19 Gennaio 2026 | Tempo lettura: 4 minuti

Punto di partenza, casa, rifugio: tra migrazioni e storie umane, l’Isola oltre i confini

Con questo articolo iniziamo una serie dedicata al tema delle migrazioni che raccoglie storie di chi, in qualche modo, ha toccato la Sardegna.

Autore: Sara Corona Demurtas
migrazioni sardegna
L'articolo si trova in:

Un’isola nel Mediterraneo, terra di approdo e crocevia di percorsi e migrazioni: questo è sempre stata la Sardegna. La sua realtà geografica oggi si intreccia con la sua posizione politico-economica nello scacchiere del mondo: tra le punte più a sud dell’Unione Europea, fazzoletto di terra d’Italia in mezzo al mare, territorio strategico per il Belpaese e non solo. Terra di tristi primati, con indicatori sanitari – una persona su cinque che rinuncia alle cure mediche –, di occupazione e salari tra i più bassi d’Italia e il conteggio delle nascite che cala inesorabilmente. 

Per questa e altre ragioni, dalla Sardegna si parte – e a volte si scappa – per cercare altrove, con il lavoro o con lo studio, un futuro migliore: è l’emigrazione economica che conosciamo, con connotati anche molto più drammatici, da tanti luoghi verso il Nord del mondo. Ma poiché la Sardegna è Italia – ed Europa – verso di lei si dirige anche un altro, più variegato flusso umano; quello di chi cerca in essa un mondo agognato, l’accesso a documenti che gli permetteranno un giorno di muoversi dignitosamente attraverso i confini di Stati altrimenti ostili.

HEADER migrazioni 1
Immagine di repertorio Canva

Partire, arrivare

Come altrove poi, dalla Sardegna si parte e si arriva per mille altre ragioni diverse da queste: per curiosità, per amore, per il caso o per errore. C’è chi finisce nell’isola per una vacanza e decide rimanervi; sembra assurdo a chi di noi invece avrebbe voluto ma non è stato in grado di restare. “Ma come ha fatto!? Deve essere ricco. Deve avere un lavoro in remoto, con un’azienda che non è sarda, che gli permette di vivere bene”. E a volte è davvero così.

Il punto è che le esperienze di chi arriva, chi resta e chi ritorna sono così distanti che verrebbe da chiedersi come possano coincidere nello stesso punto di arrivo rette parallele che non si incrocerebbero altrimenti: la vita di chi sceglie – da straniero – di trasferirsi in Sardegna; quella di chi vi nasce e non la lascia mai; e quella di chi parte e poi decide di tornarvi.

Migrazioni

Questi ultimi, emigrati di ritorno – parte di una comunità di sardi all’estero che ha superato le 130.000 unità e che continua ad alimentarsi, con una media di 2000 all’anno – raccontano storie di scelte spesso difficili tra lontananza e riscatto, vicinanza e compromesso. La famiglia, gli affetti, l’amore per la terra emergono nelle storie di chi sceglie di tornare. Ma le stesse nostalgie e mancanze animano anche quelli di chi, pur con lo stesso amore, per altre ragioni ha deciso di partire. Ecco, se socchiudiamo gli occhi, vediamo la rete fittissima di chi parte, chi arriva, chi resta e di chi sfiora quest’isola brevemente – prendendo e lasciando qualcosa – prima di continuare il viaggio. Storie di migrazioni e quindi storie umane.

HEADER migrazioni 2

Perché l’essere umano, da che ha camminato su questa terra non ha mai smesso di muoversi – esplorando e colonizzando, come una specie estremamente invasiva di formichine, tutti i luoghi abitabili del mondo. Ha cambiato fattezze e colori per adattarsi all’ambiente, ai luoghi in cui vi era più o meno freddo, più o meno sole o dove mancavano ossigeno, animali o le piante erano piccoli e scarsi. L’umanità è nata nera e oggi siamo tutti discendenti, mischiati con altre specie, di quelle tribù africane originarie. In un mondo in cui i confini degli Stati moderni sono raccontati come più reali ed eterni del sole che splende nel cielo, della Terra che gira, delle montagne e dei mari… la Sardegna resta un’isola.

I suoi confini li ha fatti la natura; come sempre, continuano a essere attraversati. Da qui ancora si parte, qui si arriva e si resta – forse più che altrove. Con questo articolo iniziamo una serie che raccoglie storie: quelle – personali e tutte diverse – di chi “migrando” e cioè muovendosi come essere umano nel mondo, ha toccato in qualche modo la nostra isola. Ed è così entrato a far parte di quella rete che rende le nostre storie individuali parte di un’esperienza di vita collettiva, risultato di una realtà politica, economica, sociale e culturale: in questo caso, quella della Sardegna.