28 Giu 2024

Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, una storia di cura e valorizzazione del territorio

Scritto da: Salvina Elisa Cutuli

Un’ampia rete di associazioni e singoli cittadini si è riunita allo scopo di rappresentare la comunità all’interno del Presidio Partecipativo del Patto di fiume Simeto, con l’obiettivo di promuovere processi di sviluppo locale e democrazia partecipata nel territorio della valle del Simeto. Una storia lunga oltre 20 anni che non si limita ad azioni simboliche ma vuole lasciare un segno evidente nel territorio.

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Catania, Enna - Nella Valle del Fiume Simeto, il territorio a cavallo tra i monti Nebrodi ed Erei e l’Etna, è in atto uno dei processi di partecipazione dal basso più significativi del territorio siciliano e non solo. Una storia lunga più di vent’anni che ha avuto inizio nel 2002 quando tante realtà associative, comitati e movimenti si sono riuniti per contrastare la decisione dell’allora presidente della regione Sicilia, Totò Cuffaro, di installare un termovalorizzatore con un impianto annesso di rifiuti speciali proprio sulle rive del fiume Simeto, nel bel mezzo degli aranceti in zona SIC, in contrada Cannizzola.

La battaglia è durata qualche anno, ma è stata vinta e i cittadini sono passati dalla protesta contro qualcosa alla proposta per un’azione di tutela, responsabilità, sviluppo, sostenibilità ed economia circolare del territorio. Con il coinvolgimento di docenti e ricercatori del DICAR dell’UNICT è stata realizzata una mappatura di comunità dei dieci Comuni di tutta la valle, per evidenziare appunto le criticità e le potenzialità del territorio.

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Foce del Fiume Simeto. Foto di Roberta Maria Randazzo

È nato così un protocollo di intesa tra associazioni, singoli cittadini, movimenti e comitati che nel 2015 si è trasformato in Presidio Partecipativo grazie a un atto costitutivo firmato da 64 associazioni, piccole e grandi, ambientaliste, culturali, circoli di Legambiente, della Lipu, WWF e circa 70 cittadini singoli

NASCE IL PRESIDIO PARTECIPATIVO DEL PATTO DI FIUME SIMETO

«Con la creazione del Presidio abbiamo chiesto ai dieci Comuni del medio corso del Simeto di sottoscrivere il Patto di fiume Simeto, una convenzione quadro che ha sancito alcuni punti per noi fondamentali: il concetto di tutela proattiva, di sostenibilità in tutte le azioni relative al suolo, all’acqua, ai rifiuti e al paesaggio, la presenza di un organo progettuale chiamato “laboratorio del patto di fiume Simeto” per elaborare progetti su scala regionale, fondi europei, e un’assemblea deliberativa formata da tutti i sindaci e due rappresentanti del presidio».

«Nel percorso del Presidio Partecipativo oggi si innesta una nuova realtà, la cooperativa impresa sociale Nesti, un ente del terzo settore nato dalla voglia di costruire un futuro sostenibile, innovativo e inclusivo», racconta David Mascali, presidente del Presidio al suo secondo mandato. La partecipazione diretta di esponenti della società civile in un’assemblea deliberativa è un esperimento innovativo perché in Sicilia non esiste una legge sulla partecipazione e non si prevede che strutture partecipate da soggetti non eletti alle elezioni regolari possano decidere sull’allocazione di risorse o sulle priorità progettuali.

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Uno scorcio della Valle del Simeto con l’Etna sullo sfondo. Foto di David Mascali

A tal proposito, il Presidio ha cercato di inserire dei correttivi nella convenzione che regola il Patto per il fiume Simeto per superare questo deficit di leggi. Ma non è l’unica criticità. «I Comuni sono stati fortemente depotenziati e la cultura politica fa fatica ad avere una visione a lungo termine. Il Patto punta invece ad avere una strategia di lungo termine, come si fa altrimenti a salvare un territorio come il nostro sempre più a rischio spopolamento? Abbiamo messo in campo le varie competenze tecniche di tutte e tutti noi e abbiamo chiesto ai Comuni di collaborare sulle tante progettualità che ci vedono interessati finanziati da Fondazione Con il Sud, 8×1000, Chiesa Valdese», continua David.

