I botti di Capodanno portano con sé un lato oscuro spesso ignorato: lo stress per gli animali, i danni ambientali e i rischi per la sicurezza.
Fatti che le persone Non sanno Utili per la propria vita. Questa definizione, semplice e banale, spesso viene dimenticata. Eppure - se applicata - aiuta a discernere. In questa sezione vi proponiamo fatti UTILI davvero per cambiare noi stessi e il mondo
I botti di Capodanno portano con sé un lato oscuro spesso ignorato: lo stress per gli animali, i danni ambientali e i rischi per la sicurezza.
La plastica rappresenta uno dei materiali più inquinanti per il nostro pianeta. Non riciclabile per il 99%, essa sta mettendo a rischio oceani e interi territori. Come fare? L’associazione Plastic Free Onlus s’impegna per trovare una soluzione a questo grave problema. Grazie a progetti ed eventi organizzati su tutto il territorio italiano ed estero, vuole sensibilizzare sull’inquinamento da plastica, coinvolgendo cittadini, enti e istituzioni.
È stato calcolato che circa 50.000 persone all’anno perdono la vita a causa di patologie generate dalle emissioni degli allevamenti intensivi. La pianura padana è la zona del paese in cui il problema è più acuto. Ma un team di associazioni ha presentato una proposta di legge per una transizione agro-ecologica del comparto zootecnico nostrano.
“Acque senza veleni” è la nuova spedizione di Greenpeace che sta girando l’Italia. L’obiettivo? Raccogliere campioni di acqua potabile alla ricerca di PFAS e realizzare la prima mappatura indipendente di queste sostanze pericolose per la nostra salute e ancora poco conosciute. In occasione della sua visita in Liguria abbiamo avuto modo di parlare nuovamente con Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia.
Nata nel 2019, Plastic Free è un’associazione di volontariato diffusa in trentadue paesi in tutto il mondo con l’obiettivo di stimolare la consapevolezza sulla corretta gestione dei rifiuti e l’inquinamento da plastica. A Caltanisetta il 28 settembre è in programma un’attività di cleanup. Ci sarete anche voi?
Case green o abitazioni a emissioni zero sono uno dei prossimi obiettivi fissati dall’Unione Europea per rendere gli immobili sempre più efficienti sul piano energetico. Ma come rendere la propria casa green quando si è in affitto? Vediamo qualche consiglio utile e alla portata di tutti grazie anche al contributo di Benedetta Gaglioppa, esperta di sostenibilità degli edifici.
Fra pochi giorni si torna sui banchi di scuola e il Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto non si fa trovare impreparato. Per il settimo anno infatti verrà proposto il percorso di cittadinanza attiva One Health, che ha l’obiettivo di accompagnare studenti e studentesse di una quarantina di istituti veneti in un’analisi integrata che parte dalla contaminazione delle risorse idriche per parlare di scienza, di salute, di natura, di società e di crisi ambientale.
Quanto sappiamo delle cause e degli effetti sulla salute dell’inquinamento indoor? Si crede che non esista luogo più sicuro di quello in cui si abita, ma in realtà sono numerosi e poco conosciuti i fattori di rischio nei cosiddetti ambienti confinati, in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo. Quali sono le possibili soluzioni? Scopriamone alcune.
La vicenda dell’ex Ilva di Taranto e la libertà di stampa e d’informazione hanno molto in comune. Ricordata anche dal Presidente Mattarella di recente, tale libertà sembra non vigere nella città pugliese, dove diritti, dati e informazioni sono nascosti per tutelare l’interesse di chi trae profitto da quella che è stata definita dall’ONU “zona di sacrificio”. Vi sono però alcune eccezioni, come l’eccellente lavoro d’inchiesta che sta svolgendo la giornalista Rosy Battaglia.
Il mare in Sicilia su 25 punti testati risulta inquinato o fortemente inquinato secondo i campioni forniti da Goletta Verde. Tra questi il lungomare di Aci Trezza, famoso per i suoi faraglioni e per essere stato il paese dei Malavoglia di Verga, diventato da quest’anno un “osservato speciale” per una situazione di criticità ormai cronica che da decenni non è mai stata risolta.
L’emergenza PFAS si sta diffondendo in maniera sempre più capillare e dal Veneto sta raggiungendo altre zone d’Italia, fra cui anche la Val di Susa. Sono diversi gli studi e le raccomandazioni di comitati e personale medico che sospettano correlazioni fra i cantieri TAV e la diffusione nelle falde acquifere – ma anche nell’atmosfera e nel suolo – di agenti inquinanti, fra cui appunto i PFAS.
