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17 Nov 2020

Lulù, la cantastorie che trasforma in racconti i disegni dei bambini

Scritto da: Sara Capurso

Scrittrice, educatrice e cantastorie, Lulù durante il periodo del lockdown ha raccolto i disegni dei bambini e li ha trasformati in racconti: un'iniziativa per dar speranza ai più piccoli, aiutarli a comunicare le proprie emozioni e a reagire con creatività ad un momento difficile. Oggi l'impegno di Lulù continua e sogna di viaggiare a bordo di un furgone colorato per portare le sue storie tra le strade d'Italia.

Parlare con Lulu l’InventaStorie ti fa sentire improvvisamente proiettata in un film di Tim Burton. Questa giovane donna dallo stile Steampunk ha creato il suo personaggio e un modo tutto suo per comunicare con i bambini, portando loro fantasia, storie, gioco, colore e speranza, soprattutto in questo momento difficile.

Giada, in arte Lulù, è stata vincitrice del premio CET Mogol 2019, concorso di Aletti Editore, con la poesia “Fragilità”, selezionata dal paroliere. La borsa di studio le ha permesso di frequentare la scuola autori Mogol in Umbria e di diventare autrice di testi musicali. È inoltre animatrice per bambini, insegnante di sostegno, educatrice, cantastorie di strada, scrittrice e soprattutto una persona con un grande cuore. Giada svolge workshop per adulti e bambini, attraverso il gioco con la scrittura, in un percorso che chiama “LiberaMente sleghiamo la fantasia”.

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Prima del lockdown Lulù ha viaggiato e incontrato moltissimi bambini ai quali ha dedicato le sue storie. Oggi vorrebbe continuare a farlo, perché proprio in questo momento, soprattutto i bambini hanno bisogno di continuare a sognare. Durante il periodo della precedente quarantena, infatti, si è chiesta come potesse essere utile e ha sentito l’urgenza di unire il bisogno alla fantasia, dando vita ad una nuova idea.

Lulù ha creato un gioco online attraverso i social dove chiedeva ai bambini di mandarle i loro disegni con cui ha creato delle storie dedicate ad ognuno di loro. In questo modo ha accorciato le distanze, unendo la scrittura alla sua passione per i bambini attraverso giochi educativi ed esperienziali. Le sue storie, inoltre, regalano sempre una morale a grandi e piccoli. Al progetto ha partecipato anche un’intera classe della scuola dell’infanzia di Pontremoli oltre a molte persone da tutta Italia che hanno sentito il bisogno di ricevere una ventata di buon umore e di fantasia.

L’idea era quella di farne una raccolta ed è così che è nato il suo nuovissimo libro: “Ti regalo una storia”, un concentrato di fantasia e belle emozioni per i bambini ma soprattutto, è il suo modo personalissimo per fare qualcosa di concreto. Parte del ricavato, infatti, sarà devoluto all’ospedale di Bergamo.

Lulù non nasconde che c’è voluto un impegno maggiore per creare le storie per i bambini: l’attesa della storia, crearla per un bambino che la sta aspettando facendola nascere attraverso i colori e le forme che le trasmettono il disegno richiedono una certa creatività ed impegno. Molte storie sono cariche di questo periodo storico particolare e sono state scritte anche per dare spazio ai desideri e in qualche modo per far diminuire le paure. Attraverso i disegni i bambini hanno dato sfogo alle emozioni personali. Spesso hanno manifestato il desiderio di poter tornare a giocare all’aria aperta e all’asilo e Lulù sorride ancora raccontandomi della sua storia dedicata ai giocattoli che si svegliano, tornano a dormire e che parlano, dicendo ai bambini che non vedono l’ora di tornare a giocare insieme.

Lulù ha inventato una storia che descrive il momento attuale parlando del “misurare la temperatura” con un bacio in fronte per alzare così la temperatura del buon umore.

Per Lulù creare queste bellissime storie è stato un modo per utilizzare il tempo che si era fermato, facendo qualcosa di utile in cui ha potuto utilizzare la sua creatività provando gioia nonostante il momento difficile. Ha scritto anche per adulti spaziando da mamme che hanno chiesto storie dedicate ai nonni a un allenatore di Rugby che le ha inviato il suo disegno.

Oggi Lulù continua a scrivere storie brevi per adulti, racconti per bambini, filastrocche in rima, aforismi, poesie e pensieri da condividere e sta lavorando al suo primo romanzo.

Dopo la pubblicazione della sua raccolta di storie, Lulù si è messa in viaggio e ha partecipato a fiere ed eventi come Comics. In quel momento è nata la sua nuova passione per l’arte di strada e il suo personaggio di cantastorie. Il riscontro da parte di bambini e genitori è stato immediato e oggi Lulù sogna di continuare a farlo viaggiando con un furgone colorato.

Il suo stile steampunk è unico e originale e si ispira ai film storici, che parlano di scrittrici con il pennino circondate da valige antiche, clessidre e cappelli a cilindro. La parola “steam” significa vapore in inglese e richiama l’epoca della rivoluzione industriale a cui Lulù si è ispirata mentre frequentava le fiere Comics e dopo aver costruito il suo primo cappello.

Lulù sorride ricordando il primo workshop di scrittura con i bambini in cui, entrando in una stanza si è sentita chiedere da un bambino : “Sei una scrittrice? Allora sei ricca!”

Il suo personaggio ricorda una scrittrice di altri tempi in cui è racchiuso un mix tra Alice nel paese delle meraviglie, il cappellaio matto e Mary Poppins. Lulu ha inoltre scoperto una nuova passione: i cappelli. Lo stile di Lulu’ è caratterizzato infatti da cappelli molto originali che hanno iniziato ad essere molto richiesti da chi l’ha incontrata e così, con fantasia e creatività, lei confeziona bellissimi cappelli ispirati alle persone che vogliono portare a casa un pizzico della sua magia. Lei ama definirli “I cappelli di una scrittrice viaggiatrice” che si diverte a spedire arricchiti da una dedica speciale .

C’è poi un libro enorme che Lulù si porta sempre dietro. Spesso ci si siede davanti mentre si esibisce per le strade, a volte è appoggiato ad un albero, altre diventa un oggetto curioso e che scatena la fantasia dei bambini che si accucciano per osservarlo. A guardarlo bene, sembra un portale di entrata nel suo mondo di storie. Su questo libro è riportata una frase: “Le storie vivono infinite volte: quando le scrivi, quando le leggi, quando le racconti e quando le ascolti”.

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