11 Ott 2022

Elisa Nicoli: “Autoproduco e parlo di green non per moda ma perché sono i valori a cui mi ispiro”

Scritto da: Brunella Bonetti

Il cambiamento nella vita della moderna Persefone Elisa Nicoli non è stato improvviso né traumatico come quello di altre donne di cui abbiamo raccontato le storie. La sua è stata una consapevolezza maturata negli anni, mutuata dalla tradizione familiare, nutrita dagli studi e confermata dal percorso lavorativo che ha intrapreso. E adesso, proprio grazie alla sua professione, cerca di diffondere i valori che l'hanno guidata.

Bolzano, Trentino Alto Adige - Elisa Nicoli è una green content creator, una green influencer, una green consultant. Insomma, una Moderna Persefone che ha fatto del green una ragione di vita nell’interesse di sé, degli altri e dell’ambiente. Nata a Bolzano nel 1980, Elisa realizza da molti anni lungometraggi, documentari e numerosi lavori video. Eppure, a fianco della sua attività di documentarista, non smette mai di fare divulgazione ed educazione ambientale.

«Ho iniziato a fare educazione ambientale all’interno dell’associazione PAEA nel 2007», racconta. «Da allora tengo corsi per adulti e bambini sull’autoproduzione e sulla vita a basso impatto ambientale e zero waste. Scrivo articoli e ho pubblicato dicei libri su questi temi. Nel 2013 ho co- fondato il progetto Autoproduco: il laboratorio dell’autoproduzione. Elisa è un’autoproduttrice creativa, che vede cioè nell’autoproduzione un’arte e uno stile di vita che lei stessa applica, promuove, documenta e comunica con ogni mezzo creativo a sua disposizione.

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COSA CAMBIA LA VITA IN SENSO GREEN

«Mia madre è la mia base ecologica: proviene da una numerosa famiglia di montagna, dove non si buttava niente e si autoproduceva ogni bene. Da lì vengo e da lì, una volta cresciuta e iniziata l’università, ho cominciato ad approfondire le tematiche e le sperimentazioni nell’autoproduzione. Ho iniziato boicottando le multinazionali nei normali supermercati, per poi arrivare a comprare quasi tutto biologico e sfuso, da piccoli produttori. Una piccola grande rivoluzione è stato l’incontro con Il manuale dei detersivi bioallegri, grazie al quale ho cominciato ad autoprodurre».

Era un anno in cui si cominciava a parlare tanto di decrescita felice, cosa che le ha fatto capire quale fosse il suo obiettivo esistenziale e lavorativo. È così che Elisa, attraverso un percorso graduale ma rivoluzionario, arriva a fare dell’autoproduzione, del rispetto dell’ambiente e di una vita senza sprechi la sua passione, il suo studio, il suo lavoro: insomma, la sua vita e il suo impegno quotidiano.

GREEN CONTENT CREATOR: COSA SIGNIFICA E PERCHÉ È IMPORTANTE

Essere una green content creator significa semplicemente fare comunicazione ambientale, «ma detto in questo modo ha più impatto sul grande pubblico», spiega Elisa Nicoli. «All’inizio volevo occuparmi solo di documentari, ma poi ho incontrato la scrittura e non ho più smesso. Così le due strade sono andate avanti contemporaneamente. Poi è arrivata la pandemia e ho colto l’occasione per girare dei corti in cui io mi cimentavo in pratiche di autoproduzione e per la prima volta ho creato contenuti video “green”. Ho poi sfruttato il mio profilo Instagram per fare comunicazione ed educazione ambientale, e riscuotendo grande successo, ho proseguito su questa strada».

Elisa è sempre stata abituata a lavorare come freelance e la sua indipendenza è sempre stata un assioma di vita. Dipendere da qualcuno non era nella sua natura: «Il lavoro d’ufficio non faceva per me. Così, piano piano, mi sono concentrata sulle mie passioni e i miei talenti. Sono sempre riuscita a mantenermi e a fare delle mie passioni un lavoro. Tra tutti, il lavoro che può sembrare più strano è quello di influencer, perché in Italia questa attività è ancora associata a chi vende la propria immagine, mentre io vengo pagata per realizzare contenuti green».

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PORTARE AVANTI MOLTEPLICI PASSIONI

Oltre a svolgere l’attività di influencer, Elisa continua a scrivere articoli e libri, a realizzare documentari e a lavorare sui set dei film di finzione come assistente regista. Ah, poi c’è la sua vita quotidiana fortemente legata all’autoproduzione. Ma come si possono conciliare tanti interessi? «Semplicemente comunico, con creatività e passione, ciò che faccio nella mia vita quotidiana», spiega con naturalezza.

