Il 17 maggio tornano le Mielerie Aperte: viaggio nel mondo delle api, del miele e dei territori
Domenica 17 maggio le aziende apistiche della rete Mielerie Aperte aprono le porte al pubblico: visite, degustazioni e incontri per scoprire il miele come prodotto vivo, legato alla biodiversità, ai paesaggi e al lavoro degli apicoltori.
Domenica 17 maggio tornano le Giornate di Mielerie Aperte: aziende apistiche in tutta Italia apriranno le loro porte al pubblico per raccontare da vicino il mondo delle api, dei mieli territoriali e dei prodotti dell’alveare. L’iniziativa, promossa da UNAAPI con il cofinanziamento dell’Unione Europea, è un’occasione per incontrare apicoltori e apicoltrici, visitare apiari e laboratori e scoprire quanto il miele sia legato ai paesaggi, alla biodiversità e alla salute dei territori.
Non è soltanto una visita in azienda, né una degustazione. Mielerie Aperte nasce per rendere visibile un lavoro che spesso arriva sulle nostre tavole in forma di vasetto, ma che prima attraversa stagioni, fioriture, cambiamenti climatici, pratiche agricole, relazioni con il territorio. Entrare in una mieleria significa capire che il miele non è un prodotto uniforme: cambia a seconda dei luoghi, delle piante, delle annate, del modo in cui le api incontrano il paesaggio.
Una giornata per conoscere api, miele e territori
Durante la giornata del 17 maggio le realtà aderenti proporranno attività diverse, pensate sia per adulti sia per bambini. A seconda delle aziende sarà possibile visitare gli apiari, conoscere le fasi della produzione, entrare nei laboratori, assaggiare mieli locali, scoprire prodotti come polline, propoli, cera e pappa reale e ascoltare il racconto di chi lavora quotidianamente con le api.
Il progetto insiste molto su questo punto: una Mieleria Aperta è un luogo di confronto ed esplorazione, dove si può conoscere chi ha costruito nel tempo una relazione speciale con le proprie api. Ogni azienda ha caratteristiche differenti – apiari più o meno estesi, laboratori, punti vendita, campionari, materiali didattici – ma tutte condividono l’obiettivo di offrire informazioni corrette e accessibili sul mondo dell’apicoltura.
La data non è casuale. Le giornate primaverili di Mielerie Aperte si svolgono in prossimità della Giornata Mondiale delle Api, che ricorre il 20 maggio. Nel 2026 l’appuntamento tornerà anche in autunno, il 15 novembre, per raccontare l’apicoltura in un altro momento dell’anno e mostrare come la relazione tra api, ambiente e lavoro agricolo non si esaurisca nella stagione della fioritura.
Il miele come esperienza, non solo come prodotto
Mielerie Aperte è una rete nazionale di aziende apistiche nata per promuovere un consumo più consapevole del miele e degli altri prodotti dell’alveare. L’idea è semplice ma tutt’altro che scontata: come accade da anni con cantine, cascine o caseifici aperti, anche il miele può essere conosciuto attraverso i luoghi, le persone e i paesaggi che lo generano.
In questo senso il progetto prova a spostare lo sguardo dal prodotto alla relazione. Il miele racconta un territorio perché porta con sé la presenza delle fioriture, la qualità degli ambienti, la varietà botanica, ma anche le difficoltà che oggi attraversano l’apicoltura: crisi climatica, perdita di biodiversità, pressione di alcune pratiche agricole, concorrenza di prodotti di bassa qualità e scarso riconoscimento del lavoro degli apicoltori.
Lo avevamo raccontato anche negli articoli già pubblicati da Italia che Cambia su Mielerie Aperte: il progetto non nasce solo per far conoscere le aziende, ma per costruire una rete capace di unire formazione, divulgazione, qualità e relazione diretta con i consumatori. Nel 2025 le aziende aderenti erano già oltre 190, distribuite in 17 regioni, con il supporto di 21 associazioni di apicoltori.
Per partecipare alla giornata del 17 maggio è necessario consultare la mappa sul sito ufficiale di Mielerie Aperte, individuare l’azienda più vicina e verificare modalità, orari e prenotazioni. Ogni mieleria organizza infatti il proprio programma in base agli spazi, al territorio e alle attività previste. L’invito è a vivere la giornata non come una semplice uscita domenicale, ma come un’occasione per tornare a chiedersi da dove viene ciò che mangiamo. Dietro un miele di acacia, castagno, agrumi, sulla o millefiori non c’è soltanto un sapore: ci sono fioriture, apiari, mani, saperi e paesaggi. E ci sono apicoltori e apicoltrici che, aprendo le porte delle proprie aziende, provano a rendere visibile questa trama.







Commenta l'articolo
Per commentare gli articoli registrati a Italia che Cambia oppure accedi
RegistratiSei già registrato?
Accedi