24 Dic 2021

Il Museo del Cibo di Pigna, il nuovo polo per scoprire le tradizioni contadine

Scritto da: Valentina D'Amora

Il nuovo Museo del Cibo di Pigna e dell’Alta Val Nervia si fa promotore di iniziative riguardanti la cultura gastronomica locale. Un'immersione nelle tradizioni del territorio, per saperne di più anche della lavanda officinalis di Imperia e del progetto che la vuole valorizzare, mettendo in rete tutti gli operatori della filiera di questa pianta.

Imperia - Sapevate che nell’imperiese, precisamente a Pigna, è stato recentemente inaugurato un museo del cibo? Un museo unico nel suo genere in Liguria e strettamente legato alla gastronomia del territorio, ma anche alla lavanda e alla vita contadina. Il nuovo polo museale si trova nel centro storico del borgo, all’interno dei locali adiacenti l’area “La Terra e la Memoria”.

IL MUSEO

La prima sala è dedicata alla lavanda e alla storia di questa pianta officinale, radicata fin dall’antichità con quella del ponente ligure. In particolare, vengono presentate le tre varietà autoctone tutelate dal progetto Lavanda della Riviera dei Fiori: Imperia, Boscomare, Mareblu. Un focus è riservato alla figura di Aristide Martini, cittadino di Pigna ed esperto di erbe aromatiche a cui si deve l’invenzione dell’alambicco a doppia serpentina.

La seconda sala è incentrata sui prodotti dell’alta val Nervia e sui tanti ambasciatori gastronomici del ponente ligure. In primis il fagiolo bianco di Pigna – presidio Slow Food –, la lavanda officinalis di Imperia – la più adatta per l’utilizzo alimentare, grazie al basso contenuto di canfora –, il pane nero di Pigna, i ravioli alle erbe aromatiche, la “pisciarada”, una torta salata con le patate, le castagne e le numerose specie di funghi che crescono nei boschi del comprensorio.

pane nero di pigna
Il pane nero di Pigna

Nella terza sala, con un’esposizione permanente di tutti gli attrezzi della vita agricola dell’alta val Nervia, si trova il museo etnografico della memoria contadina, che offre un panorama approfondito sulle abitudini, le curiosità, gli usi e i costumi che hanno caratterizzato da sempre questa attività ponentina.

Oltre a valorizzare gli elementi di questo nuovo polo culturale, il museo del cibo promuove punti di interesse naturalistico e culturale dell’area circostante il borgo, facilmente abbinabili agli itinerari enogastronomici di questa porzione di Liguria. In questo senso, i tre musei stanno contribuendo a valorizzare i luoghi di produzione presenti sul territorio, diffondendo, allo stesso tempo, la cultura gastronomica locale.

Al momento il polo museale resterà chiuso sino a fine febbraio, ma in questo periodo è possibile prenotare una visita all’indirizzo email iatpigna@gmail.com.

NON SOLO PROVENZA: LA LAVANDA DELLA RIVIERA DEI FIORI

Lavanda della Riviera dei Fiori” è un progetto di valorizzazione del territorio che sostiene le aziende agricole locali, grazie a un lavoro di rete che intreccia coltivatori con operatori del settore alimentare, cosmetico e artigianale. A farne parte ci sono 39 realtà territoriali, a cavallo tra Liguria e Piemonte.

«Il nostro amore per la lavanda nasce da una tradizione secolare del nostro territorio, che abbiamo nel sangue da generazioni», sottolineano gli ideatori del progetto. «La lavanda è nativa delle nostre montagne, il fascino che emana è irresistibile. Tutti insieme decideremo come portare avanti questo progetto che ci permette di essere artefici del nostro futuro, recuperare gli antichi terrazzamenti, fermare il degrado, il dissesto idrogeologico e l’abbandono, dando la possibilità alle generazioni future di poter contare su una fonte primaria o di integrazione al reddito». 

lavanda boscomare
Un campo di Lavanda varietà Imperia

Sul piano organolettico, quella imperiese è una lavanda edibile che si accosta bene a svariati ingredienti e che può dare vita a piatti nuovi, rielaborando le antiche ricette liguri e creando abbinamenti creativi e inaspettati. Raccontare la storia di una terra attraverso ciò negli anni l’ha resa importante è proprio l’obiettivo di Lavanda della Riviera dei fiori, che oltre ad avere costruito una rete di imprese dell’entroterra, ha anche lanciato la figura del “paladino divulgatore della lavanda Imperia”, destinato a chef, giornalisti enogastronomici, gourmet, amanti della buona cucina e artigiani, creando percorsi esperienziali dedicati.

Inoltre, per mettere ancora più in luce questa pianta e i suoi benefici, è stato fondato nel 2015 l’Ordine Gastronomico della Lavanda della Riviera dei Fiori, diventata poi un’associazione culturale che promuove l’utilizzo della varietà imperiese di lavanda officinalis a tavola.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Industrie Culturali, l’associazione che ha piantato un seme di rinascita ad Aci Catena
Industrie Culturali, l’associazione che ha piantato un seme di rinascita ad Aci Catena

Nomadi d’Occidente, storie di viaggiatori che cambiano la vita
Nomadi d’Occidente, storie di viaggiatori che cambiano la vita

Circ’Opificio: disciplina, impegno e condivisione arrivano nei quartieri più emarginati grazie alle arti circensi
Circ’Opificio: disciplina, impegno e condivisione arrivano nei quartieri più emarginati grazie alle arti circensi

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Vittoria manifestanti: l’Iran abolisce la polizia morale e (forse) il velo! – #631

|

Tutti i numeri del consumo di suolo, fra danni economici, assenza di norme e tragedie annunciate

|

La storia di Vincenzo Deluci, la passione per la musica e la battaglia per una disabilità inclusiva

|

Progetto Tucum: tecnologia ed economia sospesa insieme per combattere la povertà

|

OZ-Officine Zero, la multifactory che porta rigenerazione e innovazione nel cuore di Roma – Io Faccio Così #348

|

La storia di Paola, la mamma “scomoda” che si batte affinché la disabilità diventi di tutti

|

Nomadi d’Occidente, storie di viaggiatori che cambiano la vita

|

Iran, molto più che proteste: è iniziata la rivoluzione