3 Mag 2021

Art Aia, la residenza artistica che unisce natura, arte e sostenibilità

Scritto da: Redazione

In Friuli Venezia Giulia è nato un progetto di residenza artistica che vuole creare connessioni a livello nazionale e internazionale per unire associazioni, collettivi, imprese e istituzioni allo scopo di diffondere consapevolezza sui temi ambientali attraverso l'arte.

Cos’è una buona pratica? Secondo la FAO, può essere definita come segue: “Una buona pratica non è solo una pratica che è buona, ma una pratica che ha dimostrato di funzionare bene e di produrre buoni risultati ed è quindi raccomandata come modello. È un’esperienza di successo, che è stata testata e convalidata, in senso lato, che è stata ripetuta e merita di essere condivisa affinché un maggior numero di persone possa adottarla”.

Un nuovo progetto in Friuli Venezia Giulia che unisce arte, eco-terapia e sostenibilità ambientale. Si chiama Art Aia – Creatives/In/Residence ed è residenza artistica internazionale immersa nella natura del territorio friulano che offre, con gli Art Aia – Studios, nuove possibilità di collaborazione in diversi campi, dando la possibilità a persone di tutto il mondo di concentrarsi sul loro processo creativo e di scoprire le bellezze naturali della regione Friuli Venezia Giulia.

art aia 2
Giovanni Enrico Morassutti. Foto di Teresa Marenzi

L’idea è nata da Giovanni Enrico Morassutti – attore, regista, artista e imprenditore culturale –, che da qualche anno è impegnato anche a creare connessioni tra persone che si dedicano all’azione civica collettiva, all’espressione politica, al dialogo comunitario e alla condivisione di esperienze culturali. Negli ultimi vent’anni l’attore ha vissuto tra New York, Parigi, Roma e Berlino lavorando con artisti come Ellen Stewart, fondatrice del Cafè La Mama, Gus Van Sant, Giancarlo Giannini e altri e collaborando con diversi maestri tra cui Susan Strasberg e suo fratello John, figlio di Lee Strasberg, che ha invitato ad insegnare a Padova, Roma, Spoleto e presso gli spazi del centro culturale friulano.

Con Art Aia Studios, Morassutti offre dei programmi artist-in-residence e dei corsi di alta formazione nelle arti con un approccio olistico, contestualizzati in un ambiente naturale. Gli Studios al momento sono focalizzati sull’insegnamento del Processo Creativo Organico e sulla sperimentazione di pratiche di eco-terapia grazie alla collaborazione con il terapeuta Gestalt Francesco Sgaravatti e con il progetto Sento che mira, tra l´altro, a espandere la connessione mente-corpo-spirito invitando la natura nell’alleanza terapeutica.

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Morassutti intende inoltre ampliare la proposta formativa alle arti visive e alla sostenibilità. La sede del centro d’arte friulano dispone di vari spazi di lavoro. Ampie sale e spazi esterni sono disponibili per la produzione, l’esposizione, lo scambio e la formazione. Diversi gli artisti e i collettivi che hanno collaborato con Art Aia – Creatives/In/Residence come i Marsala 11 con Mappe Fluide, l’Institut für Alles Mögliche in uno scambio culturale con Berlino e il compositore giapponese Yukio Tsuji e molti altri.

art aia 3
La sedia di John Strasberg durante la Masterclass presso Art Aia – Creatives/In/Residence

Il centro culturale sta inoltre sviluppando programmi per sensibilizzare il pubblico su temi come il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. Nel 2018 Morassutti ha collaborato con le associazioni inglesi the Arts Territory Exchange – un’organizzazione che facilita lo scambio creativo oltre i confini e lavora con artisti in luoghi remoti esplorando le idee di luogo, territorio e ambiente – e con il Centre for Sustainable Practice in the Arts, che si occupa di preservare l’equilibrio ambientale, l’equità sociale, la stabilità economica e il rafforzamento di infrastrutture culturali.

La residenza in pratiche artistiche sostenibili ha permesso alla norvegese Beatrice Lopez e all’australiana Kelly Leonard di passare del tempo ad Art Aia per sviluppare le loro pratiche artistiche legate all’ecologia. Giovanni Morassutti ha discusso con le artiste il crossover tra cultura e agricoltura sostenibile coinvolgendo anche il Principe Guecello di Porcia, amministratore della Energy Saving Cantina dei Principi di Porcia, che ha abbracciato il progetto in qualità di sponsor tecnico dell’evento espositivo aperto al pubblico a conclusione della residenza. Tra le opere esposte, le artiste hanno realizzato tra la Fattoria di Azzano e gli spazi di Art Aia una performance: “Filtering” per sottolineare la necessità di filtrare e riciclare.

art aia 4
Filtering. Performance di Beatrice Lopez e Kelly Leonard

Il progetto di Morassutti connette quindi organizzazioni culturali, singoli artisti e imprese interessate a scambiare servizi, beni e donazioni liberali per creare nuove opportunità di scambio e collaborazioni. Tra i suoi partner oltre occidente c’è anche l’Artist-Led Open Collective Uronto Artist Community affiliata all’Art Initiative Bangladesh-AIB.

La regione Friuli si presenta come un terreno fertile per questo tipo di progetto grazie alla sua apertura nei confronti della cultura e alle sue politiche legate all’innovazione nel mondo delle imprese e alla creatività, oltre a essere caratterizzata da una forte biodiversità con i suoi paesaggi che spaziano dalle montagne ai laghi e la costa adriatica in grado di offrire un’ottima proposta di turismo culturale agli artisti in residenza.

Art Aia rehearsal space

Art Aia – Creatives ha anche uno spazio sussidiario a Berlino – Art Aia – La Dolce Berlin – un project space nel quartiere turco di Wedding, a replica del progetto friulano, impegnato nel miglioramento dell’offerta culturale dove gli artisti possono mostrare le loro opere in un’atmosfera familiare e intima al pubblico berlinese instaurando un dialogo con la comunità locale. Art Aia – La Dolce Berlin è anche una casa di produzione cinematografica indipendente specializzata in documentari e cortometraggi trattanti temi che includono la natura, la creatività, l’arte e la parità di genere.

Negli ultimi tempi, a causa della pandemia, le proposte del centro si sono spostate online. Art Aia ha stretto diverse collaborazioni con centri di produzione e di residenza artistica collaborando con il Nongyuan International Art Village in Cina nel progetto Coantivurus e con il Trans Cultural Exchange negli Stati Uniti nel progetto Hello World oltre ad aver partecipato in qualità di istituto partner culturale dalla piattaforma Google Arts & Culture che ha consentito a Morassutti di promuovere la sua causa ad un pubblico globale.

Articoli simili
Joker, quella “giornata storta” e l’amore come cura sociale
Joker, quella “giornata storta” e l’amore come cura sociale

Pievi e Castelli… d’Autunno!
Pievi e Castelli… d’Autunno!

Un inno alla creatività e alla nascita delle idee. Torna il Festival della Mente di Sarzana
Un inno alla creatività e alla nascita delle idee. Torna il Festival della Mente di Sarzana

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Microfinanza: l’economia a misura di persona riparte dalla Calabria

|

In Sudafrica per proteggere gli animali: la storia di Alberto e Francesco

|

“È stregoneria”, ovvero come il colonialismo europeo ha cancellato millenni di storia africana

|

Maghweb: raccontare il cambiamento è parte integrante dell’azione sociale

|

La nuova vita di Claudio e Lara, custodi di un antico castagneto sul Pratomagno

|

Parte la raccolta di firme per una legge contro il greenwashing delle lobbies del petrolio

|

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”