«Cerco di vivere in modo sostenibile, puntando a uno stile di vita eco-minimalista. Poi lo condivido nei miei libri, sui social, nei corti. L’autoproduzione non è un fine, ma uno degli strumenti che possono aiutare a minimizzare ciò che possediamo e a ridurre il nostro impatto ambientale. Infine, nel tempo libero, cammino nella natura, la più selvaggia possibile».

E come rendere le proprie passioni, un lavoro? «Divertendosi e vivendole pienamente. Non c’è scissione tra la mia vita e il mio lavoro. È stato un processo naturale e anche un po’ casuale. Per caso, ho incontrato il direttore di Terra Nuova, il quale ha scoperto che autoproducevo detersivi e mi ha chiesto di scrivere un articolo. Beh, da allora non ho più smesso. Sempre per caso ho incontrato Altraeconomia e, grazie all’ex direttore, Pietro Raitano, ho imparato il lavoro di giornalista. Con loro ho poi scritto anche il mio primo libro sulla raccolta di piante spontanee».

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PERCHÉ È IMPORTANTE ATTIVARSI NEL GREEN

«Non mi piace la parola green – confessa Elisa Nicoli –: la trovo estremamente fraintendibile e mal interpretata, oltre che abusata. Tuttavia è un sostantivo che io uso molto, perché è molto diffuso e conosciuto. Però io lo faccio in un senso specifico: avere a cuore le sorti del nostro pianeta e trovare delle soluzioni nella nostra vita quotidiana per cercare di pesare meno possibile sull’ambiente. Il mio green non ha niente a che fare con il greenwashing, né con le mode del momento: è una questione di impegno quotidiano, una filosofia e un’etica di vita».

«È importante attivarsi quotidianamente nel green perché tutto è interconnesso», continua. «Questo mi ha insegnato l’ecologia profonda, a cui devo moltissimo nel mio percorso e che mi ha cambiato profondamente nelle mie scelte ed azioni quotidiane. Ho sempre cercato di tenere insieme tutti i pezzi della mia vita sforzandomi di vivere in modo coerente con i miei valori. E poi li ho messi in atto nella mia vita quotidiana»

Qualche esempio? Ha la patente, ma non guida né possiede una macchina; sceglie vacanze a piedi o con mezzi di trasporto pubblici e non privati; compra tutto biologico, locale e sfuso; autoproduce quante più cose possibile; cerca di possedere poco per impattare poco; sceglie fornitori di energia elettrica che investono in rinnovabili; non acquista vestiti dalla fast fashion, piuttosto dalla slow fashion, cioè capi usati su Vinted. E poi molti altri piccoli accorgimenti semplici e quotidiani ma che ti cambiano la vita in senso, appunto, green.

Cosa pensi oggi del tuo percorso? «Mi sento una ventenne che non è ancora arrivata da nessuna parte. Questo mi piace, perché ho sempre nuovi obiettivi, sempre più minimalisti e sempre green, appunto. Se penso a quello che ho fatto finora credo che non avrei potuto fare diversamente e continuerò così in futuro». In Elisa Nicoli il tempo è coerente: quello che ha fatto quello che oggi e ciò che farà si integrano alla perfezione in modo spontaneo.

L’autoproduzione non è un fine, ma uno degli strumenti che possono aiutare a ridurre il nostro impatto ambientale

IL SOLITO CONSIGLIO PER LE MODERNE PERSEFONE, MA STAVOLTA UN CONSIGLIO GREEN

«Non imponetevi mai niente. Cominciate dalle piccole cose, dalle scelte quotidiane. Rendetele una sfida, ma senza ansia: che sia una bella sfida. E soprattutto fatela con creatività. Accettate e mettere in pratica i vostri valori e le vostre passioni. Siate sostenibili, prima di tutto nei confronti di voi stessi. È in questo modo che io sono diventata un’ispirazione ed un esempio per gli altri: il mio segreto è divertirsi nel fare e nel vivere la vita in modo green e poi condividere con gli altri il proprio quotidiano impegno nella sostenibilità».

In fondo ognuno ha il proprio livello di sostenibilità: c’è chi come Elisa Nicoli ritiene normale autoprodursi detersivi e cosmetici e c’è chi trova rivoluzionario anche solo smettere di acquistare bottiglie in plastica. Ognuno ha il proprio livello di sostenibilità e l’importante è avere sempre obiettivi nuovi. «Noi umani siamo natura. Ferirla è ferire noi stess*», conclude Elisa. «Minimalismo al posto del consumo: non c’è sostenibilità senza il rispetto di lavoratori, ambiente e animali non umani. E poi zero waste, economia circolare, filiera corta, biologico, slow fashion, slow furniture». Insegnamenti preziosi per Moderne Persefone sempre più green!

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