23 Mag 2022

Elisa Toniolo racconta a I(n)spira-Azioni la sua nuova vita da agricoltrice – #7

Elisa "Nativa" Toniolo è la protagonista della nuova puntata del podcast di Daniel e Darinka. Un grande esempio di forza e coraggio, Elisa ha deciso di cambiare vita per dedicarsi alla terra e, attraverso di essa, curare sé stessa. Orticoltura, selvicoltura, cambiamento personale sono le parole chiave di questo nuovo incontro.

Padova, Veneto - Elisa Toniolo è una donna che ha cambiato vita diverse volte, una vera e propria “nativa” dei nostri tempi. Quando è arrivato il Covid con i relativi lockdown ha deciso di dire basta, ha chiuso il suo centro olistico e si è dedicata alla costruzione di una nuova vita da agricoltrice, coltrice della bellezza, alla ricerca di un rapporto armonico e profondo con la Natura e l’esistenza. È lei la protagonista dell’ultima – in ordine di tempo – puntata del format I(n)spira-Azioni condotto da Daniel Tarozzi e Darinka Montico. 

Forte e fragile allo stesso tempo, Elisa racconta a cuore aperto i momenti di grande difficoltà e dolore vissuti negli ultimi anni, che rendono ancora più intenso e avvincente il percorso che ha deciso di intraprendere. Obiettivi all’orizzonte e traguardi ancora lontani, ma ogni passo si veste di nuova linfa, di una vittoria che Elisa vive dopo aver stravolto la sua vita, aver fatto i conti con sé stessa e maturato situazioni che, fino a poco tempo fa, aveva considerato come impossibili. Aveva sempre odiato il suo luogo d’origine, un territorio circondato da una bellissima campagna ma allo stesso tempo snaturato dalla presenza di molti capannoni.

Proprio durante il lockdown si chiede: ma se fosse davvero questo il posto dove fermarmi? Se fosse proprio qui che serve il mio impegno? Queste domande sono arrivate dopo un lungo peregrinare. Elisa ha lavorato per quindici anni nel mondo delle palestre come insegnante posturale e di pilates, aveva studiato naturopatia e dopo tanti sacrifici aveva aperto un suo studio olistico nel 2017. Un crescendo fino a marzo 2020: con l’arrivo della pandemia si è arrestato tutto.

Grazie al coraggio e a un grande esame di coscienza ha sentito che il suo lavoro in questa società non sarebbe stato più lo stesso, non voleva vivere intrappolata in un sistema che non le appariva “sano”. A maggio 2020, attraverso un post pubblicato sui suoi canali social, comunica la chiusura della sua attività. Nonostante il momento di vuoto e di smarrimento riesce a non vivere la sua scelta come un ulteriore fallimento, ma solo come un momento di difficoltà che presto si è trasformato in una occasione di grande rinascita, un’opportunità per “risolvere” situazioni che fino a quel momento aveva lasciato in sospeso.

Il desiderio più forte era continuare a scappare per dimostrare la sua indipendenza, ma questa volta ha deciso di fermarsi accettando la necessità di certi passaggi, dolorosi ma determinanti per una svolta radicale. A volte bisogna avere il coraggio di ammettere, accettare e lanciarsi. Così è stato per Elisa. Come? Rilevando l’azienda dei suoi genitori e cominciando a studiare e a praticare l’agricoltura. Ha iniziato a seguire corsi di ecologia, agricoltura rigenerativa e biologica per dare inizio a una nuova Elisa e ad una nuova vita.

«Io ho fatto molti lavori nella mia vita, non mi sono fatta mancare niente, credo che questa sia una grande fortuna. Ho fatto la cuoca, ho aperto un b&b sulle Dolomiti, nel frattempo studiavo naturopatia, ho portato avanti in maniera parallela la mia passione sportiva, che poi è diventata effettivamente il mio lavoro. La vita mi ha spinto a trovare diverse soluzioni, tutte formative, e ho capito che la paura del fallimento non esiste perché la vita è un continuo cambiamento. Fallire è un momento transitorio, non è neanche giusto chiamarlo fallimento».

