20 Apr 2021

Un libro realizzato collettivamente che riduce le distanze ai tempi del Covid

Scritto da: Luca Deias

Camila Aguais è artista e creatrice del progetto partecipato “Travelling Colour Book Project”, attraverso il quale ha collocato un libro fatto a mano all’interno di un locale in modo che chiunque possa prenderlo in prestito per scrivere, colorare e trasformare creativamente, prima di cederlo a qualcun altro. L’obiettivo è spingere le persone a contribuire in modo artistico e a usare le mani per esprimersi liberamente, attraverso una modalità alternativa di connessione ai tempi del coronavirus.

Come possiamo condividere e connetterci a distanza a livello tattile in questo periodo di distacco sociale? Come portare colore nella nostra vita? Partendo da queste domande ha preso forma un progetto teso a coinvolgere persone in un’attività creativa e collettiva attraverso degli specifici libri d’artista itineranti, intitolato “Travelling Colour Book Project”. Autrice di questa iniziativa è Camila Aguais, educatrice, curatrice, artista e ballerina anglo-americana nata a Boston, oltre che docente di arte alla TASIS The American School in England. Camila – che gestisce anche la Fleming Gallery allestendo mostre di opere d’arte di studenti, docenti e artisti – ha portato in Italia il suo progetto durante la UNIDEE Residency Programs alla Fondazione Pistoletto.

Il progetto di Camila mira ad accorciare attraverso l’arte le distanze sociali originate dalla pandemia. Travelling Colour Book Project infatti, è un’attività che mette il colore e la creatività al servizio della partecipazione, con strumenti tanto semplici quanto efficaci: alcuni speciali volumi di carta colorati. L’iniziativa di Camila prevede che ognuno di questi libri fatti a mano – inizialmente costruiti con una varietà di tonalità di un unico colore – vengano lasciati in un coffee shop e siano poi resi disponibili a tutti i clienti o al personale che vuole aderire al progetto.

Travelling Colour Book Project1

Come partecipare? Prendendo il quaderno, insieme ai materiali artistici forniti dal locale, e lavorando liberamente su una delle pagine, scrivendo, disegnando, facendo collage, eccetera. Una volta concluso il proprio contributo, il libro va riportato al coffee shop, che lo rimetterà a disposizione di un’altra persona. Così il volume potrà viaggiare di casa in casa, diventando una raccolta di momenti creativi personali ma allo stesso tempo collaborativi.

Come riportato dal Visiting Research Curator Andy Abbott, «attraverso le prospettive di un futuro “post-pandemico”, i partecipanti hanno acquisito una conoscenza pratica e teorica di scenari passati, presenti e futuri dell’arte per la trasformazione responsabile della società, che potranno poi applicare sia nel contesto post-industriale biellese sia nei loro contesti di provenienza».

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Come sottolineato da Camila, questo progetto offre una modalità alternativa di connessione ai tempi del Coronavirus. «A differenza di un album da disegno vuoto con pagine bianche – ha specificato Camila – ai partecipanti viene presentato un assortimento di tonalità, toni e trame che possono determinare il modo in cui utilizzano lo spazio. Con le penne e le carte fornite in vari colori caldi e freddi il partecipante può sperimentare diverse combinazioni ed è libero di sottrarre e aggiungere contenuti. Mentre il libro viaggia tra le persone che raccolgono contributi, si può anche trovare ispirazione in ciò che ha realizzato un altro soggetto».

Travelling Colour Book Project

Ogni libro completato sarà quindi una sorta di registrazione visiva e materiale di un’esperienza collettiva e creativa. «In un momento in cui molti di noi sono alla ricerca di nuovi modi per trascorrere il tempo a casa – ha aggiunto – il Travelling Colour Book Project incoraggia le persone di tutte le età e background a interagire con il colore e la carta in modo creativo. Il colore pervade la nostra vita quotidiana e influenza più decisioni di quanto possiamo immaginare. Durante questi tempi di incertezza e solitudine, i libri a colori itineranti chiedono alle persone di rallentare, vedere, toccare, esplorare, immaginare e lasciare il segno su questi oggetti d’arte co-creati».

Dopo essere stata distribuita e completata, la raccolta di libri a colori itineranti sarà fotografata per realizzare un fotolibro stampato, che poi tornerà al coffee shop Illy di Londra. Travelling Colour Book Project, infatti, è valso a Camila il Production Prize di illycaffè, partner del programma 2020 di UNIDEE residency programs, che gli consentirà di realizzarlo proprio a partire da un coffe shop nella capitale inglese.

Leggi l’articolo completo su: Journal Cittadellarte

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