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12 Ott 2020

Di nuovo in Sicilia: Italia al superlativo ed elefanti nelle stanze

Scritto da: Paolo Cignini

Di ritorno dalla Sicilia il nostro Paolo Cignini ci racconta, con emozione ed entusiasmo, le straordinarie persone e incredibili realtà incontrate durante il suo viaggio sull’isola. C'è un'altra Italia, viva e attiva, che ad ogni intervista ci meraviglia e ispira sempre più. Ci chiediamo allora: qual è l'elefante nella stanza che qualcuno non vuole vedere?

Dopo un po’ di mesi, siamo di nuovo in viaggio a raccogliere storie, precisamente nella splendida Sicilia. Incontro amici e amiche che non vedo da tempo, vengo ospitato e coccolato da persone meravigliose, ho l’elettrizzante sensazione che in questi anni di viaggio, nel mio piccolo, mi sono costruito tanti piccoli angoli di casa e che la planimetria del mio appartamento abbia confini difficilmente definibili.

Intorno a noi imperversa indecisione, timore e si fanno di nuovo forti i timori di restrizioni e chiusure varie. Io mi trovo in una situazione piuttosto alienante: oltre a rivedere i miei affetti, incontro nuove persone e ascolto storie di partecipazione, appuntandomi e registrando diversi tentativi di costruzione di nuove forme di socialità e di condivisione, dove il cibo sano e le monete complementari contribuiscono a costruire nuove economie, fondate sulla condivisione e la solidarietà, e dove il riuso e il riciclo trasformano i rifiuti in risorse.

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Per dirla alla Andrea degl’Innocenti e in onore delle nostre chiacchierate affascinanti e assurde su come funziona il nostro cervello, mi domando quale sia “l’Elefante dentro la stanza” che non vedo o non voglio vedere: sono troppo entusiasta di quello che vedo e sento, oppure chi è intorno a me non vuole proprio vedere un pezzo del nostro paese che, nonostante tutte le difficoltà del mondo, mette in piedi progetti e iniziative che funzionano e contribuiscono a creare un nuovo immaginario?

Io, egoisticamente forse, ho una delle poche certezze in tasca: mi piace vedere, ascoltare, godere della presenza di questa gente! Capisco a pieno la fatica ma l’intima e profonda gioia che provava Daniel nel suo viaggio in camper dove il tutto ha avuto inizio, nell’incontrare quella parte di paese che prova a cambiare. Mi sta bene così e mi fa piacere se anche chi legge queste righe possa provare un briciolo dello stimolo di curiosità che ci muove da anni, spesso con orari impossibili e spostamenti al limite dell’umano, carichi di treppiedi, telecamere, bagagli, taccuini (e di tanti doni preziosi, impossibili da rifiutare). E non sono ipocrita nel dirvi che se vorrete offrirci anche solo un caffè, in questi giri, ci farebbe un piacere enorme!

Giusto! Non vi ho nemmeno accennato chi abbiamo incontrato. Nelle campagne di Caltanissetta, in un pomeriggio ancora estivo, Marcello Maira ci ha raccontato della sua azienda agricola Maira Bio e di come abbia implementato lo strumento del Sardex nella sua attività. Mi accompagna l’infaticabile e generosissimo amico Marcello Bellomo e intorno a noi è un tripudio di melograni e di alberi di ulivo.

Paolo Cignini intervista Marcello Maira

La sera, sempre insieme a Marcello Bellomo, ci spostiamo a Favara, dove ho finalmente l’enorme piacere di conoscere di persona Andrea Bartoli, fondatore della Farm Cultural Park. Giusto il tempo di aggiornarmi sui nuovi progetti della Farm, che dopo un boccone insieme faccio la conoscenza di Pierfilippo Spoto, un operatore turistico siciliano che da venti anni porta avanti un progetto di turismo esperienziale in Sicilia, dove la relazione con le persone è il fulcro centrale della sua attività: «Ci domandiamo spesso dove andiamo, quando siamo in viaggio. Perché non ci domandiamo quasi mai con chi lo facciamo?».

