29 Lug 2021

Alla facoltà di infermieristica gli studenti imparano la gentilezza

E se la gentilezza diventasse una materia di studio per preparare i giovani studenti al loro futuro lavorativo? All’università di Ivrea è stato avviato il primo laboratorio di Gentilezza Applicata, incentrato sulla relazione con il paziente, sull’empatia e sul concetto globale di cura.

Torino - Al Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea è stato recentemente proposto agli studenti del primo anno accademico il primo laboratorio di Gentilezza Applicata: durante l’incontro gli studenti hanno approfondito alcune conoscenze della gentilezza che potranno essere utili in futuro nella loro professione per prendersi cura del prossimo, specie di chi soffre.

Al termine dell’intervento gli stessi corsisti, condividendo tra loro le proprie idee, hanno generato alcune proposte di buone pratiche di gentilezza, utili a rispondere a differenti bisogni riguardanti l’ambito sociosanitario. Alcuni esempi: prevedere maggiore espressività artistica nelle strutture ospedaliere per accrescere il benessere di chi vi lavora e dei pazienti oppure fare ricorso alla pet therapy per aiutare gli anziani soli.

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Foto di Lina Trochez tratta da Unsplash

Prendersi cura del prossimo con la gentilezza

Il laboratorio di Gentilezza Applicata è stato proposto su iniziativa di Diego Targhetta Dur, direttore del Polo Formativo Universitario Officina H., mentre il laboratorio è stato condotto dal docente Luca Nardi, referente del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza. L’intero laboratorio si è concentrato sul “prendersi cura dell’altro/a”, con l’obiettivo di fare divenire la gentilezza un’abitudine sociale diffusa, anche e soprattutto all’interno degli ospedali e delle strutture sanitarie.

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Il canale comunicativo impiegato per trasmettere i contenuti durante il corso è stato quello ludico: attraverso la proposta di appositi Giochi della Gentilezza, gli studenti hanno sperimentato alcuni aspetti concreti per mettere in pratica azioni di cura nei confronti dei pazienti, coerentemente con il programma di studi.

Come ha affermato Diego Targhetta Dur, «la gentilezza rappresenta un ingrediente irrinunciabile nel rapporto con la persona assistita, con la famiglia e con la comunità. È la sintesi dell’agire deontologico dell’infermiere».  Allo stesso modo la pensano anche i giovani partecipanti: Elisa Colombo è una studentessa che ha preso parte al laboratorio e ha raccontato che «l’attenzione e la collaborazione sono due aspetti della gentilezza che possono essere utili nel mio lavoro». Oppure, come ha spiegato, Giulia Napoli, «nella nostra professione è molto importante prendersi cura del prossimo con la gentilezza perché solo in questo modo si riuscirà a comprendere il paziente ed entrare in sintonia con lui».

Infermieristica
Foto di Sam Balye tratta da Unsplash

Gli studenti promuovono la gentilezza per diffondere benessere

Dopo la conclusione del laboratorio, gli studenti in Infermieristica hanno partecipato a una puntata radiofonica del programma Spazio Costruiamo Gentilezza (che va in onda dall’emittente Radio Spazio Ivrea, che trasmette proprio dall’ Officina H, sede storica dell’Olivetti, mentre ora ospita il Polo Formativo Universitario) durante la quale hanno condiviso con gli ascoltatori l’importanza di prendersi cura del prossimo con la gentilezza per accrescere il proprio e l’altrui benessere, oltre alle loro proposte di buone pratiche di gentilezza adattate al contesto sociosanitario.

A condurre la puntata è stato lo speaker Daniele Schilirò, (Infermiere ed ex studente del Polo Officina H), insieme a tre neo corsisti:  Luana Accardo, Joele Vercellino e Antonio Malloci. Sono intervenuti in diretta telefonica altri studenti del primo anno, mentre altri hanno partecipato inviando un vocale tramite i social (fatti ascoltare in diretta). Come ha spiegato Luana Accardo, «è stato importante parlare in diretta in radio della tematica del caring in ambito sanitario e non, serve promuovere queste tematiche e diffondere messaggi di gentilezza in un mondo in cui i rapporti sono sempre più congelati, e le persone sono diventate molto fredde e diffidenti tra loro, anche a causa della pandemia».

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