Elisa si confrontava sempre con i suoi compagni e tutti loro avevano una carriera spianata regolare: «Io ero l’unica del gruppo che sembrava una scheggia impazzita, nessuno vedeva collegamenti in quello stavo facendo e lo vedevo. Tutto girava intorno alla natura, quello che mi faceva stare più bene. Fino a qualche anno fa pensavo che ci fosse qualcosa di sbagliato in me, poi ho ricomposto tutti i questi pezzi di questo puzzle creando la persona che sono e di cui vado profondamente orgogliosa».

elisa nativa

Nonostante sia stata giudicata lungo il mio cammino, Elisa è rimasta fedele a sé stessa: «Mi sono allenata a non rimanere attaccata alle cose. Quando cambi così tante realtà sai che a un certo punto va bene e può arrivare qualcosa di meglio». Anche Daniel e Darinka lo sanno molto bene! Il vero talento in questo momento storico è riuscire, volenti o nolenti, a reinventarsi. È utopico pensare di svolgere lo stesso lavoro per 35-40 anni, come è stato per le generazioni che ci hanno preceduto. 

Da poco meno di un anno Elisa è diventata agricoltrice e ora sta vivendo un momento della sua vita entusiasmante, sebbene iniziare un nuovo percorso possa a tratti terrorizzare. Emozionante tornare ad essere nuovamente un’allieva, scoprire e sperimentare. Un’opportunità per ridimensionare il proprio ego e imparare dai tanti maestri a cui potersi appoggiare. «Ho cominciato a piantare circa dieci mesi fa, ho seguito un corso regionale, adesso sono iscritta a un corso di erbe officinali. Ho deciso di curare me stessa attraverso gli 11 ettari di terra della mia famiglia».

5 ettari sono dedicati alla selvicoltura del pioppi, gli altri 6, nonostante il suo parere contrario, sono stati piantumati con mais ibrido sperimentale. I corvi hanno più volte distrutto il seminato e i genitori di Elisa si sono convinti a rivedere certe loro posizioni. «Io vorrei dedicarmi alla selvicoltura e all’orticoltura. La selvicoltura porta rifugio per tantissimi animali. Vorrei che tra dieci anni il mio investimento sia un bosco che doni serenità e armonia alle persone che decidono di viverlo. Non voglio disboscare. La natura mi ha salvato in questi due anni, quando stavo “uscendo fuori di testa” e mi mancava l’aria ho trovato pace solo qui». 

Per Elisa l’autosufficienza è una soluzione a molti dei problemi di oggi: «Non servono 10.000 metri di terra per l’orto di una famiglia. A Montagnana ad esempio, dove vivo, sono tantissime le aiuole che potrebbero essere donate alla comunità, trasformandole in piccoli orti da cui ricavare cibo. Chissà quanti spazi abbandonati nelle grandi città che potrebbero essere utilizzati per dare da mangiare, impiegare il tempo in maniera sana e costruttiva, salvando nel contempo tante vite». 

Fallire è un momento transitorio, non è neanche giusto chiamarlo fallimento

Per fortuna anche il mondo dell’agricoltura sta cambiando. Oggi conserva ancora un’energia molto machista, nonostante la storia racconti altro: erano le donne ad occuparsi della terra e gli uomini della caccia. Nell’agricoltura nazionale l’imprenditoria femminile si sta facendo strada, il cambiamento avviene piano piano. «Basterebbe sintonizzarsi e avere fiducia nonostante il difficilissimo momento storico. Disconnettersi da tutto il mainstream per connetterci con la vera realtà. La perfezione non esiste».

«In tanti vorrebbero mettersi in cammino per cambiare e migliorare la propria vita, ma si pensa a obiettivi che sembrano irraggiungibili», conclude Elisa. «Serve solo fare il primo passo. La progressione è gradualità, non si può ipotizzare di compiere tutto perfettamente. Lungo il cammino è normale perdersi, inciampare, cadere e rialzarsi, ma se non si prova non si potrà mai realizzare un cambiamento. Lo posso testimoniare con la mia stessa vita». 

Segui I(n)spira-Azioni su youtubefacebookspreaker o spotify. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 25 alle ore 19 con Enrico Salierno di Sea Sheperd.

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