Aria, acqua, suolo e cibo. Questi quattro fondamentali elementi sono fortemente, gravemente e ripetutamente contaminati nel corso di ogni guerra ed è scientificamente dimostrato che il settore militare-industriale è una delle principali cause del cambiamento climatico. Francesco Romizi dell’ISDE, l’Associazione dei Medici per l’Ambiente, analizza nel dettaglio i vari impatti che le guerre hanno sull’ambiente e su chi lo abita.
In Sardegna, sotto le industrie di Portoscuso, i metalli pesanti superano di migliaia di volte i limiti di legge. Dopo dieci anni di mancata trasparenza, i dati sono stati resi pubblici in seguito a una richiesta di Slow News e riassunti in un quest’inchiesta di Matteo Scannavini. Quella descritta è una crisi ambientale che non sembra sanabile, nemmeno col Just Transition Fund.
In queste settimane, con la chiusura improvvisa – seguita da riaperture a colpi di ordinanze – della discarica di Lentini, che serve ben 200 Comuni della Sicilia Orientale, si scrive sull’Isola una nuova pagina della cattiva gestione del settore. Con una discarica che chiude, non si parla di strategie alternative che vedano nei rifiuti una risorsa da riutilizzare ma si trova occasione per tornare a sostenere il progetto dei termovalorizzatori. E intanto l’ambiente e i cittadini pagano.
Nel cuore della Campania, tra le incantevoli coste del Tirreno e le rigogliose colline napoletane, nasce l’associazione Tartapedia che dedica le sue energie e risorse alla protezione delle tartarughe in tutta Italia. Questa organizzazione, nata dalla passione di un gruppo di ambientalisti locali, si è rapidamente affermata come un punto di riferimento per la salvaguardia di queste antiche e affascinanti creature.
Invisibili ed eterni, i PFAS, altrimenti noti come sostanze poli e perfluoroalchiliche, sono una minaccia a tutte le latitudini. In un documentato reportage, Giuseppe Ungherese restituisce i contorni del disastro ambientale che si cela dietro questo enigmatico acronimo. Nell’intervista l’autore racconta gli effetti devastanti degli eternal chemicals e il coraggio delle comunità che ancora oggi cercano riscatto e giustizia.
La fondazione MesSSinA ha ideato e sostiene un ampio progetto che vede nella produzione di nuove bioplastiche green dalle trebbie di scarto della lavorazione della birra la base di un modello di sviluppo sul piano ambientale, sociale, economico che rilancia il territorio. Il polo olivettiano che nascerà in provincia di Messina sarà anche un’hub, un centro di ricerca e un nodo produttivo di comunità energetica.
Dall’idea di quattro giovani amanti del mare è nata Fondalicampania, associazione per la tutela e la salvaguardia del mare. Dal 2014 sono al servizio della fauna e della flora del Golfo di Napoli, ma tra i loro sogni c’è quello di vivere e ripulire tutta la Campania. Attualmente, collaborando con aree marine protette, monitorano la presenza delle microplastiche non solo nelle acque marine, ma anche lungo le spiagge.
La presidente della Giunta regionale sarda Alessandra Todde, durante la commemorazione del 4 giugno ai caduti di Nassirya, ha confermato il rapporto stretto con l’esercito e il ministero della Difesa parlando della necessità di rendere le attività nelle basi militari “più sostenibili” per l’ambiente. In questa intervista Aforas (assemblea composta da comitati, collettivi, associazioni, realtà politiche e individui che si oppongono all’occupazione militare della Sardegna) argomenta le ragioni attorno all’accusa di greenwashing, guardando all’impatto di decenni di servitù militari.
Save My Ocean è un movimento indipendente nato dalla volontà di contribuire alle azioni in campo contro l’inquinamento dei mari, dimostrando come anche l’azione del singolo possa avere un impatto significativo sulla salute del nostro pianeta. Fondata dall’attivista ogliastrina Francesca Congiu, l’organizzazione ha già raccolto 2,1 tonnellate di plastica dai mari. Con eventi che coinvolgono volontari in Sardegna, Italia e in alcuni stati africani, Save My Ocean promuove la sensibilizzazione ambientale e l’educazione alla sostenibilità, evidenziando l’importanza di una comunità unita nella lotta contro l’inquinamento marino.