9 Set 2022

FabLab Western Sicily, la rete di innovazione digitale lanciata da una ragazza che è tornata nella “sua” Sicilia

Far conoscere gli aspetti vantaggiosi del digitale è una delle missioni del FabLab Western Sicily, attivo a Marsala per creare una rete di giovani preparati e con le competenze necessarie per relazionarsi con il resto del mondo restando in Sicilia. Attraverso la scuola e una formazione adeguata è infatti possibile attuare un cambiamento profondo di mentalità e priorità.

Trapani - Un progetto no profit messo in piedi con la missione di far conoscere e diffondere la fabbricazione digitale in tutte le scuole della Sicilia e ai giovani siciliani, per dare loro migliori prospettive come lavoratori e cittadini nell’era digitale. È FabLab Western Sicily, nato da un’idea di Martina Ferracane che, grazie a diverse esperienze all’estero, è entrata in contatto con la rete internazionale dei FabLab e ha deciso di proporlo anche nella sua Sicilia. In tanti hanno risposto alla sua chiamata, persone come lei che, pur non abitando più nell’isola, hanno deciso di investire nel territorio. 

Dopo una prima fase utile a far conoscere ai ragazzi delle scuole il mondo del digitale e le varie opportunità che offre, nel 2018 è nato il progetto Teens4 Kids, oggi giunto alla sua quinta edizione. «Dopo diversi anni di esperienza e di lezioni apprese abbiamo cominciato a proporre alle scuole un percorso annuale», spiega Martina

La durata del percorso – aggiunge – è stata tarata sulla base di studi pedagogici «che dimostrano che serve almeno un anno per sviluppare competenze non cognitive come la creatività e altre competenze digitali utili per il mondo di oggi. Abbiamo strutturato una formazione per i teenager delle scuole superiori che imparano modellazione 3D, taglio laser, stampa 3D, coding, pedagogia creativa per poi insegnare a loro volta ai bambini della scuola primaria queste materie».

fab lab 2

Si apprende facendo, in maniera informale e con un approccio molto immediato. Gli adolescenti diventano dei veri e propri formatori, sono loro a dare corpo alle lezioni da proporre. Teens4Kids è approdato nelle scuole di Marsala, Trapani, Agrigento e Pantelleria – più di 2000 studenti sono stati coinvolti – e quest’anno arriverà anche oltre lo stretto, nel Comune calabrese di Crucoli. Si scelgono di solito territori in cui serve avviare e far conoscere nuovi processi e nuovi linguaggi.

Teens4kids è anche stato selezionato tra i progetti della Repubblica Digitale e ha vinto il Social Innovation Prize della Commissione Europea. «Io ho vissuto parecchi anni fuori, FabLab Western Sicily è il mio contributo per una Sicilia che vuole cambiare. Quando vivi all’estero e vedi cose belle che funzionano hai voglia di riportarle anche nei tuoi territori. Noi riproponiamo in Sicilia i progetti delle migliori università del mondo, come il MIT di Boston». 

Dopo il percorso annuale molti dei ragazzi restano in contatto con FabLab, si crea una rete – il vero obiettivo – che si cerca di mantenere il più possibile viva attraverso il coinvolgimento in hackathon, eventi e progetti. A Pantelleria, ad esempio, dopo l’esperienza del Teens4Kids è in corso la realizzazione di uno spazio di coworking realizzato dagli studenti insieme al Parco Nazionale Isola di Pantelleria e al Comune di Pantelleria. Nonostante le difficoltà burocratiche, i continui cambi dei dirigenti scolastici che non permettono una continuità di progetto, a distanza di anni cominciano a essere visibili i primi effetti

Martina, come tanti, è “scappata” dalla Sicilia all’età di 18 anni. Fondare FabLab WS e ritornare spesso nei suoi luoghi di origine le ha permesso di conoscere realtà meravigliose sparse per la Sicilia e di osservare con nuovi occhi quanto sta accadendo: «Non abbiamo nulla da invidiare alla California a livello di qualità di capitale umano di persone che fanno progetti digitali in Sicilia. Qui manca l’idea di rete, mancano investimenti infrastrutturali e politiche pubbliche lungimiranti».

