23 Lug 2021

Dedichiamo più tempo all’immaginazione: possiamo cambiare la nostra vita!

Scritto da: Lorena Di Maria

In che modo l’immaginazione può aiutarci a superare ostacoli, a farci vivere in salute e a lasciarci alle spalle tutto quel bagaglio di credenze che ci portiamo dietro come un macigno? Ne abbiamo parlato con Marie Noelle Urech, dottoressa, counselor e formatrice.

L’immaginazione gioca un ruolo importante nella nostra vita e salute. Spesso viene associata a qualcosa di inaffidabile, di astratto, di non-reale. “È la tua immaginazione”, ci viene detto quando sentiamo o vediamo delle cose che gli altri non percepiscono. Ne abbiamo parlato con la counselor esperta Marie Noelle Urech, che ci ha spiegato il potere enorme dell’immaginazione: quando sogniamo qualcosa a occhi aperti lo stiamo già rendendo reale e ciò può aiutarci in tantissimi aspetti della nostra vita, permettendoci di superare i nostri limiti e rafforzandoci nella costruzione della nostra persona.

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L’immaginazione può salvare il mondo: impariamo dai bambini

Dovremmo tutti imparare dai bambini che sono, senza ombra di dubbio, i maestri dell’immaginazione e come loro anche molti artisti o scienziati. Pensate che Einstein stesso riconobbe che l’immaginazione è ancora più importante della conoscenza osservando che “la conoscenza è limitata, l’immaginazione racchiude il mondo”.

Come ci spiega Marie Noelle Urech, infatti, l’immaginazione non è altro che «la capacità dell’uomo di scorgere qualcosa nell’invisibile, nel mondo virtuale delle potenzialità, prima ancora che si manifesti ai nostri sensi fisici»; quindi nulla che debba essere precluso agli adulti! Tutt’altro: il suo influsso su di noi e sulla nostra salute può davvero fare la differenza rispetto alla nostra qualità della vita.

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L’uso dell’immaginazione nella cura delle malattie

Fu proprio il Dottor Carl Simonton – pioniere dell’uso dell’immaginazione attiva – che l’ha introdotta per aiutare i suoi pazienti a guarire dal cancro, dimostrando che è possibile che un aumento del benessere soggettivo e di stati d’animo positivi aiutino i pazienti non solo a livello psicologico, ma anche a livello biologico.

In questo senso l’immaginazione genera innumerevoli benefici: è utile a chi deve raggiungere obiettivi sempre più performanti, aiuta a cambiare l’immagine limitata che abbiamo di noi stessi, ci permette di trovare soluzioni inaspettate e non convenzionali ai problemi, potenzia la nostra capacità di creare nuove realtà e nuovi mondi.

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Le nostre credenze: quello che ci convinciamo di essere

L’immaginazione può essere uno strumento funzionale per aiutarci a scardinare tutte quelle credenze stratificate nella nostra memoria, quelle che esprimono come “ci raccontiamo” e come crediamo di essere: «Le nostre credenze consistono nella rappresentazione interna che facciamo di noi stessi, di un evento, di una situazione o meglio, sono il risultato di ciò che crediamo sia vero o falso in un determinato momento. 

Se ci accorgessimo di essere immersi in un flusso continuo di informazioni, dove siamo sia il ricevente che l’emittente, sarebbe possibile percepire come il nostro pensiero modelli la realtà, il nostro universo, le nostre relazioni, l’idea di noi stessi, la nostra salute, le nostre finanze. Ci renderemmo presto conto che ciò che crediamo essere la realtà, la relazione uomo/donna, il matrimonio, l’educazione o quant’altro, è puramente soggettivo e non è mai assoluto».

Il punto è: cosa pensiamo di noi stessi/e?

Come ci spiega Marie Noelle Urech, se le nostre credenze sono malsane – e tendono generalmente a esserlo – e generano critiche, giudizi, sconforto e impotenza (la vita è ingiusta, non posso farci niente, gli altri sono più forti), allora sarà difficile avere una vita appagante, gioiosa e ricca di scoperte. Se crediamo di non essere meritevoli di abbondanza, di amore, di salute, attireremo uno stato di mancanza, di limitazione e di frustrazione. «Il punto di partenza è, quindi, ciò che pensiamo di noi stessi. Solitamente le idee che ci facciamo su di noi non ci appartengono. Derivano dalle attese, dalle proiezioni e dalle frustrazione di altre persone che hanno influito sulla nostra infanzia. Sono state costruite sulla base delle nostre esperienze relazionali del passato».

Come ci spiega Marie Noelle Urech, la buona notizia è che è possibile trasformare queste convinzioni e crearne delle nuove, sane, che ci portino all’accettazione totale di ciò che si è e del proprio passato, ci aiutano a dare un senso a tutte le nostre esperienze. Tutto questo anche grazie al potere dell’immaginazione.

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L’immaginazione ci aiuta a ridisegnare noi stessi

Il tema dell’immaginazione sarà uno dei numerosi approfondimenti che verranno affrontati insieme a Marie Noelle Urech nel corso di Formazione per Facilitatori con il metodo CCMS – Connessioni Corpo Mente Spirito, che partirà settembre a Roma. Come vi abbiamo raccontato in questo articolo, durante il corso partecipanti acquisiranno la competenza per agevolare processi di consapevolezza del proprio potenziale e troveranno le soluzioni per aiutare le persone a migliorare la qualità della loro vita aiutando mente, corpo e spirito a dialogare tra di loro.

Nel Metodo Connessioni Corpo Mente Spirito l’uso dell’immaginazione attraverso visualizzazioni e metafore ha un ruolo fondamentale nell’affiancare altre pratiche che possono portarci a un maggior benessere e trasformare le nostre credenze e la percezione disfunzionale della realtà in una nuova e salutare prospettiva.

Per maggiori informazioni è possibile consultare, sul sito di Viriditas, tutti i dettagli sul corso CCMS.

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