21 Lug 2022

SiciliAmbiente, il festival dedicato alla sostenibilità e ai diritti umani

Scritto da: Selena Meli

Un festival internazionale di film, documentari, cortometraggi e animazioni legato ai temi di ambiente, sostenibilità e diritti umani. A San Vito lo Capo, dal 11 al 16 luglio, si è svolta l'edizione 2022 del SiciliAmbiente Documentary Film Festival, con un programma ricchissimo in cui le donne sono state le protagoniste.

Trapani - Qualche settimana fa in un articolo che parlava di festival e territori riflettevamo sulla ricchezza di eventi culturali che caratterizza le programmazioni siciliane durante tutto l’anno, con una concentrazione più alta in estate. Oggi vi parliamo di SiciliAmbiente Documentary Film Festival, il festival cinematografico di San Vito Lo Capo dedicato all’ambiente e ai diritti umani, che quest’anno soffia quattordici candeline. I nostri amici di Palma Nana hanno partecipato alla serata finale e intervistato per noi il direttore artistico Antonio Bellia, che ci ha raccontato tutte le novità di questa edizione.

Perché organizzare un festival legato ai temi ambientali, della sostenibilità e dei diritti umani?

Organizzare un festival dedicato alla sostenibilità significa realizzare un evento culturale in cui la tutela dell’ambiente e dei diritti umani vanno di pari passo. Adesso siamo più abituati a considerarli come due fattori indissolubili, ma quando abbiamo iniziato, ormai quattordici anni fa, non era così. Prima chi parlava di diritti non parlava di ambiente e viceversa, mentre oggi le due cose sono strettamente connesse. In questa direzione, organizzare un festival cinematografico ci aiuta a fare comprendere quali sono le sfide che in questo momento è necessario affrontare per proteggere l’ambiente, ma anche tutelare la sopravvivenza dell’uomo su questo Pianeta.

SicilAmbiente
Foto di SiciliAmbiente.
Qual è l’obiettivo del festival?

In primis riuscire ad allargare il bacino e sensibilizzare quante più persone possibili, indifferentemente dall’età e dalla provenienza, su tematiche che oggi sono cruciali. Significa trasmettere ai cittadini e alla cittadine messaggi importanti che spesso i mass media non riescono a veicolare con lo stesso impatto e che invece il cinema riesce a fare, utilizzando forme e linguaggi diversi.

Non a caso abbiamo deciso di proporre quattro sezioni distinte tra loro: un concorso dedicato ai lungometraggi di finzione, più vicino al linguaggio cinematografico puro, un concorso di documentari, con proposte sempre più innovative e sperimentali, un concorso dedicato ai cortometraggi (di finzione e documentari) e uno di animazione, con proposte più adatte ai giovani.

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Siete giunti al quattordicesimo anno, cosa è cambiato rispetto alle prime edizioni?

SiciliAmbiente è cresciuto moltissimo in questi anni, in termini di affluenza e di proposte. Siamo partiti con una piccola sezione di documentari e qualche animazione e con una programmazione più contenuta che durava pochi giorni. Adesso i giorni sono diventati sei – o anche sette a seconda delle edizioni – abbiamo allargato le sezioni competitive e di conseguenza i film in concorso e le sale. Sono anche arrivati riconoscimenti importanti, come il premio speciale di Greenpeace Italia e il premio International Italia. Questo ha portato anche ad alzare il livello delle nostre giurie, che oggi sono formate da ospiti illustri. Credo di poter affermare che oggi SiciliAmbiente rappresenta una realtà significativa nel panorama degli eventi culturali italiani.

Com’è cambiato il pubblico in questi anni?

Il pubblico è cambiato moltissimo rispetto alle prime edizioni e credo che abbia maturato grande consapevolezza su questi temi. Quando abbiamo iniziato non si comprendeva bene perché in un festival dedicato all’ambiente si parlasse anche di diritti umani – lo dicevo prima –, mentre oggi i due aspetti sono strettamente connessi e anche la comprensione è diventata immediata. Sono tematiche che sono sotto gli occhi di tutti, basta aprire un giornale o guardare un tg per rendersene conto.

Quali sono le novità di quest’anno?

Sicuramente la forte presenza femminile che ci ha portato a fare delle scelte precise sul taglio da dare alla kermesse. Su 400 proposte arrivate, sono state selezionate molte opere dirette e interpretate da donne. Questo ha fatto sì che il tema del femminile fosse predominante, anche nella scelta della giuria, che infatti è stata composta solo da donne.

Per citarne alcune: Anna Favella, attrice e testimonial di Amnesty International, Angela Caponnetto, giornalista di Rai News, che si occupa da tanti anni di fenomeni migratori e, purtroppo, recentemente anche di guerre; e Sahraa Karimi, regista Afghana, estremamente brava, che ha sulle spalle un vissuto molto complesso. Attraverso queste nostre giurate siamo riusciti a mettere in piedi eventi molto importanti, come quello sulle migrazioni con Angela Caponnetto e Sahraa Karimi, coordinato da Sheila Melosu che è la nostra project manager e che quest’anno ha guidato la decima missione di Mediterranea Saving Humans (ndr).

Inoltre il programma, con oltre 50 film proiettati, ha confermato un’edizione di grande successo, arricchita da momenti importanti: Anna Favella per esempio ha tenuto un reading sulla lentezza, accompagnata da musicisti talentuosi, che è stato molto apprezzato dal pubblico, mentre Giuseppe Ungherese, coordinatore della campagna inquinamento per Greenpeace, ha presentato un libro sulle plastiche. In serata finale poi, con Amnesty International, abbiamo organizzato un dibatito, accompagnato da un concerto, con Leo Gassman.

Vogliamo trasmettere ai cittadini e alla cittadine messaggi importanti che spesso i mass media non riescono a veicolare

Siete già al lavoro per la prossima edizione?

Credo che non ci siano dubbi sul fatto che sia indispensabile per continuare a sensibilizzare e adottare cambiamenti profondi. Bisogna fermarci un attimo e aprire gli occhi, comprendere veramente che non è più possibile seguire le logiche del capitalismo, che ha portato allo stremo la nostra società. Occuparsi di ambiente e di diritti umani è una necessità. Continuare a perseguire una crescita economica senza preoccuparci della conservazione delle risorse ci porterà solo a trascurare sempre più ciò che ci circonda, l’ambiente, e a compromettere la nostra sopravvivenza su questo Pianeta.

Siete già a lavoro per la prossima edizione?

Il festival è appena terminato, forse è un po’ prematuro affermare che stiamo già lavorando per il prossimo. Però sicuramente questi giorni sono stati un’occasione per raccogliere stimoli e suggerimenti da parte del pubblico, ma anche errori e aspetti da migliorare, che inevitabilmente ci proiettano con la mente al prossimo anno. Chissà che alcuni di questi suggerimenti non si tramutino in novità o nuove tematiche. Non solo, il festival è anche l’occasione per entrare in contratto con nuovi partner e collaboratori. Si rafforzano le collaborazioni in essere e se ne creano di nuove.

Per consultare la lista dei film vincitori vi rimandiamo al sito ufficiale del festival e ci rivediamo il prossimo anno per un’altra edizione.

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