta di quegli atti negativi ne siamo artefici senza neanche rendercene conto, innescando un processo inesorabile che, come una catena, ci contagia.
Tra vicini di casa, tra compagni di scuola, in coda alle poste o in macchina nel traffico: non abbiamo tutti bisogno di più gentilezza?

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Da oggi esiste una figura creata apposta per questo: si chiama “Assessore alla Gentilezza”, una persona che, scelta appositamente tra gli assessori e i consiglieri comunali, avrà il compito di diffondere e stimolare atti gentili tra le persone. La proposta è stata rivolta ai sindaci di tutt’Italia dall’associazione Cor et Amor e dal Movimento Mezzopieno, realtà torinesi che da anni si occupano di promuovere sul territorio lo sviluppo del benessere umano e di una società più inclusiva, positiva e attenta al prossimo.

 

Quale sarà il compito dell’assessore alla gentilezza? Come si legge sul sito dell’iniziativa, il suo compito sarà quello di «occuparsi del benessere di tutti, della buona educazione, del rispetto verso il prossimo e la cosa pubblica, di sensibilizzare i cittadini ai comportamenti positivi, di prendersi cura di chi soffre (come i malati o le persone sole), di chi è in difficoltà (come coloro che hanno perso il lavoro, disabili, anziani, genitori separati con figli), ad accrescere lo spirito di Comunità, oltre che favorire l’unità, a coinvolgere i propri concittadini e le associazioni in iniziative di cittadinanza attiva per il bene comune».

 

Si tratta di un invito chiaro e forte, le cui risposte non si sono fatte attendere: al momento sono 13 i comuni italiani che hanno aderito all’iniziativa, dei quali i sindaci in carica hanno conferito la “delega alla gentilezza” ad una tra le persone attualmente in carica. Ciò avviene partendo dal Piemonte, dove gli apripista sono i sindaci dei comuni di Igliano, Omegna, Rivarolo Canavese e Salerano, a cui si sono aggiunti alcuni comuni delle province di Salerno, Bergamo, Como, Mantova e Messina.

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Alcune amministrazioni hanno già espresso i propri obiettivi: c’è chi comincerà avviando attività e iniziative che coinvolgeranno i giovani e le scuole sul territorio, chi si è proposto di voler abbattere pregiudizi e stereotipi, chi di trasmettere valori come l’uguaglianza o la correttezza.

 

Così come l’indiscusso potere di un sorriso è capace di contagiare chi ci sta intorno, la sensibilizzazione alla gentilezza deve innanzitutto diventare un’abitudine, nonché uno strumento per generare il vivere sereno di una comunità, rafforzandone le relazioni umane.

 

L’assessorato alla gentilezza rappresenta in questi termini un incarico “a costo zero, ma dal grande valore simbolico” creato affinché ogni persona possa sentirsi parte integrante della sua comunità e si possa riconoscere all’interno di essa. Insomma, una delega che non costa nulla ma con grandi effetti positivi e con l’enorme vantaggio di poter arrivare a chiunque, proprio perché, come afferma un antico filosofo, “la gentilezza è la catena forte che tiene legati gli esseri umani”.

 

 

Foto copertina
Didascalia: Bolle di sapone
Autore: Unsplash
Licenza: CCO Creative Comma

 

Articolo tratto da Piemonte che Cambia

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