10 Mar 2020

Dopo nove anni Fukushima è ancora radioattiva

Scritto da: Greenpeace

Mentre il governo del Giappone continua a spingere per una presunta normalizzazione dell’area sostenendo l’efficacia del suo programma di decontaminazione, gli ultimi monitoraggi di Greenpeace dimostrano una persistente radioattività nelle aree della Prefettura di Fukushima.

Gli ultimi monitoraggi di Greenpeace Giappone hanno trovato evidenze della nuova contaminazione radioattiva prodotta nel 2019 da due tifoni, Hagibis e Bualoi, che hanno rilasciato cesio radioattivo stoccato nelle foreste della Prefettura di Fukushima, che non sono mai state decontaminate.

Il monitoraggio, condotto tra ottobre e novembre 2019, ha rilevato i livelli di radioattività presenti nella Prefettura di Fukushima. In alcune aree i livelli di radiazione sono aumentati rispetto agli anni precedenti, in altre sono diminuite, e altre aree sono risultate nuovamente contaminate dopo le attività di decontaminazione. Sono stati individuati siti altamente contaminati in varie areee, anche all’interno della città di Fukushima. Questa complessa emergenza, ancora in divenire, contraddice la propaganda del governo del Giappone che continua a spingere per una presunta normalizzazione dell’area, celebrando l’efficacia del suo programma di decontaminazione.

1024px Fukushima I by Digital Globe
La centrale nucleare di Fukushima dopo il disastro (foto tratta da Wikipedia)

I tifoni Hagibis e Bualoi hanno causato notevoli piogge nell’area e negli ultimi anni gli scienziati hanno messo in guardia sugli effetti delle piogge che, tramite i fiumi, possono aumentare la migrazione della radioattività dalle foreste di montagna. «I risultati del nostro monitoraggio del 2019 dimostrano la natura, complessa e persistente, del processo di nuova contaminazione nelle aree della Prefettura di Fukushima. Le foreste delle aree di montagna della Prefettura, che non sono mai state decontaminate, continueranno a essere una fonte di contaminazione a lungo termine. I dati del nostro monitoraggio smentiscono definitivamente il mito del “ritorno alla norma” nella Prefettura di Fukushima», afferma Kazue Suzuki, di Greenpeace Giappone.


Picchi di radioattività sono stati rilevati in tutte le aree monitorate, comprese le città di Okuma, Naraha (J-Village) e Fukushima. Anche nell’area, recentemente riaperta, di Iitate sono stati rilevati livelli di radiazione significativamente differenti da quelli rilevati da Greenpeace negli ultimi cinque anni: è verosimile che si tratti del movimento di suolo radioattivo causato dalle notevoli piogge del 2019. Quanto alla città di Fukushima, in sole quattro ore, il team di monitoraggio ha rilevato quarantasei picchi di radioattività nei pressi della stazione Centrale: undici di essi superavano l’obiettivo di decontaminazione a lungo termine del governo giapponese (0,23 μSv/h misurato a un metro dal suolo). In un caso la radioattività era 137 volte più elevata dei livelli precedenti il disastro nucleare del 2011.

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

greenpeace
Foto di repertorio tratta da Greenpeace

Lo scorso dicembre, Greenpeace aveva già pubblicato parte dei risultati di questo monitoraggio, denunciando la presenza di livelli di radioattività fino a 71 µSv/h (microsievert/ora) – ovvero 1.775 volte superiore ai 0,04 µSv/h rilevabili prima dei tre incidenti con fusione del nocciolo – nel sito del J-Village che dovrebbe ospitare la partenza della staffetta olimpica dei Giochi di Tokio 2020.

«La radioattività che continuiamo a trovare, anche a poche decine di metri dall’ingresso della linea ferroviaria dello Shinkansen, il treno ad alta velocità per Tokio, evidenzia quel che continua a succedere oggi dopo il disastro del 2011. I suoli contaminati hanno livelli di radioattività tali che, per esser trasportati via, sono da classificarsi come trasporto di materiali pericolosi. Il governo sta usando le Olimpiadi come piattaforma per comunicare il mito del ritorno alla normalità a Fukushima. Continuano a dichiarare che la radioattivita è sotto controllo, ma il nostro monitoraggio dimostra chiaramente che la propaganda del governo è fasulla», afferma Shaun Burnie, esperto di nucleare di Greenpeace Germania.

Mizue Kanno, un residente di Namie che ha cooperato con il monitoraggio di Greenpeace, ha dichiarato: «Spero che il mondo conosca la reale situazione a Fukushima. La radioattività dilava giù dalle montagne a causa delle piogge torrenziali e arriva alle aree già decontaminate. I livelli di radioattività rilevati attorno a casa mia sono più alti che mai. Prima c’è un incidente nucleare e poi facciamo le Olimpiadi e pretendiamo che sia tutto a posto. Non è così».

Articoli simili
Evergreen Fest: l’appennino rinasce all’insegna della sostenibilità
Evergreen Fest: l’appennino rinasce all’insegna della sostenibilità

Salvare Scopello: in Sicilia un comitato si batte per proteggere un’area naturalistica dagli abusi edilizi
Salvare Scopello: in Sicilia un comitato si batte per proteggere un’area naturalistica dagli abusi edilizi

La Xylella Fastidiosa, il Covid e l’Homo Sapiens
La Xylella Fastidiosa, il Covid e l’Homo Sapiens

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Fa molto caldo – #553

|

Wagner Group: cosa sappiamo della milizia privata che combatte fra le fila russe (e non solo)?

|

Francesca Cinquemani torna al sud per coltivare lavanda e rilanciare la sua terra

|

Queen of Sheba: una coppia di naturalisti sulle tracce di una rara orchidea australiana

|

Confcooperative, la giornata delle cooperative e alcune novità dal mondo che unisce comunità ed economia

|

Friend of the Earth, in missione per salvare dall’estinzione il lemure cantante del Madagascar

|

Homers: con il co-housing la rigenerazione urbana si fa comunità – Io Faccio Così #358

|

È nata Robin Food, la cooperativa di rider sostenibile che vuole rivoluzionare il mondo delle consegne