ECONOMIA LOCALE E  RESTANZA, UN NUOVO FUTURO PER I TERRITORI DEL PRESIDIO PARTECIPATIVO DEL PATTO DI FIUME SIMETO

Al centro dei tanti progetti c’è sempre la voglia di salvare il territorio dallo spopolamento, far ripartire l’economia locale, valorizzare i saperi locali e le energia per un piano di rinascita serio. Una storia lunga e travagliata che si è mantenuta, nonostante difficoltà e delusioni varie, grazie all’impegno costante del Presidio che nel frattempo si è organizzato per ambiti tematici, geografici e di azione. Negli ultimi tre anni sono aumentate le persone che partecipano alle attività del Presidio – più di 500 – nelle scuole, con le Pro Loco, con diversi dipartimenti dell’Università di Catania, ma anche Università britanniche e americane, Università della terza età.  

Non vogliamo limitarci ad azioni importanti e simboliche che rimangono su piccola scala. Vogliamo spingerci sempre un po’ oltre

«Questa esperienza è motivo di grande speranza. Personalmente ho scelto di restare qui nonostante alcune opportunità di carriera all’estero, anche per dare il mio piccolo contributo. Vedere così tante ragazze e ragazzi motivati ci aiuta a immaginare quest’isola migliore di come è adesso. È una sfida difficile, ma non possiamo arrenderci», continua David.

Il percorso attuato dal Presidio prova a mettere in relazione il recupero e la cura della memoria collettiva, nelle sue manifestazioni plurali, materiali e immateriali, con un processo di rivitalizzazione delle micro-economie locali nel rispetto degli ecosistemi e delle risorse da tramandare alle generazioni future

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Il territorio della Valle del Simeto abbraccia comuni che rientrano nelle provincie di Catania ed Enna. Foto di Vito Leotta

Da qui è nata l’idea di un Ecomuseo etno-antropologico della Valle del Simeto, mentre nel 2016 è stato creato un biodistretto che coinvolge una rete di produttori e consumatori, ma anche di trasformatori, panificatori, ristoratori, per valorizzare non solo il cibo di qualità e l’agricoltura biologica che nella valle ha delle eccellenze, ma guardare anche all’aspetto etico del cibo, alla sua sostenibilità a tutto tondo. Il bio distretto Valle del Simeto, supportato dall’Associazione Italiana Agricoltori Biologici, avrà un marchio di qualità che verrà consegnato a chi ne farà richiesta e che promuove la filiera corta, la sostenibilità ambientale e umana di chi lavora e produce in questi territori. 

SIMETO TRANSDISCIPLINARY SCIENCE INSTITUTE, IL SOGNO NEL CASSETTO DEL PRESIDIO PARTECIPATIVO DEL PATTO DI FIUME SIMETO

Un altro sogno nel cassetto è il progetto già approvato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale nell’ambito del PNRR “Ecosistema dell’innovazione del Mezzogiorno”, che prevede la creazione di un polo interdisciplinare di ricerca, incubazione di impresa e alta formazione che sarà il Simeto Transdisciplinary Science Institute. Sulla scia del Gran Sasso Science Institute fondato a L’Aquila, all’indomani del terremoto, per innescare processi virtuosi basati sull’innovazione e improntati a una visione di pianificazione territoriale accademica di alto profilo. 

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Il Presidio prova a mettere in relazione il recupero e la cura della memoria collettiva con un processo di rivitalizzazione delle micro-economie locali. Foto di David Mascali.

«L’agricoltura e il turismo sono ambiti su cui far leva per vocazione naturale di questi territori, l’innovazione può creare un valore aggiunto che andrebbe a valorizzare i tanti talenti che vorrebbero studiare discipline scientifiche con moderne tecnologie e con la possibilità di avere  laboratori per l’incubazione di impresa nel campo della meccanica di precisione e nel trattamento dei materiali. Il progetto è stato approvato, ma non finanziato».

«Pensiamo che possa avere un impatto altissimo al livello territoriale e per questo abbiamo costituito un partenariato di 17 soggetti, con 4 enti di ricerca nazionali, le 3 università siciliane, aziende e comuni. Non vogliamo limitarci ad azioni importanti e simboliche che rimangono su piccola scala. Vogliamo spingerci sempre un po’ oltre. Come abbiamo fatto nell’arco di tutti questi anni», conclude David.

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