21 Settembre 2026 | Tempo lettura: 2 minuti
Ispirazioni / Un mondo ganzo è possibile

Case di paglia: l’abitare transitorio che può durare cent’anni

Le case di paglia e terra cruda possono durare cent’anni ed essere costruite in pochi giorni. In un territorio fragile come quello italiano, potrebbe essere la risposta più semplice – e più bella – alle emergenze abitative che si ripetono ogni anno.

Autore: Fabio Bussonati
Ridimensionatore foto per Paolo 27

Questo articolo è stato pubblicato originariamente nel febbraio 2023 su Fuori Binario, il mensile fiorentino dei senza fissa dimora, all’interno della rubrica Un mondo ganzo è possibile di Fabio Bussonati. Il testo è contenuto anche nell’omonimo libro “Un mondo ganzo è possibile”, che raccoglie sette anni di puntate della rubrica, dal 2017 al 2023.

In Italia il 90% del territorio comunale è classificato a rischio idrogeologico e ogni anno alluvioni, frane e altri eventi estremi lasciano famiglie senza casa, spesso per mesi. Le soluzioni emergenziali tradizionali – container, prefabbricati, alberghi convenzionati – hanno costi alti e spesso un forte impatto ambientale e raramente restituiscono un vero senso di casa a chi le abita.

Fabio Bussonati propone una strada diversa: la bioedilizia in balle di paglia, tecnica costruttiva economica, veloce da realizzare con materiali locali e completamente biodegradabile a fine vita. Il disegno che accompagna l’articolo raffigura un’ipotesi di progetto di case di paglia per l’Oliveta di Mondeggi, la fattoria fiorentina già citata in altre puntate della rubrica come una delle comunità più attive nella sperimentazione di soluzioni abitative e energetiche a basso impatto.

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La transitorietà regala uno spazio inesplorato alla creatività, aprendo a soluzioni dell’abitare forse inedite ma funzionali ad attraversare, senza danneggiare ancora la natura, i momenti di crisi. Costruire con la paglia permette di realizzare costruzioni effimere di alta qualità che sono perfettamente riciclabili: le pareti di paglia sono la pacciamatura di domani, la cui conservazione in forma di casa organica può permettere un vivere transitorio di lusso a chi le abiterà.

La costruzione in paglia e terra cruda può durare cent’anni, può essere costruita in pochi giorni e – visto che abitiamo in un territorio a rischio idrogeologico per il 90% – riveste l’importanza di un presidio di protezione civile preventiva che, con poca spesa, permette di creare villaggi effimeri capaci di risolvere subito anche le emergenze abituali: basta aspettare il maturare della stagione e ricordare agli operatori delle mietitrebbie di comprimere parecchio le presse, che diventeranno i grossi mattoni delle costruzioni.

Le tecniche costruttive sono diverse e, anche se di facile realizzazione, conviene dotarsi di un manuale specifico; noi abbiamo adottato Costruire con le balle di paglia di Barbara Jones, edito da Aam Terranuova. Poi bisogna realizzare un cantiere scuola per costruire la prima casa, e continuare fino a che ce n’è bisogno – e cioè fino a quando non si capirà tutta la tristezza delle case abbandonate, che guariranno soltanto riempiendole di gente.