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9 Apr 2021

La Fattoria del Risveglio, dove si pratica l’agricoltura ripartendo dalla terra

Scritto da: Lorena Di Maria

Tra le splendide colline dell’astigiano si trova una fattoria che qualche anno fa è stata recuperata e che ora, grazie a Paolo e Laura, sta rinascendo, a partire dai principi e dalle tecniche della permacultura. Quello a cui hanno dato vita è un progetto che vuole dimostrare che produrre in modo più naturale è possibile e che attraverso cibo sano e pratiche agricole consapevoli possiamo cambiare il mondo ripartendo dalla Terra.

Se un giorno ci svegliassimo e dalla nostra finestra vedessimo i nostri territori rigogliosi, in salute e non più assopiti da un’agricoltura intensiva, sapremmo distinguere se è sogno o realtà? E se a risvegliarsi fosse anche la nostra coscienza, consapevole che questo è il mondo che fa per noi, potremmo decidere una volta per tutte di non riaddormentarci più?

Proprio in Piemonte esiste un progetto che ha fatto del risveglio il suo sogno più grande. Un sogno a occhi aperti, che diventa ogni giorno sempre più reale. È La Fattoria del Risveglio, fondata da Paolo Montrucchio e da sua moglie Laura Moraglio che ad Antignano d’Asti – dove si incontrano i tipici paesaggi piemontesi del Monferrato, delle Langhe e del Roero – sta cambiando il modo di concepire l’agricoltura tradizionale. Sì, perché in questa fattoria da diversi anni si stanno impegnando a creare un nuovo modello di vita che sia sempre più sostenibile nel tempo, attraverso cui produrre cibo buono, sano e fatto in modo “naturale”, restituendo al territorio la possibilità di scommettere sul fondamentale lavoro dei piccoli produttori locali.

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Come ci racconta Paolo, «il progetto ha origine nel 2015 dall’idea di recuperare la fattoria e i terreni di mio padre, a riposo da alcuni anni; dopo aver frequentato un corso di 72 ore di permacultura, ci siamo resi conto dell’importanza di produrre in modo diverso». Così nasce il desiderio di riavvicinarsi alla natura dopo anni di vita lavorativa trascorsa in ambito industriale.

«Su questa terra si sono succedute generazioni che l’hanno conservata e lavorata con dedizione. I prati che circondavano la fattoria sono stati coltivati per anni in agricoltura convenzionale, ma il nostro obiettivo era dirigerci verso una dimensione sempre più naturale. Allora abbiamo deciso di reinventarci: abbiamo appreso la rotazione delle culture, abbiamo imparato a utilizzare tecniche antiche e a eliminare l’utilizzo di sostanze chimiche e di pesticidi, impiegando al loro posto materiali di provenienza della Fattoria».

La Fattoria del Risveglio è il luogo dove ogni trasformazione è possibile. Paolo la considera “il mio piccolo paradiso” e proprio qui, in questo luogo meraviglioso, si riparte, grazie anche e soprattutto all’importante contributo di Laura che, come medico, applica anche in agricoltura l’idea che prevenire è meglio che curare. «Quando anni fa i miei genitori lavoravano alla fattoria erano molto delusi da ciò stava succedendo nelle campagne in quel periodo. I piccoli agricoltori stavano soccombendo perché non avevano più la possibilità di fare economie di scala e non si vedeva alcun futuro se non per i grandi».

È questo il posto ideale per dare alla Terra una seconda occasione e per lavorare sulla rifertilizzazione naturale dei terreni. Paolo e Laura producono farine di cereali di varietà antiche, macinate a pietra e ottime per la preparazione di pane, dolci e polenta, oltre che legumi come ceci e lenticchie e nocciole. Hanno messo a dimora un centinaio di piante di antiche varietà come meli, peri, susini, ciliegi, peschi, albicocchi, cachi, fichi, che presto daranno i loro buonissimi frutti. «Con un’agricoltura naturale e le preziose tecniche di permacultura, dopo cinque anni cominciamo a vedere discreti risultati. Di anno in anno il terreno sta migliorando in modo impressionante e tutto questo senza dare alcun concime».

L’aspetto legato alla sostenibilità energetica è parte integrante del progetto, che prevede la riduzione degli sprechi grazie alla produzione di energia elettrica tramite fotovoltaico e di energia termica tramite solare. Da poco è stata avviata la costruzione di un biolago che possa integrarsi perfettamente con l’ambiente circostante, ma anche di un mulino a pietra per la trasformazione dei prodotti, la cui struttura sarà realizzata con telaio in legno e paglia e i cui impianti verranno mossi da energia solare.

«A guidarci in questo percorso sono i principi e le tecniche della permacultura, che affrontano le sfide ecologiche con strumenti diversi e con un approccio nuovo rispetto a quelli, spesso fallimentari, del passato. Da parte nostra c’è anche la voglia di sperimentare un modello che venda i prodotti direttamente al consumatore e che diffonda buone pratiche in ambito agricolo partendo dalla formazione ai consumatori».

Da dove riparte il futuro? Forse proprio da un luogo come questo e da persone come Paolo e Laura, che credono nella rivoluzione della terra come strumento per il cambiamento. «Il nome che abbiamo dato alla nostra fattoria nasce dalla convinzione che è necessario un risveglio della consapevolezza. Dagli alimenti di bassa qualità che coltiviamo e che mangiamo dipendono i nostri problemi di salute, dipende l’impatto ambientale e, chiaramente, anche il nostro futuro. Per noi è proprio nel risveglio spirituale che possiamo acquisire consapevolezza di tutto quello che ci sta accadendo ma anche e soprattutto trasmetterla agli altri». Una consapevolezza che alla fattoria è già di casa e tramite un’agricoltura organica e rigenerativa, il sogno di vivere in armonia con la natura non finisce mai.

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