Il giorno dopo, giunto alla stazione di Catania Centrale, incontro Manuela Leone, Presidente di Rifiuti Zero Sicilia, che mi guarda sconvolta perché sono talmente pieno di bagagli da far tenerezza (quasi) a chiunque. Mentre viaggiamo mi racconta, con entusiasmo e competenza, le attività della sua Associazione, tra cui quella della compostiera di comunità: stiamo andando insieme all’Istituto Comprensivo “O. M. Corbino” di Augusta, a vederne due installate da Rifiuti Zero dentro la scuola, per stimolare la sensibilità dei ragazzi e permettere alle famiglie del quartiere di conferire qui la propria frazione organica.

Paolo Cignini, Selena Meli, Manuela Leone

Nel frattempo si unisce a noi Selena Meli, un’amica splendida che è entrata a far parte del nostro gruppo, e mi racconta del tour siciliano concluso in estate insieme a Gabriele Giannetto. Io e Selena abbiamo studiato nella stessa Facoltà universitaria a Roma e sempre da una nostra chiacchierata romana, anni fa, è nata la sua passione per Italia che Cambia e per i mondi che il nostro giornale racconta. Ho creato un mostro? No! Anche qui mi godo la gioia di vedere la vita e l’entusiasmo scorrere negli occhi di Selena.

Nel pomeriggio, insieme a Selena, ci spostiamo di nuovo a Catania, dove incontriamo Alessandra Matarazzo, co-fondatrice (ma non ama definirsi così, «questo è un progetto di tutte e tutti noi», chiarisce) di FIERi, acronimo che sta per Fabbrica Interculturale Ecosostenibile del Riuso. In un casolare un tempo abbandonato, di proprietà del Comune di Catania, tredici tra associazioni e cooperative hanno recuperato questo luogo per farlo diventare una sartoria e un’officina creativa che recupera stoffe e materiali considerati “di scarto” per creare nuovi vestiti e oggetti di diverso tipo.

La particolarità di FIERi è che la gestione operativa delle attività è gestita insieme da giovani catanesi e ragazzi migranti, che trovano in questo luogo una possibilità per socializzare e imparare (o spesso continuare ad esercitare) una nuova professione, che alcune e alcuni di loro hanno poi proseguito anche oltre FIERi. Alessandra è un vulcano di energia, passione ed entusiasmo. È innamorata di Catania, di cui ci racconta nel dettaglio le storie di alcuni quartieri, e lo è altrettanto di FIERi e delle storie delle ragazze e dei ragazzi che sono passati di qui: mentre ce ne parla spesso si deve fermare perché l’emozione si fa incontenibile e le lacrime fanno capolino nei suoi occhi. Finisce il suo racconto dicendoci, in siciliano, una frase che mi sta molto a cuore: «Sbaglia solo chi fa, chi non fa non sbaglia mai».

L’officina creativa FIERi

Il giorno dopo ho anche la gioia di incontrare uno dei miei più carissimi amici, Matteo, che da circa un anno si è trasferito a Catania e che mi racconta la sua nuova (e gratificante) vita sull’isola. Ed in questi ultimi giorni, in Sicilia, rivedo pure una delle persone più importanti della mia vita, Elisa, ed è veramente un concentrato intenso di emozioni forti.

Su Italia che Cambia, prossimamente, vi racconteremo nel dettaglio tutte queste storie che qui vi ho solo accennato. Vi lascio, perché oggi siamo in viaggio verso il Veneto e poi in Emilia Romagna, e nei prossimi giorni vi spiegheremo cosa faremo in queste regioni.

Ma non posso lasciarvi senza un ringraziamento speciale: oltre che a tutte le persone già citate, mando un abbraccio grande a Marcello Bellomo, a sua moglie Emanuela e a Riccardo. Una famiglia dal cuore grande, che non smetterò mai di apprezzare per la loro paziente e dolce accoglienza.

A presto!

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