Ci vorrà molto tempo prima che questa rivoluzione risulti evidente a tutti, ma la direzione presa sembra essere quella giusta

«Molte realtà non si conoscono tra di loro, così è nata l’idea di creare connessione tra chi fa innovazione sociale per costruire insieme una visione comune. Non vedo un’idea chiara della direzione da intraprendere né delle specializzazioni da proporre e secondo noi il digitale è inevitabilmente la strada da percorrere», continua Martina. È così che ogni nuova realtà incontrata viene inserita in un database che sta prendendo sempre più forma nell’ottica di una Sicilian Valley. I primi incontri di rete ci sono già stati a Farm Cultural Park di Favara, al Make Hub di Licata, al Beehive di Trapani, a Zona.i di Caltanissetta e allo Scalo 5B di Palermo.

Il prossimo sarà a Catania. L’idea è fare rete e lavorare a progetti comuni come è accaduto a Caltanissetta, dove sono stati svolti dei corsi digitali creativi presso il coworking, Zona.i – uno spazio di oltre 1200 m² dove innovatori sociali, creativi, designer e makers scambiano idee e progettualità legate a innovazione e impatto sociale – insieme ad altre realtà e persone sparse tra i territori. FabLab Western Sicily è supportato dal lavoro di otto volontari che al momento gestiscono i progetti, ma l’obiettivo è coinvolgere anche i ragazzi formati nel corso dei vari anni. 

«Possiamo davvero dare ai ragazzi molte opportunità per permettere loro di restare e lavorare in Sicilia con tutte le competenze necessarie per relazionarsi in maniera facile con il resto del mondo. Il digitale ha anche vantaggi, se la Sicilia si focalizzasse su questo contribuendo e sostenendo un certo tipo di formazione e di connessione potremmo fare davvero un salto di qualità. Purtroppo ammetto che non sempre è facile trovare le opportunità per realizzarsi e integrarsi e vedere apprezzate le proprie competenze in Sicilia. Ci si scontra con una realtà non sempre lineare». 

fablab

Secondo Martina ci vorrà molto tempo prima che questa rivoluzione risulti evidente a tutti, ma la direzione presa sembra essere quella giusta. In tanti hanno deciso di ritornare, molti sono i centri di innovazioni nati negli ultimi anni. La pandemia ha accelerato certi processi e permesso di diventare consapevoli del fatto che si può lavorare e stare bene vivendo non per forza in grandi città. 

«La scuola e la formazione dovrebbero essere al primo posto per permettere questo tipo di cambio. In questi anni abbiamo scoperto in molte scuole la presenza di materiale digitale ancora impacchettato e mai effettivamente utilizzato. I bandi prevedono spesso solo l’acquisto di hardware, quando sarebbe invece più utile stanziare dei fondi per formare e preparare i docenti a un approccio creativo e laboratoriale con gli strumenti digitali. Non serve a niente acquistare macchinari che poi restano inutilizzati perché nessuno è formato per farlo. Serve una politica più intelligente che sviluppi il capitale umano», conclude Martina.

Nonostante le tante difficoltà i progetti non mancano insieme alla voglia di fare e cambiare. FabLab Western Sicily ha da poco stretto i contatti anche con diversi FabLab del nord Italia per esplorare nuove connessioni e nuovi orizzonti. Rete, scambio, digitale e formazione sono gli ingredienti necessari per contribuire, passo dopo passo, al cambiamento necessario per una nuova Sicilia. 

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Asha Nayaswami: “Il mondo sta cambiando, oggi la sfida è educare i giovani alla vita”
Asha Nayaswami: “Il mondo sta cambiando, oggi la sfida è educare i giovani alla vita”

Avviciniamoci, diario della prima giornata eventi ideata da Ficos e Galline Felici
Avviciniamoci, diario della prima giornata eventi ideata da Ficos e Galline Felici

Abbiamo ribaltato l’Italia!
Abbiamo ribaltato l’Italia!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Vittoria manifestanti: l’Iran abolisce la polizia morale e (forse) il velo! – #631

|

Tutti i numeri del consumo di suolo, fra danni economici, assenza di norme e tragedie annunciate

|

La storia di Vincenzo Deluci, la passione per la musica e la battaglia per una disabilità inclusiva

|

Progetto Tucum: tecnologia ed economia sospesa insieme per combattere la povertà

|

OZ-Officine Zero, la multifactory che porta rigenerazione e innovazione nel cuore di Roma – Io Faccio Così #348

|

La storia di Paola, la mamma “scomoda” che si batte affinché la disabilità diventi di tutti

|

Nomadi d’Occidente, storie di viaggiatori che cambiano la vita

|

Iran, molto più che proteste: è iniziata la rivoluzione